Toccare la Bellezza, ovvero la mano “organo dell’intelligenza”

La definizione della mano come di “organo dell’intelligenza” è di Maria Montessori ed essa racchiude al meglio il profondo significato della mostra in corso ad Ancona fino all’8 marzo, intitolata “Toccare la Bellezza. Maria Montessori Bruno Munari”, organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, esposizione che, incontrando due tra i più illustri personaggi della cultura italiana moderna, ha il tatto come filo conduttore, puntando a promuovere per tutti, nessuno escluso, una significativa esperienza della tattilità dal punto di vista artistico ed estetico

Mostra di Ancona "Toccare la Bellezza. Maria Montessori Bruno Munari", novembre 2019-marzo 2020

Persone in visita alla mostra di Ancona “Toccare la Bellezza. Maria Montessori Bruno Munari”

Inaugurata nel novembre scorso, sta proseguendo con grande successo di pubblico e si protrarrà fino all’8 marzo, presso la Mole Vanivitelliana di Ancona, la mostra Toccare la Bellezza. Maria Montessori Bruno Munari, promossa e organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari.
Si tratta di un’esposizione che offre l’opportunità per un’ampia e complessa riflessione, incontrando il pensiero e i materiali di Maria Montessori e le idee e i lavori originali di Bruno Munari, due tra i più illustri personaggi della cultura italiana moderna, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo e per la prima volta insieme in una mostra.
A cura l’allestimento è stato l’architetto Fabio Fornasari, che ha scelto come filo conduttore il tatto, al quale sono ispirati i nuclei tematici che scandiscono il percorso: le forme, i materiali, la pelle delle cose, manipolare e costruire, gli alfabeti e le narrazioni tattili. Obiettivo dichiarato dell’iniziativa è dunque quello di promuovere per tutti, nessuno escluso, una significativa esperienza della tattilità dal punto di vista artistico ed estetico.

«Ventisei anni dopo la nostra apertura – dichiara Aldo Grassini, presidente del Museo Omero – riusciamo con questa mostra a tradurre i nostri pensieri in una dimensione che appartiene al nostro tempo, proporre una riflessione che rompe gli schemi. Oggi siamo in un mondo dove sembra che conti solo la vista, ma il tatto rappresenta un ponte sociale tra chi vede e chi no. Da qui abbiamo scelto due figure come quelle di Maria Montessori e Bruno Munari che sempre nella loro attività hanno dato spazio alla valorizzazione della tattilità».
«Nella mostra – conferma Alfio Albani, presidente della Fondazione Chiaravalle Montessori – c’è un forte interesse pedagogico, che va a sottolineare in maniera non residuale un aspetto fondamentale della cultura e dell’arte contemporanea legato al tatto, fondamentale sia in Montessori che in Munari».
«Fruire di questa esposizione – sottolinea a propria volta Mariangela Scarpini, sempre della Fondazione Chiaravalle Montessori – significa camminare attratti dalla bellezza e in questo cammino siamo accompagnati per mano da queste due grandi personalità. Ci vuole coraggio a “toccare la bellezza”, ossia a mettere al centro i sensi, e in questo Montessori e Munari sono due autori sfidanti, perché nessuno dei due ti lascia da dove sei partito, ma vogliono scardinare, creare nuovi equilibri che poi è anche il compito dell’arte».
«Le opere di Munari – conclude Silvana Sperati, presidente dell’Associazione Bruno Munari – sono la messa in scena di un pensiero e di un metodo. Lui, con tutti noi collaboratori, avevamo l’abitudine di lavorare toccando i materiali, perché sperimentare un segno significa sperimentare la matericità di quel segno, ossia l’uomo deve ricercare e sperimentare il mondo con tutti i sensi, così come avviene in mostra».

Del poliedrico artista e designer Bruno Munari sono esposte in Toccare la Bellezza oltre cento opere – tra cui un nucleo importante di tavole tattili, realizzate da Roberto Arioli, ispirandosi al concetto di “tavole tattili” realizzate da Munari stesso negli Anni Settanta -, e lavori editoriali, che testimoniano come tutto il suo lungo percorso creativo, a partire dagli Anni Quaranta del secolo scorso, sia stato sempre caratterizzato da una forte attenzione ai temi della multisensorialità, in particolare della tattilità, e dall’impiego a livello artistico di una grande quantità e varietà di materiali naturali e industriali anche a fini pedagogici.
Di Maria Montessori, invece, vengono presentati sia il modello educativo, sia i numerosi materiali, con particolare riferimento a quelli inerenti l’educazione sensoriale e della mano, quest’ultima da lei stessa considerata come “l’organo dell’intelligenza”.
L’iniziativa, tra l’altro, è anche un’occasione per celebrare la ricorrenza dei centocinquant’anni dalla nascita di Maria Montessori, avvenuta esattamente il 31 agosto 1870.

Da ricordare poi che il percorso della mostra è arricchito da una serie di approfondimenti, ambienti e stanze interattive. «Gli approfondimenti – spiegano dal Museo Omero – intendono far conoscere sia i principi culturali ed esperienziali ai quali i due protagonisti hanno fatto riferimento all’inizio e durante il loro percorso professionale, sia alcune applicazioni, sviluppi, riscontri e influenze, che il loro operato ha determinato e sta determinando attualmente. Tra gli ambienti allestiti in mostra si trova la ricostruzione di un’aula montessoriana e spazi interattivi come Il bosco tattile, ispirato alla creatività di Munari, dove il fruitore diventa protagonista di coinvolgenti e inusuali esperienze tattili e multisensoriali».
E ancora, a fianco della mostra sono stati organizzati (e altri ce ne saranno ancora) laboratori didattici per le scuole e le famiglie, con la partecipazione di esperti, secondo il metodo Bruno Munari e il modello montessoriano, nonché workshop e giornate di formazione rivolti ai docenti, educatori ed operatori museali.

E da ultimo, ma non certo ultimo, l’imminente importante convegno internazionale di dopodomani, sabato 25, intitolato anch’esso Toccare la Bellezza, presso l’Auditorium Orfeo Tamburi della Mole Vanvitelliana (ore 10-18).
Insieme ai già citati Aldo Grassini (Una mostra sulla tattilità), Fabio Fornasari (Presentazione del catalogo “Toccare la bellezza Maria Montessori Bruno Munari”, edizioni Corraini), Alfio Albani (La Bellezza con gli occhi chiusi ovvero, del correlativo oggettivo in Maria Montessori), Silvana Sperati (Comunicare la bellezza) e Mariangela Scarpini (Materiali montessoriani: perfezionare i sensi e toccare la bellezza), vi interverranno Alberto Munari, presidente onorario dell’Associazione Bruno Munari (La Bellezza nel Gesto), Rita Scocchera della Fondazione Chiaravalle Montessori (La filosofia delle cose), Naoki Mizushima dell’Università del sacro Cuore di Tokyo (The acceptance process of “Montessori Education” and “Munari Method” in Japan), Rita Casadei dell’Università di Bologna (Esplorare il senso della meraviglia: sensorialità, significati e direzioni in educazione), Leonardo Fogassi dell’Università di Parma (Montessori e neuroscienze) e Andrea Socrati del Museo Omero (La via tattile alla bellezza).
Le conclusioni dell’incontro saranno tratte dal noto storico dell’arte Philippe Daverio. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: redazione@museoomero.it (Monica Bernacchia).

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