Il Servizio Sanitario Nazionale tra attese e promesse disattese

«La vera battaglia sarà per la sburocratizzazione del Sistema Sanitario Nazionale affinché diventi davvero a misura del cittadino, intervenendo per facilitare l’accesso ai servizi ed eliminare i tanti costi derivanti ad esempio proprio dal labirinto burocratico»: a dirlo è Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, commentando il 22° Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato, dal quale emerge un Servizio Sanitario Nazionale con problemi rilevanti di costi, peso della burocrazia e accesso in una parte ancora significativa del Paese

In primo piano un medico, sullo sfondo, sfuocate, altre persone, tra cui una in carrozzina«Un Servizio Sanitario Nazionale con problemi rilevanti di costi, peso della burocrazia e accesso in una parte ancora significativa del Paese: aumentano, infatti, le segnalazioni per le attese, cui i cittadini hanno purtroppo imparato a rispondere mettendo mano alla tasca per pagare l’intramoenia o il privato, e aumentano le segnalazioni relative all’assistenza territoriale».
È questo il quadro che emerge dal 22° Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato, presentato a Roma, alla presenza del ministro della Salute Roberto Speranza, documento che fa riferimento a ben 21.416 segnalazioni dei cittadini alle sedi territoriali del Tribunale per i Diritti del Malato e ai Servizi PIT Salute locali.

«Certamente importante – sottolinea Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – è stata la scelta di abolire il superticket [nella Legge di Bilancio in via di definizione è prevista l’abolizione, dal settembre 2020, del ticket sanitario regionale da 10 euro sulle impegnative, N.d.R.], così come alcune misure contenute nel Patto per la Salute, ovvero i nuovi fondi a disposizione e la possibilità di assumere nuovo personale che possa migliorare gli standard di erogazione e possibilmente contribuire alla riduzione delle liste di attesa. Emerge per altro come il vero tallone d’Achille sia il tema dei servizi territoriali, poiché non esistono modelli organizzativi definiti e standard che si possano far rispettare: su questo occorre intervenire immediatamente. Ed è decisivo che nei prossimi mesi si metta mano a quanto definito nel Patto in termini di organizzazione di questi servizi».
«Tuttavia – conclude Gaudioso – per noi la vera battaglia sarà per la sburocratizzazione del Sistema Sanitario Nazionale affinché diventi davvero a misura del cittadino, intervenendo per facilitare l’accesso ai servizi ed eliminare i tanti costi diretti e indiretti derivanti ad esempio proprio dal labirinto burocratico».

Il Rapporto, va ricordato in conclusione, è stato prodotto con il sostegno non condizionante della FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), della FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), e della FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani). (S.B.)

A questo e a questo link sono disponibili rispettivamente un approfondimento sul 22° Rapporto PIT Salute e una serie di infografiche ad esso relative. Per ulteriori informazioni: stampa@cittadinanzattiva.it.

Stampa questo articolo