Uno studio sulle disabilità sensoriali e plurime che sollecita azioni concrete

«In Italia le persone con più di 15 anni che hanno limitazioni sensoriali gravi e plurime alla vista e all’udito sono circa 100.000, mentre in Europa la sordocecità colpisce circa 656.000 persone»: è quanto emerge dal “Nuovo studio sulla popolazione di persone sordocieche, con disabilità sensoriali e plurime in condizioni di gravità”, voluto dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’ISTAT, che è stato presentato alla Camera dei Deputati. «Uno studio – commenta Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro – che sollecita azioni concrete non più procrastinabili»

Ragazzo sordocieco insieme a un'operatrice della Lega del Filo d'Oro

Un ragazzo sordocieco insieme a un’operatrice della Lega del Filo d’Oro

In Italia le persone con più di 15 anni che presentano limitazioni sensoriali gravi e plurime alla vista e all’udito sono circa 100.000 (0,2% della popolazione), mentre in Europa la sordocecità colpisce circa 656.000 persone (0,2% della popolazione residente e 0,6% degli anziani). «Sono cifre importanti – commentano dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro -, che restituiscono la reale dimensione di una fascia di popolazione spesso invisibile e che rischia di essere confinata nell’isolamento imposto dalla propria disabilità».
Quei dati derivano dal Nuovo studio sulla popolazione di persone sordocieche, con disabilità sensoriali e plurime in condizioni di gravità, commissionato dalla stessa Fondazione Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’ISTAT, uno studio inedito presentato presso la Camera dei Deputati, alla presenza, tra gli altri, della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

«Questo importante studio – ha dichiarato a margine della presentazione Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro –  ha fatto emergere, con dati di evidenza, l’effettiva diffusione delle problematiche vissute dalle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali per le quali, da sempre, la nostra organizzazione si è resa portavoce. I dati raccolti grazie alla preziosa collaborazione con l’ISTAT, cui va il nostro sentito ringraziamento, aprono prospettive di riflessione e sollecitano azioni concrete non più procrastinabili. È necessario, dunque, individuare nuove modalità di risposta, estendendo ad esempio il nostro modello di intervento alle strutture residenziali per anziani, dove si colloca il numero maggiore di persone con disabilità sensoriali multiple, e operare sempre più in prossimità dei luoghi di origine dei nostri utenti. Inoltre, come Lega del Filo d’Oro abbiamo il dovere di promuovere la loro reale inclusione all’interno della società e il pieno riconoscimento dei loro diritti. Per questo rivolgiamo ancora una volta il nostro appello alle Istituzioni, affinché in Italia non si fermi l’iter per la revisione e la piena applicazione della Legge 107/10 [“Misure per il riconoscimento dei diritti alle persone sordocieche”, N.d.R.]».

Giunto alla sua seconda edizione ed esteso al contesto europeo, questo studio – edito da Erickson – restituisce una maggiore consapevolezza rispetto alla vastità del fenomeno della sordocecità e indaga le condizioni di vita delle persone che ne sono colpite attraverso l’ICF, la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che considera la disabilità come il risultato dell’interazione negativa tra la persona e l’ambiente, fisico e culturale in cui vive, in accordo con quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».

«Ringrazio la Lega del Filo d’Oro e l’ISTAT per questa importante ricerca – ha dichiarato durante la presentazione la ministra Locatelli – che evidenzia con chiarezza la necessità di un impegno ancora più grande per la piena attuazione dei princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Per questo siamo impegnati ad attuare pienamente la Legge Delega in materia di disabilità [Legge 227/21, N.d.R.], in modo da rispettare, garantire e tutelare ogni persona. L’obiettivo principale è quello di migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie e pertanto è indispensabile agire con politiche sociali integrate dal punto di vista sanitario, sociosanitario e sociale, ma anche garantire servizi e sostegno adeguati».
«È nostro dovere – ha aggiunto – garantire l’unicità della persona che ha bisogno di cure e riabilitazione, ma anche di relazioni, affetti e tempo sociale. È quindi importante lavorare insieme per raggiungere questi obiettivi fondamentali per l’inclusione sociale, la formazione e il lavoro delle persone sordocieche, ma anche per assicurare loro una vita dignitosa e partecipata».
«E da ultimo, ma non ultimo – ha concluso – intendo approfondire dal punto di vista tecnico e politico la Legge 107/10, norma che in questi anni, pur essendo specifica per il riconoscimento della sordocecità, non ha saputo intercettare al meglio i bisogni di tutte le persone sordocieche, creando sostanziali differenze in termini di accesso ai benefìci e risultando quindi inadeguata ai fini di una complessiva tutela». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento, contenente anche un dettaglio sui dati prodotti dallo studio Lega del Filo d’Oro/ISTAT. Per altre informazioni: Alessandra Dinatolo (a.dinatolo@inc-comunicazione.it); Ufficio Stampa Lega del Filo d’Oro (Chiara Ambrogini), ambrogini.c@legadelfilodoro.it.

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