Opinioni

È la parità di bilancio bellezza…

È la parità di bilancio bellezza…

«Vi è – scrive Nicola Panocchia – o forse vi era, una politica, vorrei dire un ideale, che vede accomunati i diversi Stati europei e che li differenzia anche da altre democrazie, una politica su cui avrebbe potuto fondarsi l’Europa dei Cittadini: è il sistema del welfare presente in tutta Europa, nella sue diverse declinazioni, inglese, scandinavo, francese, italiano, tedesco. Non è stata scelta questa strada»

Gli anni spezzati delle nostre vite

Una madre tiene in braccio il figlio, affetto da una Malattia Rara

«Sono quelli – scrive Giorgio Genta – in cui un destino crudele ci ha colpito nella cosa più cara, la salute dei nostri figli, segnando un solco insormontabile tra il prima e il dopo» E si chiede: «Ma come abbiamo fatto a sopravvivere a tanti dolori e a tante fatiche? La risposta è semplice e la conosciamo perfettamente: perché ne valeva la pena»

Marta, non vedente, che “guarda” meglio di tanti altri

Marta Pellizzi, ideatrice del blog "True Realities"

Il blog “True Realities”, ideato e realizzato da Marta Pellizzi, giovane donna con disabilità visiva, fa emergere infatti, come scrive Simone Fanti, «le persone, i loro desideri, le passioni, le lotte e le sfide, i pensieri… la voglia di essere visti per quello che realmente sono, persone e non disabili. E alla fine la non vedente Marta “guarda” meglio di tanti di noi, vede il bello e la ricchezza che ognuno porta con sé»

Noi, ordinari protagonisti

«Auspico con tutto me stesso – scrive Pietro Pellillo, riflettendo sulle tante storie di disabilità all’insegna della “straordinarietà”, elogiate dalle Istituzioni e narrate dagli organi d’informazione – che le persone con disabilità, evitando di contribuire alla “mitizzazione dello straordinario”, partecipino, intervengano e diventino “ordinari protagonisti”, nella normale, quotidiana realtà di vita

“Portatori di furto”

Un'immagine della festa in costume organizzata al Foro Italico di Roma dal consigliere della Regione Lazio Carlo De Romanis

«Erano proprio gli assessori – scrive Franco Bomprezzi – i parlamentari, i portaborse e portavoce, i segretari di partito (non tutti, per carità…) ad apprezzare e ripetere gioiosi l’espressione “diversamente abili”. L’avevano adottata con entusiasmo. Era proprio il massimo del solidarismo compassionevole. Che dire ora di quei “portatori di furto” che rubano i nostri sogni, le nostre speranze, la nostra vita?»

Giustizia e Libertà

In questi tempi di grandi difficoltà, non c’è né l’una né l’altra, per le persone con disabilità e le loro famiglie. «Ma senza Giustizia e senza Libertà – scrive Giorgio Genta – si regredisce ai periodi bui della storia, al trionfo della sopraffazione e delle ideologie deliranti»

Il passo in più sarà mostrare tutta la realtà

Viva la scelta della catena inglese Marks & Spencer, che ha voluto il piccolo Seb, bimbo con la sindrome di Down, come “modello” per i propri vestiti: la strada giusta è tracciata. «Ma – scrive Claudio Arrigoni – non bisogna aver paura di percorrerla tutta, per non cadere in quegli stessi stereotipi contro i quali ci battiamo». Rappresentando, cioè, solo la “parte elitaria” delle persone con disabilità

Non è tempo di buon senso in economia

«Sono sicuramente da condividere – scrive Vincenzo Gallo – i tagli agli sprechi e ai privilegi. Vanno contrastati però con forza quelli finalizzati a colpire le persone più deboli e indifese – persino quelle con gravi disabilità – quando anche Premi Nobel per l’Economia mettono motivatamente in discussione la stessa utilità delle politiche di austerità in periodi di crisi»

La “tratta degli invalidi” è un’offesa per tutti

«Invalido e mendicante. Mendicante perché invalido: chi sfrutta il corpo mutilato – scrive Franco Bomprezzi – agisce nella consapevolezza di potersi muovere in una terra di nessuno, ai “confini della realtà”. Il danno per queste persone è evidente e irreparabile, anche dopo l’arresto degli sfruttatori. Ma il danno complessivo all’immagine sociale della disabilità è altrettanto disastroso»

C’è bisogno dello “strumento-testa”

«Evidentemente – scrive Francesco Fusca, riflettendo su Paralimpiadi e dintorni – se Aimee Mullins, atleta senza gambe, apre il vocabolario e alla definizione “disabile” trova solo accezioni negative, ciò significa che ci sono ancora “mondi umani diversi”, che non si conoscono, si sfuggono, si boicottano». Ecco perché «c’è un bisogno grandissimo di “fare”, diffusamente e coscientemente, lo “strumento-testa”»

(Non) tutto è relativo

Ad esempio non lo possono essere, scrive Giorgio Genta, «i princìpi riguardanti le persone con disabilità, i loro diritti, le necessità, i desideri e i loro rapporti con il resto del mondo, mondo del quale esse stesse fanno parte». E quegli stessi princìpi si sta cercando di tradurli in realtà a Loano (Savona), lavorando a una casa famiglia (Villa Amico) demedicalizzata e all’insegna dell’inclusione

Una scuola a pezzi (in tutti i sensi)

Non sono certo confortanti i dati resi noti da Cittadinanzattiva, nel suo nuovo Rapporto sulla sicurezza, la qualità e il comfort degli edifici scolastici e anche qui – per le persone con disabilità – la situazione è ancor più penalizzante, tra barriere, ascensori assenti e bagni inaccessibili. Ma per molti di questi alunni, purtroppo, i problemi sono anche ben altri

Proviamo a stare dalla stessa parte, pur con opinioni diverse?

Si arricchisce di una voce in più il dibattito cui abbiamo dato spazio nei giorni scorsi, riguardante la cultura della disabilità uditiva e la comunicazione da parte delle persone sorde. E anche questa volta, pur nella diversità delle opinioni, emerge chiaramente quel filo comune evidenziato nei precedenti interventi, ovvero la volontà che tutte le persone sorde possano essere protagoniste della loro vita

Ma le preoccupazioni permangono

Infatti, non servono certo a fugare lo stato di incertezza e di preoccupazione sul futuro delle persone con disabilità e delle loro famiglie, le recenti parole del sottosegretario alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, nonostante la dichiarata «grande attenzione nei confronti delle persone con disabilità» e l’impegno a rispettare anche la Convenzione ONU

Mangiare troppo può nuocere alla linea

All’opposto della categoria di “certi politici”, che non sembrano proprio seguire corretti “principi dietetici”, vi sono le persone con disabilità. «Umana giustizia – scrive Giorgio Genta – vorrebbe un certo equilibrio nella bilancia: togliere qualcosa (abbastanza) a chi ha troppo e del troppo fa un pessimo uso e darlo a chi non ha quasi nulla e spesso di questo “quasi” fa un uso virtuoso»…

Alla ricerca di un BenEssere comune

Riceviamo e diamo spazio a un nuovo intervento di Paolo De Luca, dopo le aspre reazioni suscitate da una sua precedente riflessione – da noi pure riprese – riguardante l’insegnamento della LIS (Lingua Italiana dei Segni) all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il tutto sempre cercando di «non aggrovigliare il filo comune del BenEssere delle persone con disabilità uditiva», per usare le parole dello stesso De Luca

Eppure tutti apprendono!

Lo confermano anche numerose ricerche scientifiche. E allora, si chiede Giuseppe Felaco, «perché gli alunni con disabilità non vengono seguiti “da molto vicino”, come invece si dovrebbe fare? Solo la prossimità al singolo, infatti, permetterebbe di cogliere le diverse modalità di apprendimento e le loro problematiche. E invece la scuola non sembra voler “perdere troppo tempo” per questo»

In questo Paese di artisti

Si mormora che varie ASL del Nord Italia stiano deliberando – in nome della “spending review” – la riduzione da quattro a tre dei pannoloni giornalmente concessi agli aventi diritto, vale a dire persone con incontinenza certificata, sovente con grave disabilità, moltissimi dei quali allettati per tutta la giornata o per la maggior parte di essa. Un ulteriore esborso, per chi vive in famiglia, un vero dramma per chi è ospitato in una struttura

Il sottile significato delle parole

Dire infatti – come ha fatto recentemente il sottosegretario alle Politiche sociali Maria Cecilia Guerra – che «l’indennità di accompagnamento non è mai stata messa in discussione» e che essa «non verrà toccata, ma entrerà nel conteggio dell’ISEE perché lo prevede la legge», aggiungendo poi che saranno «detraibili tutte le spese per la disabilità, alcune in maniera forfettaria, altre se documentate», significa tutto e niente

Disabilità e cyberbullismo

Perché un giornalista bravo e con un forte seguito di ascoltatori non dovrebbe dedicare alla disabilità una puntata del suo programma radiofonico e raccontare di essere il padre di un ragazzo con autismo, soprattutto se lo fa senza pietismo, ma dando voce a persone pacate e ragionevoli che raccontano le difficoltà che caratterizzano la vita delle famiglie in cui vivono persone con disabilità? Eppure a qualcuno dà fastidio…