Studio

La didattica a distanza va resa possibile per tutti gli alunni con disabilità

La didattica a distanza va resa possibile per tutti gli alunni con disabilità

«Onorevole Ministro, da molte parti d’Italia le nostre Associazioni aderenti segnalano che, accanto a buone prassi di inclusione nella didattica a distanza attuata dalle scuole, vi sono purtroppo molti alunni con disabilità che ancora non vengono tenuti in debita considerazione»: si apre così la lettera inviata a Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, dal presidente della Federazione FISH Vincenzo Falabella, che aggiunge: «L’inclusione a distanza è possibile, ma per farla occorre programmare in maniera adeguata e congiunta, con tutti i mezzi e le competenze di cui la nostra scuola dispone»

Garantire il diritto allo studio a tutti i bambini e ragazzi “disconnessi”

Garantire il diritto allo studio a tutti i bambini e ragazzi “disconnessi”

«L’attuale emergenza e la conseguente chiusura delle scuole hanno messo in luce le disuguaglianze educative del nostro Paese che investono anche il mondo digitale, ancora più gravi per i bambini con bisogni educativi speciali o con disturbi nell’apprendimento, per i quali è indispensabile attivare percorsi e strumenti ad hoc per rendere la didattica digitale effettivamente inclusiva»: lo sottolineano da Save the Children, che chiede di utilizzare subito il fondo previsto dal Decreto “Cura Italia” per garantire il diritto dello studio a distanza a bambini e ragazzi ancora “disconnessi”

La didattica a distanza per le scuole medie inferiori

La didattica a distanza per le scuole medie inferiori

Dopo l’avvio, nei giorni scorsi, da parte del Centro Studi Erickson, di “Dida-LABS”, ambiente online gratuito per il supporto di attività didattiche delle scuole elementari, da svolgere a distanza, ora sempre Erickson ha lanciato un’analoga iniziativa rivolta alle scuole medie inferiori, per rispondere anche qui alle necessità di individualizzazione e personalizzazione per ogni studente, sempre con un’attenzione particolare agli alunni con BES (bisogni educativi speciali), DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività)

Università di Padova e didattica in rete: particolare attenzione alla disabilità

Università di Padova e didattica in rete: particolare attenzione alla disabilità

«Vorrei porre la vostra attenzione sulla questione della fruibilità di lezioni e prove d’esame erogate in modalità telematica da parte di tutti, chiedendovi di prestare particolare attenzione ai temi di inclusione e diritto allo studio, da sempre cari al nostro Ateneo, tenendo conto del recente Decreto del Presidente del Consiglio, che pone l’accento sulle “specifiche esigenze degli studenti con disabilità”»: lo ha scritto il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto alle docenti e ai docenti del proprio Ateneo, ricordando gli strumenti già efficacemente realizzati in questo àmbito

Per una didattica a distanza realmente inclusiva

Didattica a distanza

«Per gli alunni con disabilità l’inclusione significa apprendimento e partecipazione, cioè relazione con insegnanti e compagni, e dunque questo sarà un periodo difficile. “Dida-LABS” vuole essere un aiuto prezioso per attuare una didattica a distanza realmente inclusiva»: lo dichiara Dario Ianes, co-fondatore del Centro Studi Erickson, a proposito di “Dida-LABS”, ambiente online gratuito, attivato dallo stesso Centro Studi Erickson, che presenta oltre quattrocento attività multimediali, per il supporto di attività didattiche della scuola primaria da svolgere a distanza

Le norme che servono in questi giorni per gli alunni con disabilità

Didattica a distanza

«Il Decreto Governativo che ha sospeso la didattica in classe per tutti gli alunni – dichiara Salvatore Nocera, esponente della Federazione FISH e dell’Associazione AIPD – dovrebbe essere seguito da norme specifiche per quegli alunni con disabilità che non possono avvalersi della didattica a distanza, impossibile, di fatto, specie per quelli con disabilità intellettiva o relazionale. E per farlo si dovrebbe “forzare” quell’articolo del Decreto sull’inclusione riguardante l’istruzione domiciliare, facendola svolgere dai docenti di sostegno e dagli assistenti all’autonomia e alla comunicazione»

ADHD: cosa fare e cosa non fare

ADHD: cosa fare e cosa non fare

La neuropsichiatra infantile e dell’adolescenza Donatella Arcangeli – che in base alla strategia del “Teacher Training” fornisce da anni strumenti di lavoro agli insegnanti, per la gestione di studenti con disabilità o BES (bisogni educativi speciali) – ha recentemente pubblicato il libro “ADHD. Cosa fare (e non). Guida rapida per insegnanti”, rivolto innanzitutto agli insegnanti della scuola primaria, per aiutarli a conoscere meglio l’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e ad applicare strategie semplici, ma efficaci, per affrontarlo e gestirlo nel miglior modo possibile

Il sostegno, la giurisdizione e i danni non patrimoniali

Un alunno insieme all'insegnante di sostegno

Oltre a ribadire la competenza dei tribunali amministrativi da una parte e di quelli ordinari dall’altra, rispettivamente per le controversie insorte anteriormente o successivamente alla formulazione del PEI (Piano Educattivo Individualizzato), una recente Sentenza della Corte di Cassazione risulta particolarmente interessante, per avere sancito il diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali a un alunno con disabilità cui era stato assegnato un insufficiente numero di ore di sostegno, oltreché per le motivazioni di tale decisione

Garantito il diritto al trasporto scolastico per una bimba con epilessia

Una realizzazione grafica elaborata in occasione del risultato ottenuto dalla famiglia di Aurora, bimba con epilessia, sostenuta dall'Associazione AICE

Ci sono l’impegno di una famiglia e il sostegno dell’AICE (Associazione Italiana Contro l’Epilessia) dietro al diritto al trasporto scolastico ottenuta a Roma per Aurora, alunna con epilessia che necessita, al bisogno, della somministrazione di un farmaco salvavita, per interrompere eventuali crisi prolungate. In tal senso il Comune di Roma ha proceduto alla necessaria formazione degli operatori del servizio di trasporto scolastico. «Siamo certi – commenta Giovanni Battista Pesce, presidente dell’AICE – che questa conquista aiuterà tutti gli altri alunni a rivendicare pari diritti»

Rifiutare l’iscrizione di un alunno con disabilità è discriminazione

«In assenza di ragioni normative, regolamentari o di evidente esigenza didattica, il rifiuto all’iscrizione di un bambino – fondato sulla sola circostanza della disabilità – assume di per sé carattere discriminatorio»: lo si legge in una recente Ordinanza prodotta dal Tribunale Civile di Milano, che ha parzialmente accolto il ricorso dei genitori di un alunno con disabilità, nei confronti di una scuola paritaria che gli aveva negato l’iscrizione alla primaria, motivando tale condotta con il fatto che in ciascuna delle prime classi era già presente un alunno con disabilità

Il Piano Educativo Individualizzato va fatto bene e va rispettato

«Questa decisione ribadisce l’importanza del PEI (Piano Educativo Individualizzato), della sua precoce formulazione e dei suoi puntuali e articolati contenuti»: così Salvatore Nocera commenta la condanna per discriminazione di quella scuola che aveva espulso uno studente con grave disabilità, aggiungendo che il Tribunale «non si è espresso specificamente sulla legittimità o meno in sé della sanzione disciplinare, ma sull’illegittimità della stessa, conseguente, appunto, alla mancata formulazione del PEI e dei suoi contenuti»

Prima i Diritti, poi il Bilancio: un altro provvedimento che parla chiaro

«È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione»: lo ha stabilito una recente Ordinanza prodotta dal Tribunale di Catania, riconoscendo la condotta discriminatoria nei confronti di un alunno con disabilità posta in essere dall’Ente Locale che aveva inizialmente omesso l’assegnazione di un assistente per l’autonomia e la comunicazione per 24 ore settimanali, come previsto dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e che successivamente aveva assegnato l’assistenza specialistica per sole 6 ore alla settimana

Quello studente con disabilità non poteva e non doveva essere espulso

Condanna per discriminazione di quella scuola che aveva espulso uno studente con disabilità: lo ha stabilito il Tribunale Civile di Milano, accogliendo il ricorso della famiglia, supportata dal Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, e stabilendo in sostanza che l’espulsione di uno studente con disabilità per problemi comportamentali correlati alla sua condizione è discriminazione, specie quando, come in questo caso, quella scuola non aveva predisposto gli strumenti idonei a consentire allo studente l’integrazione in condizioni di parità con gli altri

È discriminazione dare meno ore di assistenza per l’autonomia e la comunicazione

Lo ha stabilito un’Ordinanza del Tribunale Civile di Marsala (Trapani), accogliendo ben due ricorsi presentati dalla famiglia di un’alunna con disabilità, alla quale il proprio Comune di residenza aveva appunto ridotto il numero delle ore per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione stabilite dal PEI (Piano Educativo Individualizzato), adducendo motivi di bilancio, come purtroppo spesso accade in questi casi. I ricorsi, va anche sottolineato, sono stati accolti nonostante la famiglia avesse accettato la riduzione delle ore, al solo fine di poter disporre almeno di quelle assegnate

Taglio ingiustificato del sostegno: si risarciscano anche i danni esistenziali!

È decisamente interessante una Sentenza del TAR della Campania, destinata a costituire un importante precedente giurisprudenziale, rispetto alle conseguenze economiche, per l’Amministrazione Scolastica, degli ingiustificati tagli al numero di ore di sostegno spettanti agli alunni con disabilità. Il provvedimento, infatti, ha stabilito tra l’altro il diritto al risarcimento per la famiglia di una bimba con disabilità, sia per il danno alla vita di relazione, dovuto alla mancanza del docente di sostegno, sia per il danno esistenziale, causato dalla sofferenza per l’emarginazione in classe

Il progetto “Tutor Amicale”: “ponti umani” con coetanei in difficoltà

Cinque studenti maggiorenni di un Istituto Scolastico, che grazie a una specifica formazione, diventeranno “incubatori di relazioni”, costruendo cioè occasioni di socialità per altrettanti compagni con disabilità che hanno difficoltà di inclusione. Veri e propri “tutor”, ma ancor più amici delle persone che seguiranno. È questo il progetto “Tutor Amicale”, ideato da Agostino Squeglia, già noto per il suo progetto culturale “Ci riguarda”, e realizzato con il sostegno dell’Istituto Besta di Treviso, del Comune della città veneta, dell’Università di Padova e dell’ULSS 2 Marca Trevigiana

Disabilità e scuola: le criticità secondo l’ISTAT

Mentre aumentano gli alunni con disabilità, ancora scarsa è l’accessibilità nelle scuole per quelli con disabilità motoria e particolarmente critica la disponibilità di ausili per quelli con disabilità sensoriale. Per quanto riguarda il sostegno, in assoluto aumentano le ore, ma continua ad essere carente la formazione degli insegnanti, anche sulle tecnologie educative. Al Mezzogiorno, infine, spicca la scarsità di assistenti all’autonomia e alla comunicazione: sono le principali conclusioni dell’annuale rapporto ISTAT sul’“Inclusione scolastica degli alunni con disabilità” (Anno 2018-2019)

I Centri Territoriali di Supporto tornano nel cuore del processo di inclusione

Si può realmente dire che sia iniziato il processo di rinascita dei Centri Territoriali di Supporto (CTS), strutture fondamentali per il processo di inclusione delle persone con disabilità. Lo hanno inteso bene i tanti partecipanti al seminario nazionale di Roma intitolato “Ausili: progettare, intervenire, innovare”, con il quale, dopo diversi anni, il Ministero dell’Istruzione ha riunito i CTS di tutte le Province italiane, per discutere apertamente di vari temi particolarmente importanti, sia a breve che lunga scadenza

Anch’io posso contribuire a far crescere la comunità

Quarantanovenne sassarese, Gianmario Piredda ha l’atassia di Friedreich, una patologia degenerativa, ma negli anni ha imparato che con la volontà si può raggiungere qualsiasi risultato. Qualche mese fa ha conseguito la Laurea Magistrale in Comunicazione e Pubbliche Amministrazioni, con una tesi sul tema “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione come opportunità per l’inclusione dei disabili – Il Digital divide e il ruolo delle tecnologie assistive”. «Credo fortemente – dice – di poter dare anch’io il mio contributo alla crescita della comunità»