Società

Fateci riaprire il Centro Diurno Riabilitativo Casa Verde!

Il Centro Riabilitativo a ciclo diurno Casa Verde di San Miniato (Pisa), struttura della Fondazione Stella Maris

«L’isolamento sociale continua a provocare tanta sofferenza: fateci accogliere i giovani e gli adulti nel centro semiresidenziale! Hanno bisogno di essere seguiti e le famiglie non ce la fanno più»: è questo l’appello lanciato per far riaprire il Centro Riabilitativo a ciclo diurno Casa Verde di San Miniato (Pisa), struttura della Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa) che si occupa di giovani e adulti con gravissime problematiche neuropsichiatriche, ancora chiusa, nonostante la Regione Toscana abbia disposto linee guida per la riapertura dei centri diurni già dal 18 maggio scorso

Il ruolo del Terzo Settore non va sottovalutato né posto ai margini

Il ruolo del Terzo Settore non va sottovalutato né posto ai margini

«Se vogliamo costruire una comunità sempre più resiliente, ma soprattutto un modello di economia capace di sostenere i cittadini e i territori più fragili, di operare per la riduzione di povertà e diseguaglianze, di accrescere fiducia, coesione sociale e democrazia, il ruolo del Terzo Settore lombardo non va sottovalutato né posto ai margini»: lo dichiarano dal Forum del Terzo Settore Lombardia, che ha prodotto in tal senso un ampio documento di analisi critica del “Documento di Economia e Finanza 2020-2023” della propria Regione

Mantenere gli impegni sul Servizio Civile Universale

Un giovane in Servizio Civile insieme a una persona con disabilità

«Ci associamo all’allarme lanciato dalla Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – dichiarano dalla CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) -, sul rischio che nel “Decreto Rilancio” non siano confermati gli impegni presi dal Governo per la coesione sociale e la valorizzazione dell’impegno dei giovani attraverso il sostegno alle organizzazioni del Terzo Settore e al Servizio Civile Universale. Altrimenti, cosa potremo dire, ad esempio, agli 84.000 giovani che hanno presentato domanda di partecipazione al Servizio Civile Universale nel 2019?»

Così vanno in crisi le Associazioni e il Volontariato!

Così vanno in crisi le Associazioni e il Volontariato!

«Nonostante le tante rassicurazioni e il ruolo indiscutibile svolto dalle organizzazioni del Terzo Settore già prima della crisi nella loro azione di aiuto a tantissime persone fragili, non si sta passando dalle parole ai fatti»: lo dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, prendendo atto che nella discussione in corso alla Camera sulla conversione in legge del “Decreto Rilancio” sono scomparsi gli emendamenti riguardanti le misure di sostegno al Terzo Settore, oltre al rifinanziamento del Servizio Civile Nazionale e al sostegno alla Cooperazione allo Sviluppo

Anche le strutture dell’ANGSA Umbria hanno riaperto gradualmente

L'ANGSA Umbria gestisce le strutture La Semente a Limiti di Spello (Perugia) e il Centro Up ad Assisis (Perugia

Prossima a festeggiare il proprio ventennale, l’ANGSA Umbria si prende cura delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie, con la ferma convinzione che esse debbano poter godere degli stessi diritti e opportunità di tutti gli altri cittadini. L’Associazione non ha fermato le proprie attività nemmeno nelle fasi più difficili dell’emergenza da coronavirus e ora, già da qualche settimana, ha riaperto gradualmente i propri centri diurni per l’assistenza a giovani, adulti, bambini e bambine

Le condizioni di vita dei minori con disabilità

Le condizioni di vita dei minori con disabilità

Si riferisce esplicitamente anche ai minori con disabilità, “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, il Protocollo d’Intesa sottoscritto tra la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e il Comitato Italiano per l’UNICEF, voluto per avviare una reciproca collaborazione mirata alla tutela dell’infanzia sul territorio italiano, sia nel periodo di emergenza sanitaria causata dalla pandemia Covid-19, sia dopo che questa potrà considerarsi contenuta e terminata

“Dafne” arriva su Raiplay

Carolina Raspanti e Antonio Piovanelli in una scena del film "Dafne"

Interpretata da Carolina Raspanti, Dafne è una giovane adulta con sindrome di Down che affronta la perdita della madre e le conseguenze che tale evento porta sugli equilibri familiari e in particolare nel padre. Insieme condividono un viaggio verso il paese natale della madre, che diventerà un’occasione per mettersi in gioco e scoprirsi reciprocamente. È questa la storia di un film bello e importante, in cui si può ridere e piangere al tempo stesso, premiato al Festival di Berlino e che da oggi, ciò che segnaliamo con particolare piacere, sarà presente su Raiplay

Cinque video per cercare di capire meglio il periodo che stiamo vivendo

Cinque video per cercare di capire meglio il periodo che stiamo vivendo

impegnata da molti anni a fianco delle famiglie di non udenti italiani e stranieri in situazioni di particolare difficoltà, l’Associazione Monsignor Marcoli di Brescia ha promosso il progetto “Piccole riflessioni per apprendere dal Covid-19”, consistente in cinque video disponibili settimanalmente a tutti, con cui cercare di fare chiarezza sul periodo da cui si sta lentamente uscendo, focalizzandosi per lo più sulle dinamiche psicologiche delle persone. Un’iniziativa rivolta in primo luogo alle persone sorde, ma utile anche alle persone udenti e ai cittadini tutti

“Bottoni che fatica! Mola mia!”

È proprio grazie ai bottoni, così poco amati dalle persone con malattia di Charcot-Marie-Tooth, che l'Associazione Amiche per la Vita realizza oggetti che servono a supportare quelle stesse persone

Da iniziativa di piazza, basata su manufatti decorati con bottoni, creati per sostenere le persone con la malattia di Charcot-Marie-Tooth, “Bottoni che fatica!” – nome scelto con una certa dose di ironia, viste le difficoltà affrontate da quelle persone proprio con i bottoni – si è trasferito online, diventando “Bottoni che fatica! Mola mia” (in bergamasco “Non mollare!”), sempre a fianco dell’Associazione ACMT-Rete: così le Amiche per la Vita, Associazione bergamasca, hanno lanciato un vero e proprio “inno a rialzarsi” nella Provincia italiana in assoluto più colpita dalla pandemia

Il doppio isolamento delle persone sordocieche e con pluridisabilità

«Se questo è stato per tutti noi un momento molto duro, sono le persone che già prima della pandemia vivevano una condizione estremamente difficile, a non dover essere dimenticate e lasciate indietro. È importante a tal proposito ribadire che alle persone sordocieche e con pluridisabilità servono risposte concrete, che partano innanzitutto dal diritto all’inclusione»: lo ha dichiarato Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’Oro, a margine dell’evento organizzato dall’UICI e dalla stessa Lega del Filo d’Oro, in occasione della terza Giornata Nazionale delle Persone Sordocieche

Fratelli e sorelle di persone con disabilità che aprono la propria anima

«Grazie al progetto “Rare Sibling” – scrive Anna Maria Gioria – rivolto dall’OMAR (Osservatorio Malattie Rare) a fratelli e sorelle di persone con Malattia Rara e più in generale con disabilità, coloro che vi sono coinvolti ne traggono molti benefìci, si sentono meno soli, accettano più facilmente la realtà, perché condivisa con altri che vivono le stesse problematiche, e dalle esperienze altrui imparano strategie per risolvere i problemi. Durante l’emergenza coronavirus, inoltre, la loro presenza nelle famiglie ha acquistato un’importanza ancora maggiore»

Parleremo in TV di sclerosi multipla, come mai è stato fatto

«La nostra sfida sarà di parlare in una maniera nuova di sclerosi multipla, dando spazio alle persone che ne soffrono, per raccontare con la propria voce tutte le loro piccole e grandi sfide, nonché le conquiste ottenute»: così l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) presenta “Succede sempre di venerdì”, format televisivo voluto appunto per parlare di sclerosi multipla, nato dalla collaborazione tra tale Associazione e Telegenova. Quattro le puntate previste, a partire dalla serata di oggi, 26 giugno, visibili in streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della stessa AISM

Il mondo che sarà dovrà essere anche a misura delle donne con disabilità

Nei giorni scorsi il Gruppo di Lavoro sulla “Parità di genere” dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha prodotto un documento che analizza l’impatto della pandemia da coronavirus sulle donne e avanza proposte di azioni concrete per la ripartenza nel breve periodo. Va segnalato con piacere che in tale documento le specifiche esigenze delle donne con disabilità sono state considerate sia nelle azioni volte a rendere esigibile il diritto alla salute, sia in quelle di contrasto alla violenza di genere

Familiari nelle residenze e riapertura centri diurni: non si può più attendere

Oggi stesso avevamo accolto una protesta proveniente dalla Toscana con la quale ci si chiedeva perché i centri diurni e le attività di socializzazione che coinvolgono le persone con disabilità dovessero rimettersi in moto per ultimi. Nelle Marche, a quanto pare, la situazione è la stessa, allargata inoltre alle visite dei familiari presso le residenze sociali e sociosanitarie, sostanzialmente bloccate, nonché agli interventi domiciliari, che stentano anch’essi a riattivarsi compiutamente. «Arrivati a fine giugno – scrivono dal Gruppo Solidarietà – tutto ciò non è più accettabile»

Non c’è barriera peggiore dell’isolamento!

«Le persone con disabilità vivono una condizione di particolare vulnerabilità che il forzato distanziamento fisico non può che esacerbare. Come ricorda la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la loro vulnerabilità è data dall’interazione tra la minorazione e le barriere frapposte dalla società, e non c’è barriera peggiore dell’isolamento»: lo scrive il Comitato Nazionale per la Bioetica in “Covid-19: salute pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale”, documento che si sofferma sulle varie questioni sollevate sia dalla pandemia che dalle misure di contrasto ad essa

Come hanno vissuto l’emergenza le persone sordocieche e le loro famiglie?

Come hanno vissuto le persone sordocieche e le loro famiglie i giorni di lockdown e le fasi 2 e 3 dell’emergenza? Di quali ausili hanno bisogno e cosa si può fare per sostenerle? Quale sarà il ruolo dei volontari che aiutano le persone con disabilità e le loro famiglie da ora in avanti? A queste e altre domande si cercherà di rispondere il 26 giugno durante un evento online in diretta Facebook, promosso dall’UICI e dalla Lega del Filo d’Oro, alla vigilia della terza Giornata Nazionale delle Persone Sordocieche del 27 giugno

Gli Stati Generali dell’Economia, la FISH e le politiche per un nuovo welfare

«Ci troviamo all’inizio di un percorso che sarà lungo e che investirà molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone e anche quindi delle persone con disabilità e dei loro familiari. Il risultato politico vero è il fatto che le nostre organizzazioni sono attivamente all’interno di questo confronto e di questa elaborazione»: a dirlo è Vincenzo Falabella, presidente della Federazione FISH, dopo avere partecipato agli Stati Generali dell’Economia promossi dal Governo, per delineare le strategie e le linee di rilancio del Paese dopo la Fase 1 dell’emergenza coronavirus

“Sensuability”: chiuso il concorso, ha riaperto la mostra

Basata sulle illustrazioni partecipanti al concorso “Francamente me ne infischio!”, insieme a quelle donate da celebri creatori di immagine, la mostra di fumetti “Sensuability: ti ha detto niente la mamma?”, inaugurata in febbraio, ma subito chiusa, a causa dell’emergenza coronavirus, ha riaperto i battenti a Roma per lo meno fino al 15 luglio. Entrambe le iniziative rientrano nell’àmbito di “Sensuability”, progetto voluto da Armanda Salvucci, per abbattere gli stereotipi relativi alla sessualità e alla disabilità, proponendo un nuovo modo di fare cultura attraverso tutte le forme dell’arte

Centri Diurni del Piemonte: meglio tardi che mai, ma ora agire rapidamente!

«Meglio tardi che mai!»: così Giancarlo D’Errico, presidente dell’ANFFAS di Torino, commenta il piano di riapertura dei Centri Diurni per persone con disabilità, approvato dalla Regione Piemonte, sottolineando tuttavia che pur di fronte a una riapertura necessariamente graduale, «entro settembre tali strutture dovranno essere ripristinate al cento per cento, con risorse adeguate, perché non è pensabile sostituire il Centro Diurno con l’assistenza domiciliare, che pure va sostenuta in questa fase transitoria, perché non è la stessa cosa né per la persona con disabilità, né per le famiglie»