Autismo: un progetto per diventare “soggetti desideranti”

Portare i genitori di persone con disturbi dello spettro autistico ad una maggiore consapevolezza, che consenta loro di essere determinanti nella costruzione e realizzazione del progetto di vita per il proprio figlio: è questo l’obiettivo del progetto “Imagine”, voluto dall’Associazione Autismo Toscana, che dopo avere esordito con un primo incontro a Siena, per la Zona Sud-Ovest della Regione, è approdato nei giorni scorsi anche nella Zona Toscana Centro, con il primo di quattro incontri a Fucecchio (Firenze), in attesa del secondo, che si terrà a Prato

Progetto "Imagine" sull'autismo: incontro di Fucecchio (Firenze), 18 maggio 2019

Un’immagine dell’incontro di Fucecchio (Firenze), che ha dato il via al progetto “Imagine” nella Zona Toscana Centro

Fortemente voluto dall’Associazione Autismo Toscana e presentato il 2 aprile scorso, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, ha esordito con un primo incontro a Siena, per la Zona Sud-Ovest della Regione, e nei giorni scorsi è approdato anche nella Zona Toscana Centro, con il primo di quattro incontri a Fucecchio (Firenze), in attesa del secondo, che si terrà a Prato.
Si parla di Imagine, progetto voluto per portare i genitori di persone con disturbi dello spettro autistico ad una maggiore consapevolezza, che consenta loro di essere determinanti nella costruzione e realizzazione del progetto di vita per il proprio figlio.

«Abbiamo voluto fortemente questa iniziativa – spiega Marino Lupi, presidente di Autismo Toscana -, nata da noi, dal lavoro e dal pensiero di un gruppo di genitori che fortemente vogliono per i propri figli e per se stessi una vita diversa da quella “preconfezionata” dai servizi. Per questo abbiamo iniziato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, ad osare l’impossibile, ad affrontare la vita come “soggetti desideranti” e non come oggetti da curare. “Soggetti desideranti”, voglio usare questa definizione di Varis Rossi, un nostro amico, che ben raffigura i nostri figli. E così abbiamo iniziato a correre in avanti, a pensare diversamente la nostra vita, a pensarla appunto come vita. I servizi hanno iniziato ad arrancare dietro le nostre richieste per poi inspiegabilmente resistere».
«E tuttavia – conclude – noi siamo qui, andiamo e andremo avanti. Tutte le resistenze che abbiamo incontrato non ci fermeranno, possono solo rallentare un cammino di giustizia e di diritti. Solo rallentarlo. Alla fine il diritto e la giustizia vincono sempre e per questo noi stiamo facendo la nostra parte». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@autismotoscana.it.

Stampa questo articolo