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L’Unione Europea e l’accesso alla giustizia delle persone con disabilità

Martelletto, libri e bilancia della giustizia davanti alla bandiera dell'EuropaAnnualmente la Commissione Europea produce un proprio documento (EU Justice Scoreboard, presentato in italiano a questo link) in cui propone una panoramica dei sistemi giudiziari presenti nei vari Stati Membri dell’Unione, segnalandone l’efficienza, la qualità e l’indipendenza, il tutto allo scopo di aiutare gli Stati stessi a migliorare tali àmbiti, fornendo dati ritenuti oggettivi, affidabili e comparabili, con la consapevolezza, come sottolineato dal commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders, che «sistemi giudiziari efficaci sono essenziali per l’attuazione del diritto dell’Unione Europea e per difendere lo Stato di diritto  i valori su cui si fonda l’Unione stessa».
Ebbene, nel documento prodotto in questo 2022, come segnalato dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, per la prima volta si fa il punto sulle disposizioni specifiche in atto per supportare tutte le persone con disabilità ad accedere alla giustizia su base di uguaglianza con gli altri, risultato, questo, che deriva anche e soprattutto dall’azione svolta dallo stesso Forum. «Lo scorso anno – si legge infatti in una nota dell’EDF – abbiamo chiesto l’istituzione di indicatori basati sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che riguardassero l’accesso di tutte le persone con disabilità, dal momento che in passato la panoramica di valutazione includeva indicatori centrati solo sulle persone con disabilità uditiva e visiva».

Tra i passaggi sottolineati nel documento della Commissione Europea, si parla ad esempio della necessità di procedure di risoluzione delle controversie alternative e adeguate ai bisogni delle persone con disabilità, sottolineando il fatto che queste ultime possono e debbono essere ascoltate di persona, per esprimere la propria volontà. Si chiedono inoltre indagini a livello giudiziario su come si sia risposto alle necessità delle persone con disabilità durante la pandemia, nonché, su un altro fronte, al bisogno di soluzioni digitali accessibili nei tribunali di primo grado, mettendo a disposizione, su richiesta, strumenti in Braille, in Lingua dei Segni e in linguaggio Easy to Read (“facile da leggere e da comprendere), sia online che su carta.

«Le informazioni raccolte – rileva l’EDF – mostrano che tutti gli Stati Membri dell’Unione hanno almeno alcune disposizioni in atto, per lo più sul piano degli accorgimenti procedurali o delle informazioni disponibili in formati accessibili. In tal senso, formati specifici in Braille, Lingua dei Segni o Easy to Read sono disponibili su richiesta in più della metà degli Stati Membri, così come nella stessa misura di poco più della metà dei Paesi sono presenti soluzioni digitali accessibili anche alle persone con disabilità per le cause civili e commerciali, per le cause amministrative e per quelle penali di primo grado». (S.B.)

 A questo link si può approfondire il tema dell’accesso alla giustizia a livello europeo e soffermarsi sulle azioni svolte dall’EDF in tale àmbito. Per ogni ulteriore informazione: Marine Uldry (Ufficio Diritti Umani dell’EDF), marine.uldry@edf-feph.org.