Vogliamo vivere a casa nostra!

«L’assistenza personalizzata e la vita indipendente sono un diritto cui devono inchinarsi anche i bilanci, ovvero: noi vogliamo vivere a casa nostra»: sarà questo, il 30 settembre, il messaggio-chiave che la FISH Veneto (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) porterà davanti alla sede del Comune di Padova, promuovendo la manifestazione di persone con disabilità e loro familiari denominata “I diritti delle persone con disabilità diritti di tutti: dialogo con le Amministrazioni Comunali e l’opinione pubblica”

Persona con maglietta e la scritta "Chi nega i diritti cancella le persone"«L’assistenza personalizzata e la vita indipendente sono un diritto cui devono inchinarsi anche i bilanci, ovvero: noi vogliamo vivere a casa nostra»: sarà questo, nella mattinata del 30 settembre (ore 11), il messaggio-chiave che la FISH Veneto (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) porterà davanti alla sede del Comune di Padova, promuovendo la manifestazione di persone con disabilità e loro familiari denominata I diritti delle persone con disabilità diritti di tutti: dialogo con le Amministrazioni Comunali e l’opinione pubblica.

«La nostra priorità – si legge nella nota con cui la Federazione veneta ha lanciato l’iniziativa – è vivere a casa nostra, da soli o in famiglia. È la priorità di tutte le persone, un diritto di tutti, non solo nostro, da concretizzare. Per vivere come tutti, però, abbiamo bisogno di assistenti personali. Non siamo atleti, siamo persone con disabilità che per tutta la vita devono essere aiutate ad alzarsi al mattino, a coricarsi la sera, magari a tarda ora, e ad uscire di casa. Il 30 settembre ne parleremo tra noi, con il mondo dell’informazione e con l’Amministrazione Comunale di Padova che ci ospiterà e interverrà. E lo diremo pubblicamente ai presidenti del Consiglio Draghi e a quello della Regione Veneto Zaia, che di noi parlano spesso, ma non ci mettono nella condizione di migliorare la nostra vita quotidiana e di realizzare i nostri progetti. Gli interventi, infatti, sono inadeguati e si riducono, una verità sottaciuta, questa, che vogliamo far emergere».

«Non tutti hanno bisogno di tutto – concludono dalla FISH Veneto – ed è questa la ragione per cui chiederemo ai Comuni, alla nostra Regione e allo Stato di fornire ad ognuno il sostegno personale di cui necessita. Serve un modo nuovo di pensare la condizione di disabilità: liberateci dagli indecenti orpelli burocratici, favorite le libere scelte di vita e liberate, almeno in parte, i familiari dall’obbligo assistenziale». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: fishveneto@libero.it.

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