Per un calcio inclusivo. Volti e risultati di un progetto unico

Si chiama così il convegno tenutosi il 18 ottobre scorso a Sassari, durante il quale sono stati raccontati i risultati del progetto “Per un calcio inclusivo”, nato nell’estate del 2017, a cura dell’ANGSA di Sassari (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e dell’Associazione Don Bosco Calcio a 5 Sassari, grazie al quale a tutt’oggi dieci ragazzi con diagnosi di disturbo dello spettro autistico giocano nelle diverse categorie e partecipano ai campionati di calcio insieme ai loro compagni “a sviluppo tipico”

Progetto sassarese "Per un calcio inclusivo"

Una bella foto di gruppo, tutta dedicata al progetto sassarese “Per un calcio inclusivo”

«Questo convegno è stato l’occasione giusta per raccontare i risultati del progetto Per un calcio inclusivo, nato nell’estate del 2017 e grazie al quale a tutt’oggi dieci ragazzi con diagnosi di disturbo dello spettro autistico giocano nelle diverse categorie e partecipano ai campionati di calcio insieme ai loro compagni “a sviluppo tipico”. Ma è stato anche un momento importante di confronto con altre realtà sportive di calcio integrato provenienti dalla Penisola».
Così Giovanna Tuffu, presidente dell’ANGSA di Sassari (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e Salvatore Vinci, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica PGS Don Bosco Calcio A5 Sassari, ovvero le due organizzazioni promotrici del progetto Per un calcio inclusivo, commentano gli esiti del convegno organizzato il 18 ottobre scorso a Sassari, il cui titolo (Per un calcio inclusivo. Volti e risultati di un progetto unico) si è rifatto anch’esso a quella stessa iniziativa.

Moderato dal giornalista Antonio Meloni, l’incontro – dopo i saluti istituzionali di Rosanna Arru, assessora alle Politiche Educative e allo Sport del Comune di Sassari e dei rappresentanti della Fondazione di Sardegna e dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna – è stato aperto dagli stessi Giovanna Tuffu e Salvatore Vinci.
Hanno preso quindi la parola due operatori esperti di autismo che collaborano per la realizzazione del progetto Per un calcio inclusivo, attraverso i corsi di formazione rivolti agli allenatori, ai dirigenti e ai genitori: si tratta di Manolo Cattari, psicologo dello sport e presidente del progetto AlbatroSS e di Daniela Garau, neuropsichiatra infantile e direttrice sanitaria del Centro RNM (Riabilitazione NeuropsicoMotoria) di Sassari.
Dal canto suo Gavino Sechi, allenatore del Don Bosco Calcio A5, ha illustrato la propria esperienza a stretto contatto con i “suoi” ragazzi, vale a dire le gioie, gli insuccessi e i grandi progressi raggiunti in particolare dai quattro ragazzi con disturbo autistico inseriti nella sua squadra.
E ancora, Gioia Masia, già calciatrice di serie A e presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Cross Roads Formello, ha raccontato la bella esperienza vissuta attraverso il gemellaggio del giugno scorso a Formello, nei pressi di Roma, in cui gli atleti del Don Bosco Bosco sono stati ospiti della sua struttura e hanno disputato alcune partite con i ragazzi dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Insuperabili Academy.
Per quest’ultima, infine, sono intervenuti gli allenatori Licia Felicella (Roma), Antonio D’Aquino (Siracusa) e Giulia Perinu (Torino).

Il convegno si è avvalso del supporto della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, oltreché del patrocinio del Comune, della Provincia di Sassari e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: angsassarionlus@gmail.com.

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