Bocciato un Ordine del giorno per un bonus ai caregiver familiari

«Sulla presenza dei caregiver familiari lo Stato conta e ci conta un sistema di servizi alla persona con disabilità assolutamente insufficiente, che ha mostrato ancor più in questo periodo emergenziale la propria incapacità, carenza e inappropriatezza a “servire” le necessità dell’utenza. Ma lo Stato ha finora lasciati indietro e soli i caregiver familiari»: così il Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 commenta amaramente la bocciatura in Parlamento di un Ordine del Giorno riguardante il riconoscimento di un bonus per i caregiver familiari in riferimento ai mesi dell’emergenza da Covid-19

Statua di Atlante

«È così inappropriato – si era chiesto a suo tempo su queste stesse pagine Giorgio Genta – paragonare la vita del caregiver familiare a quella di Atlante, il personaggio mitologico condannato dal dio Giove a tenere sulle spalle l’intera volta celeste?»

Viene commentata con amarezza dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 – nato recentemente dalla volontà di numerosi genitori e congiunti di persone con disabilità grave – la bocciatura in Parlamento di un Ordine del Giorno riguardante il riconoscimento di un bonus per i caregiver familiari in riferimento ai mesi dell’emergenza da Covid-19.
«Sulla nostra presenza – si legge in una nota diffusa dal Gruppo – lo Stato conta e ci conta un sistema di servizi alla persona con disabilità assolutamente insufficiente, che ha mostrato ancor più in questo periodo emergenziale la propria incapacità, carenza e inappropriatezza a “servire” le necessità dell’utenza. Ma i caregiver familiari sono impediti dal riprendere la propria attività lavorativa, costretti ad assumersi l’aggravio di cura imposto dalla chiusura dei servizi, soggiogati da questo perdurare della contenzione del periodo emergenziale, mentre il mondo circostante è rientrato spavaldamente nella propria normalità».
«Aleggia la sensazione – conclude la nota – che le persone con disabilità siano considerate naturalmente come “untori”, motivo solo di un indotto economico da garantire indipendentemente dal servizio reso e i caregiver familiari sono gli unici che ci sono sempre per i propri congiunti con disabilità, che non li abbandonano a costo della loro stessa individualità, ma lo Stato li ha finora lasciati indietro e soli». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: cgfcomma255@gmail.com.

Stampa questo articolo