Opinioni

No ai ritorni al passato

No ai ritorni al passato

«Per la prima volta in Italia – abbiamo letto recentemente – un ateneo, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha assunto un sordo madrelingua di LIS (Lingua Italiana dei Segni), per insegnare la propria lingua». Il fatto è stato presentato come un evento «storico per il nostro Paese». Secondo altri, però, come Paolo De Luca, si tratta invece di un preciso segno di «regresso culturale». Ne riceviamo e ben volentieri pubblichiamo l’opinione

I “gravissimi”: che noia!

«L’insistenza a ripresentare periodicamente il problema dei cosiddetti “gravissimi” – scrive Giorgio Genta – ovvero quelle persone con disabilità complesse che richiedono supporti assistenziali di particolare qualità, intensità e durata, – è generata dall’assoluta mancanza di risposte pratiche alle loro esigenze. E a quelle delle loro famiglie»

Ritorno alla vita reale?

Già vincitore di gare olimpiche a Mosca nel 1980 e a Los Angeles nel 1984, Sebastian Coe ha presieduto il Comitato Organizzatore sia delle Olimpiadi che delle Paralimpiadi, per la prima volta unificati

«In questo Paese – ha dichiarato Sebastian Coe, presidente del Comitato Organizzatore di Olimpiadi e Paralimpiadi, dopo la cerimonia di chiusura di queste ultime – non penseremo più alla disabilità nello stesso modo». Sarà veramente così, in Inghilterra e altrove, oppure si è semplicemente vissuta una grande “bolla paralimpica” di dieci giorni, mentre il mondo reale è ben altro?

Non un miracolo, ma pura innovazione tecnologica

L'esoscheletro ReWalk

Esoscheletro di ultima generazione, che permette di muoversi in piedi alle persone con mielolesione, il ReWalk è il risultato di almeno una decina d’anni di studio e potrà certamente essere molto utile, a patto di considerarlo esattamente per quello che è, ovvero uno strumento riabilitativo e un ausilio per la deambulazione

Inclusione: quando il dibattito è utile

Inclusione: quando il dibattito è utile

La proposta di legge sull’inclusione degli alunni con disabilità, elaborata dalle associazioni della FISH, e il ruolo del docente di sostegno: temi sui quali, in queste settimane, abbiamo ospitato opinioni molto diverse, lieti, però, che il dibattito sia stato sempre utile e costruttivo. E condividiamo l’auspicio di Salvatore Nocera, ovvero che questo dialogo «possa concretamente giovare a un rilancio vero della cultura dell’inclusione di qualità»

La lingua e il cervello

Sembra proprio che le Paralimpiadi di Londra – che volgono ormai verso la loro conclusione – e soprattutto il successo che l’evento ha ottenuto, stiano “scatenando” commenti tra i più impensabili. E così, dopo le “incommentabili” parole di Paolo Villaggio, ecco che Gianfranco Civolani, vero “decano” del giornalismo sportivo, dichiara di «non voler vedere gente con tre teste o quattro gambe»! Sono sufficienti le sue scuse?

Il “Villaggio” paralimpico

Le recenti dichiarazioni di Paolo Villaggio sulle Paralimpiadi e sugli atleti che vi partecipano, dimostrano, secondo Vincenzo Falabella, «come le pratiche sociali e i pregiudizi non tendano a scomparire nel corso della storia, ma piuttosto continuino a trasformarsi lungo le diverse epoche in cui si manifestano, assumendo forme sempre nuove»

Pensieri di ordinaria disoccupazione

«Ma l’intero mondo della disabilità – si chiede Nadia Luppi – è davvero pronto a mettersi in gioco per smantellare vecchi privilegi e interessi privati, garantendo così ai disabili una via per il futuro che però tenga conto del difficile contesto in cui siamo?». Un quesito fondamentale, che conclude una serie di riflessioni sul lavoro, ma anche sulla stessa istruzione e formazione delle persone con disabilità

La crisi, l’austerità e le persone con disabilità

«Ho deciso di prendere carta e penna – ci scrive Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo con grave disabilità – dopo che a Cosenza sono stati soppressi all’improvviso, a ferragosto, tutti i servizi per i disabili, per “carenza di copertura finanziaria”». «La soppressione – aggiunge Gallo – è stata poi rinviata di tre mesi e sono stati richiesti finanziamenti regionali e nazionali»

Sogno un’unica Olimpiade, aperta a tutti

«Parafrasando Martin Luther King – scrive Gianfranco Bastianello – “I have a dream” e il mio sogno è quello di vedere un giorno un’unica Olimpiade. Magari più lunga, ma dove tutti partecipino nello stesso periodo, assieme. Gare per normo e per disabili, negli stessi giorni, perché alla fine sono tutti atleti e non “para-atleti”»

Al di là di Paolo Villaggio

È certamente facile – e giusto – indignarsi con i beceri luoghi comuni di Paolo Villaggio sulle Paralimpiadi, ma le sue parole rivelano quanta distanza ci sia ancora da percorrere per arrivare a una via di mezzo, ossia a una corretta collocazione dello sport fra le tante opportunità di realizzazione umana anche per le persone con disabilità

La “bis-abilità” per rispondere alla crisi dell’inclusione

Diamo spazio oggi a un ulteriore passaggio del dibattito da noi avviato, sulla proposta di legge per l’inclusione scolastica, presentata da numerose associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Si tratta di un nuovo intervento dello stesso gruppo di docenti di sostegno di scuola superiore ai quali aveva successivamente risposto il vicepresidente della FISH Nocera

“Auto-violazione” della privacy

«Incredibile, ma vero – scrive Aline Cuffaro, donna con un grave deficit neuromuscolare – anche noi donne disabili abbiamo una vita sessuale!». Ma oltre al fatto che la società ancora la nega, tutto si complica ulteriormente se la situazione fisica non consente di ricorrere liberamente alla contraccezione. E sarebbe bene che anche i ricercatori e i medici specialisti facessero la propria parte

Una parola impronunciabile?

Rilanciato in questi giorni in occasione dell’avvio delle Paralimpiadi di Londra e riferito all’opportunità di non usare il termine “disabili” nel denominare gli atleti, per non concentrare l’attenzione sulla condizione, anziché sulla persona, il dibattito sulle parole “giuste” per definire la disabilità si arricchisce di un ulteriore contributo, che riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Come si racconta la “disabilità”?

E che cosa si veicola raccontandola? Sono i quesiti che si pone e che pone ai Lettori Fulvio Ervas, autore del libro “Se ti abbraccio non aver paura”, uno dei “casi editoriali” dell’anno, ove si racconta la storia di Franco Antonello e del figlio Andrea, affetto da disturbi dello spettro autistico. Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo le preziose riflessioni di Ervas

L’impegno di Basaglia continua

Trentadue anni fa, il 29 agosto 1980, moriva Franco Basaglia, che con la sua azione, volta a cancellare l’impostazione repressiva della psichiatria, ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della democrazia e delle libertà in Italia. Il modo giusto per ricordarlo è continuare l’impegno, per dimostrare, usando le sue stesse parole, «che l’impossibile può diventare possibile»

Inclusione, sostegno e docenti “bis-abili”

Avevamo ospitato, nei giorni scorsi, l’intervento di un gruppo di insegnanti di sostegno, in cui si contestavano alcuni aspetti della proposta di legge sull’inclusione scolastica, presentata da numerose associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Il dibattito – di tono prettamente culturale – si arricchisce ora con l’intervento di chi, per conto della FISH, è tra i principali sostenitori di quella proposta di legge

“Mi dimetto” da disabile

E se per risolvere gli alti costi derivanti dalla disabilità, si allestissero in ogni città degli uffici per “dimettersi da disabili” o – in modo ancor più radicale – si sopprimessero tutte queste persone, che potrebbero così essere ricordate con gratitudine? L’alternativa, suggerisce Renato Apuzzo, è semplice: basta trovare i soldi per applicare i diritti di questi Cittadini, senza farlo pesare!

Forse è meglio chiamare i vigili

Un avvocato disabile denuncia un magistrato in pensione, accusato di avergli rigato la fiancata dell’automobile, parcheggiata nello spazio riservato agli invalidi. Una vicenda che testimonia ulteriormente la fase critica della convivenza civile che stiamo vivendo. «Se siamo convinti di un abuso – scrive Franco Bomprezzi – magari limitiamoci a chiamare i vigili urbani. Forse è meglio»

Donne e disabili: un conflitto tra diritti?

Fa discutere il nuovo test in grado di diagnosticare la sindrome di Down del nascituro durante la gravidanza, disponibile da qualche giorno in alcuni Paesi europei e la Federazione Down Syndrome International ne chiede anche il blocco della commercializzazione. Ma il diritto delle donne di poter disporre del proprio corpo può realmente ledere il diritto alla vita delle persone con disabilità?