Il Museo Omero in Egitto, a diffondere accessibilità culturale

È ripresa in questi giorni l’esperienza internazionale del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, che continuando a diffondere in altri Paesi il suo messaggio legato all’accessibilità museale, ha partecipato in Egitto a una conferenza sull’archeologia e il patrimonio culturale, nell’àmbito di un incontro per la Cooperazione Italo-Egiziana in àmbito archeologico. Nello specifico, la coordinatrice del Museo Omero, Annalisa Trasatti, ha presentato un intervento dedicato a un percorso speciale per persone con disabilità visiva nel Museo Egizio del Cairo

Annalisa Trasatti al Ministero dell'Antichità del Cairo, 8 dicembre 2019

Un’immagine dell’intervento di Annalisa Trasatti, coordinatrice del Museo Omero di Ancona, al Ministero dell’Antichità del Cairo

È ripresa in questi giorni l’esperienza internazionale del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, che continuando a diffondere in altri Paesi il suo messaggio legato all’accessibilità museale, ha partecipato in Egitto a una conferenza sull’archeologia e il patrimonio culturale, nell’àmbito di un incontro per la Cooperazione Italo-Egiziana in àmbito archeologico, tenutosi presso il Ministero dell’Antichità del Cairo. Hanno infatti una lunga tradizione i progetti italo-egiziani in campo archeologico e nella ricerca di collaborazione per la conservaizone e la valorizzazione del patrimonio culturale.
A rappresentare la struttura marchigiana è stata la coordinatrice Annalisa Trasatti, già approdata nel giugno scorso in Egitto, per un corso di formazione e per la realizzazione di un innovativo percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo Egizio.
Feeling the Eternal Masterpieces of Egypt: A Special Path for Visual Impaired at the Egyptian Museum in Cairo ovvero, letteralmente, “Toccare con mano gli eterni capolavori dell’Egitto. Un percorso speciale per persone con disabilità visiva nel Museo Egizio del Cairo”: è stato questo il titolo dell’intervento tenuto da Trasatti durante la conferenza. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: redazione@museoomero.it (Monica Bernacchia).

Stampa questo articolo