Il “caro energia”, la disabilità e i supporti elettromedicali salvavita

«Il “caro energia” – scrive Renato La Cara – riguarda tutti, ma sta colpendo più pesantemente di altri le persone con disabilità che per vivere devono utilizzare a casa supporti elettromedicali energivori. Molti di loro, infatti, stanno iniziando a ricevere bollette ingenti, a fronte del fondamentale utilizzo di dispositivi salvavita. Che non in tutti i casi danno diritto al bonus elettrico per disagio fisico riconosciuto dall’Autorità di Regolazione del Settore Energetico». La richiesta di tante persone, quindi, è chiara e forte: le Istituzioni devono intervenire quanto prima possibile

Ombra nera di persona con disabilitIl “caro energia” riguarda tutti, ma sta colpendo più pesantemente di altri le persone con disabilità motoria che per vivere devono utilizzare a casa supporti elettromedicali energivori. Molti di questi soggetti fragili stanno infatti iniziando a ricevere bollette ingenti da saldare, a fronte del fondamentale utilizzo di dispositivi salvavita. Che non in tutti i casi danno diritto al bonus elettrico per disagio fisico riconosciuto dall’Autorità di Regolazione del Settore Energetico.

Per evitare che la situazione esploda, nei giorni scorsi la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha lanciato un appello al Governo perché intervenga rapidamente [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. «Di fronte a questo innalzamento spropositato delle tariffe, la situazione rischia di diventare drammatica in particolare per le persone con disabilità che usano costantemente dispositivi salvavita. Rispetto dunque all’energia necessaria ad alimentare tali apparecchiature, riterremmo adeguato un provvedimento che porti all’esenzione completa dell’IVA, con una decurtazione importante in bolletta», dichiara il presidente della FISH Vincenzo Falabella, che ricorda come «la disabilità sia purtroppo un “acceleratore di povertà” per le famiglie che vi convivono» e l’attuale situazione «sta causando un ulteriore impoverimento».

Abbiamo contattato diverse persone con disabilità che hanno confermato di avere ricevuto aumenti in bolletta e altre che non hanno ancora riscontrato aumenti notevoli da segnalare.
Tra coloro che hanno visto rincari record c’è Gianni Del Vescovo, cinquantenne di Latina, ingegnere civile ambientale, da vent’anni grande invalido sul lavoro. È paraplegico, utilizza ogni giorno la ricarica per la carrozzina elettrica, la domotica domiciliare e condizionatori per termoregolare casa sua in modo da evitare piaghe da decubito. «Rincari in bolletta? Prima pagavo 280 euro, adesso ne pago quasi 800 euro solo per la corrente elettrica, senza contare il gas, quasi il triplo. Bisogna guardare le necessità delle persone con disabilità che non possono pagare certe cifre. Non ricevo nessuna agevolazione dallo Stato e nonostante abbia usufruito del Superbonus 110% per migliorare l’efficienza energetica, ho visto comunque aumentare a dismisura la bolletta».

Anche Alessandro Provito, quarantunenne con la distrofia muscolare di Duchenne che abita a Milano, ha subito forti rincari: «Utilizzo il respiratore, carico le batterie della mia carrozzina elettrica e utilizzo per dormire il materassino anti-decubito, non posso tagliare l’uso di questi dispositivi fondamentali per la mia salute. Nell’ultima bolletta ho visto un aumento del 50% e temo che i maggiori rincari debbano ancora arrivare in autunno-inverno. Il Governo deve intervenire il prima possibile».

Ne è convinto anche Paolo Bruschi di Massa Carrara, membro della Commissione Gravi Disabilità dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro):«È una situazione grave, ci vorrebbe un intervento forte da parte del Governo, bisogna abbassare il costo dell’energia elettrica in modo drastico. Molte famiglie con un disabile grave a carico ora si trovano ad avere l’acqua alla gola, sono soggetti che già vivono estreme difficoltà. È una mazzata notevole che riguarda anche i loro caregiver e spesso si tratta di loro parenti diretti».

«Quanto sta accadendo – aggiunge Falabella – tocca milioni di famiglie e non solo quelle con disabilità.– Ma a questo punto bisogna ricordare che la pensione di invalidità è ferma a 290 euro al mese, che diventano più o meno 500 per coloro che hanno potuto avvalersi di quanto stabilito nel 2020 dalla Corte Costituzionale. Come si fa a vivere con queste entrate, di fronte a un costo della vita praticamente triplicato, se non quadruplicato?».

Quella del caro energia è una criticità che si va ad aggiungere ad altre già denunciate dalle Associazioni. «Le persone con disabilità – conclude il Presidente della FISH – partono da una base di svantaggio rispetto alle altre e non riguarda solo i costi di luce-gas, ma anche ad esempio quelli dei carburanti. Si parla infatti di chi è spesso costretto a viaggiare con mezzi propri, a causa della frequente inaccessibilità dei trasporti pubblici. Senza dimenticare quei prodotti farmaceutici necessari, ma a costo pieno, che espongono ad ulteriori esborsi».

Sul tema del “caro energia” abbiamo sentito anche Fulvia Massimelli, presidente dell’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), organizzazione di riferimento nazionale di una comunità colpita in maniera importante dall’aumento dei costi. «La perdita delle capacità di movimento, di respirazione, di deglutizione e di comunicazione verbale – ci ha detto – richiede una continua elaborazione. Sono, di fatto, “lutti” che alterano la visione del mondo». Ecco perché sono così importanti i numerosi ausili e presìdi ad oggi disponibili. Molti sono salvavita, altri sono essenziali per la qualità di vita, ma quasi tutti sono alimentati dall’energia elettrica.

«Il nostro Dipartimento Socio-Sanitario – evidenzia ancora Massimelli – ha verificato che tra le apparecchiature elettromedicali che danno diritto al bonus elettrico non rientrano la macchina della tosse e i comunicatori oculari». «È comprensibile – aggiunge – quanto siano vitali queste due strumentazioni e quanto sia penalizzante per la comunità delle persone con SLA non potersi giovare di alcuna agevolazione, a maggior ragione in un momento come quello attuale».

Il presente servizio è già apparso nella testata «ilfattoquoridiano.it» e viene qui ripreso – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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