Opinioni

In questo Paese di artisti

L'italia, Paese di "estrosi artisti" (foto di Gianluca Coccia)

Si mormora che varie ASL del Nord Italia stiano deliberando – in nome della “spending review” – la riduzione da quattro a tre dei pannoloni giornalmente concessi agli aventi diritto, vale a dire persone con incontinenza certificata, sovente con grave disabilità, moltissimi dei quali allettati per tutta la giornata o per la maggior parte di essa. Un ulteriore esborso, per chi vive in famiglia, un vero dramma per chi è ospitato in una struttura

Il sottile significato delle parole

Anche il sottosegretario alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra ha partecipato all'incontro del 10 ottobre a Roma

Dire infatti – come ha fatto recentemente il sottosegretario alle Politiche sociali Maria Cecilia Guerra – che «l’indennità di accompagnamento non è mai stata messa in discussione» e che essa «non verrà toccata, ma entrerà nel conteggio dell’ISEE perché lo prevede la legge», aggiungendo poi che saranno «detraibili tutte le spese per la disabilità, alcune in maniera forfettaria, altre se documentate», significa tutto e niente

Disabilità e cyberbullismo

Il giornalista Gianluca Nicoletti

Perché un giornalista bravo e con un forte seguito di ascoltatori non dovrebbe dedicare alla disabilità una puntata del suo programma radiofonico e raccontare di essere il padre di un ragazzo con autismo, soprattutto se lo fa senza pietismo, ma dando voce a persone pacate e ragionevoli che raccontano le difficoltà che caratterizzano la vita delle famiglie in cui vivono persone con disabilità? Eppure a qualcuno dà fastidio…

Raffigurazioni della disabilità

Frida Kahlo, "Autoritratto con il dottor Farill"

La mostra di un pittore (Sutherland), che mescolava il regno animale, con quello vegetale e quello minerale, come spunto per riflettere su una serie di rappresentazioni, nei secoli, di quella che oggi viene chiamata “disabilità”. «Tutto – scrive Simone Fanti – da vedere con gli occhi e la consapevolezza che avevano ai tempi in cui furono dipinti e commissionati. Oggi possiamo solo parlare delle emozioni che ci trasmettono»

Le persone sorde siano protagoniste della loro vita

Le persone sorde siano protagoniste della loro vita

Fa discutere l’opinione espressa su queste pagine da Paolo De Luca, che aveva giudicato come un segno di «regresso culturale» l’assunzione di una persona sorda madrelingua di LIS (Lingua Italiana dei Segni), per insegnare quest’ultima all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Una posizione aspramente contestata da Giovanna Palma e Marco Luè. Con un filo comune, tuttavia, vale a dire la volontà che tutte le persone sorde possano essere protagoniste della loro vita

Paralimpiadi: cambio di passo culturale

Al di là infatti delle cifre clamorose, in termini di partecipazione e di biglietti venduti, come non considerare a livello di “svolta epocale” un evento che per la prima volta ha visto l’opinione pubblica attenta e addirittura appassionata, anche nel nostro Paese? E che dire di quelle 80.000 persone che ogni sera allo Stadio Olimpico di Londra hanno scelto di pagare il biglietto, per vedere delle persone con disabilità fare sport?

Poltrone all’asta?

«Vendere all’asta metà delle poltrone di Palazzo Montecitorio e di Palazzo Madama e destinare il ricavato all’assistenza domiciliare dei disabili “gravissimi”, impiegando i precedenti detentori di quelle poltrone in lavori socialmente utili, con uno stipendio pari alla loro produttività»: è la proposta paradossale – ma non troppo – avanzata da Giorgio Genta, prendendo atto che un modo di governare e legiferare buono anche per le persone con disabilità, sembra davvero un’utopia

No ai ritorni al passato

«Per la prima volta in Italia – abbiamo letto recentemente – un ateneo, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha assunto un sordo madrelingua di LIS (Lingua Italiana dei Segni), per insegnare la propria lingua». Il fatto è stato presentato come un evento «storico per il nostro Paese». Secondo altri, però, come Paolo De Luca, si tratta invece di un preciso segno di «regresso culturale». Ne riceviamo e ben volentieri pubblichiamo l’opinione

I “gravissimi”: che noia!

«L’insistenza a ripresentare periodicamente il problema dei cosiddetti “gravissimi” – scrive Giorgio Genta – ovvero quelle persone con disabilità complesse che richiedono supporti assistenziali di particolare qualità, intensità e durata, – è generata dall’assoluta mancanza di risposte pratiche alle loro esigenze. E a quelle delle loro famiglie»

Ritorno alla vita reale?

«In questo Paese – ha dichiarato Sebastian Coe, presidente del Comitato Organizzatore di Olimpiadi e Paralimpiadi, dopo la cerimonia di chiusura di queste ultime – non penseremo più alla disabilità nello stesso modo». Sarà veramente così, in Inghilterra e altrove, oppure si è semplicemente vissuta una grande “bolla paralimpica” di dieci giorni, mentre il mondo reale è ben altro?

Non un miracolo, ma pura innovazione tecnologica

Esoscheletro di ultima generazione, che permette di muoversi in piedi alle persone con mielolesione, il ReWalk è il risultato di almeno una decina d’anni di studio e potrà certamente essere molto utile, a patto di considerarlo esattamente per quello che è, ovvero uno strumento riabilitativo e un ausilio per la deambulazione

Inclusione: quando il dibattito è utile

La proposta di legge sull’inclusione degli alunni con disabilità, elaborata dalle associazioni della FISH, e il ruolo del docente di sostegno: temi sui quali, in queste settimane, abbiamo ospitato opinioni molto diverse, lieti, però, che il dibattito sia stato sempre utile e costruttivo. E condividiamo l’auspicio di Salvatore Nocera, ovvero che questo dialogo «possa concretamente giovare a un rilancio vero della cultura dell’inclusione di qualità»

La lingua e il cervello

Sembra proprio che le Paralimpiadi di Londra – che volgono ormai verso la loro conclusione – e soprattutto il successo che l’evento ha ottenuto, stiano “scatenando” commenti tra i più impensabili. E così, dopo le “incommentabili” parole di Paolo Villaggio, ecco che Gianfranco Civolani, vero “decano” del giornalismo sportivo, dichiara di «non voler vedere gente con tre teste o quattro gambe»! Sono sufficienti le sue scuse?

Il “Villaggio” paralimpico

Le recenti dichiarazioni di Paolo Villaggio sulle Paralimpiadi e sugli atleti che vi partecipano, dimostrano, secondo Vincenzo Falabella, «come le pratiche sociali e i pregiudizi non tendano a scomparire nel corso della storia, ma piuttosto continuino a trasformarsi lungo le diverse epoche in cui si manifestano, assumendo forme sempre nuove»

Pensieri di ordinaria disoccupazione

«Ma l’intero mondo della disabilità – si chiede Nadia Luppi – è davvero pronto a mettersi in gioco per smantellare vecchi privilegi e interessi privati, garantendo così ai disabili una via per il futuro che però tenga conto del difficile contesto in cui siamo?». Un quesito fondamentale, che conclude una serie di riflessioni sul lavoro, ma anche sulla stessa istruzione e formazione delle persone con disabilità

La crisi, l’austerità e le persone con disabilità

«Ho deciso di prendere carta e penna – ci scrive Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo con grave disabilità – dopo che a Cosenza sono stati soppressi all’improvviso, a ferragosto, tutti i servizi per i disabili, per “carenza di copertura finanziaria”». «La soppressione – aggiunge Gallo – è stata poi rinviata di tre mesi e sono stati richiesti finanziamenti regionali e nazionali»

Sogno un’unica Olimpiade, aperta a tutti

«Parafrasando Martin Luther King – scrive Gianfranco Bastianello – “I have a dream” e il mio sogno è quello di vedere un giorno un’unica Olimpiade. Magari più lunga, ma dove tutti partecipino nello stesso periodo, assieme. Gare per normo e per disabili, negli stessi giorni, perché alla fine sono tutti atleti e non “para-atleti”»

Al di là di Paolo Villaggio

È certamente facile – e giusto – indignarsi con i beceri luoghi comuni di Paolo Villaggio sulle Paralimpiadi, ma le sue parole rivelano quanta distanza ci sia ancora da percorrere per arrivare a una via di mezzo, ossia a una corretta collocazione dello sport fra le tante opportunità di realizzazione umana anche per le persone con disabilità

La “bis-abilità” per rispondere alla crisi dell’inclusione

Diamo spazio oggi a un ulteriore passaggio del dibattito da noi avviato, sulla proposta di legge per l’inclusione scolastica, presentata da numerose associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Si tratta di un nuovo intervento dello stesso gruppo di docenti di sostegno di scuola superiore ai quali aveva successivamente risposto il vicepresidente della FISH Nocera

“Auto-violazione” della privacy

«Incredibile, ma vero – scrive Aline Cuffaro, donna con un grave deficit neuromuscolare – anche noi donne disabili abbiamo una vita sessuale!». Ma oltre al fatto che la società ancora la nega, tutto si complica ulteriormente se la situazione fisica non consente di ricorrere liberamente alla contraccezione. E sarebbe bene che anche i ricercatori e i medici specialisti facessero la propria parte