Un evento tutto dedicato ai cani guida e alle loro famiglie affidatarie

«Potenziare le scuole di addestramento per ridurre le liste di attesa che costringono un cieco ad aspettare anche due anni per avere un cane guida, porre fine ai troppi episodi di discriminazione nei confronti degli stessi cani guida e dei loro conduttori, ringraziare le “famiglie affidatarie” di questi fondamentali animali e invitarne altre a donare il loro tempo e il loro amore»: per questi obiettivi l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ha promosso oggi, 20 ottobre, a Messina un evento-appello, in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida

Mario Barbuto con cane guida

Il presidente nazionale dell’UICI Mario Barbuto con il suo cane guida

«Potenziare le scuole di addestramento per ridurre le liste di attesa per cui un cieco aspetta anche due anni per avere un cane guida, sollecitare la cittadinanza e le Istituzioni ancora troppo spesso disattente verso la funzione preziosa dei nostri amici a quattro zampe, perché sovente ignorano le normative, rifiutano la presenza del cane, magari con la superficialità di chi non si rende conto di ostacolare la libertà e la vita della persona che si trova dietro la maniglia di quel cane»: a dirlo è Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), presente oggi all’evento promosso da tale Associazione oggi, 20 ottobre, a Messina, in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida di cui abbiamo già riferito nei giorni scorsi sulle nostre pagine. Un grande evento-appello, voluto appunto per celebrare l’importanza del cane guida, l’impegno degli istruttori e per invitare le famiglie e i cittadini a far parte dei programmi di educazione e socializzazione dei cuccioli, indispensabile ai fini dell’addestramento e del supporto alla persona cieca.

«Il cane – sottolineano dall’UICI – è proverbialmente il migliore amico dell’uomo, ma per un non vedente è molto, molto di più: un punto di riferimento fondamentale per la sua libertà e autonomia, un essere vivente con cui stabilire una relazione emotiva che segna una vita, un sostegno in tutte le attività basilari della vita quotidiana, un compagno cui affidarsi nel modo più totale, in una simbiosi unica e perfetta che difficilmente trova eguali. Per questo il cane guida per ciechi è il più speciale degli amici a quattro zampe, un vero e proprio perno attorno al quale ruota la qualità della vita di una persona priva della vista. Ma pochi sanno che oggi in Italia un cieco aspetta in media due anni prima di poter ricevere un cane opportunamente addestrato e pronto a svolgere le sue funzioni di accompagnamento e supporto, mentre non si contano gli episodi di discriminazione in cui al cane guida, e di conseguenza al suo conduttore non vedente, viene impedito di salire su un autobus o su un taxi, di accedere a un luogo pubblico o di soggiornare in un albergo, malgrado questi diritti siano previsti dalla legge».

Con la XVI Giornata Nazionale del Cane Guida, dunque, l’UICI ha voluto questa volta mettere al centro le persone che, nel loro piccolo, a cominciare dalle famiglie, possono fare molto per donare a un non vedente la possibilità di avere al proprio fianco un amico così meraviglioso e indispensabile.
In primo luogo, infatti, si intende far conoscere il percorso di addestramento del cane guida a partire dai Puppy Walker, le “famiglie affidatarie” la cui scelta è caratterizzata da grande amore e solidarietà, da nove/dieci mesi di vita insieme al cucciolo, che si concludono con la riconsegna di esso alla scuola, per completare il percorso di addestramento. Mesi in cui il cucciolo stesso può apprendere le prime regole della socializzazione e di comportamento in ambienti privati e pubblici.
Da tutto ciò traggono significato le parole del Presidente dell’UICI, inizialmente riportate, ovvero, da una parte, guardando alla necessità di potenziare la capacità operativa delle scuole nazionali di addestramento attualmente esistenti e riconosciute, dall’altra, invitando cittadini e famiglie a donare un po’ del loro tempo e del loro amore per educare i cuccioli di cani guida.

Proprio alle famiglie affidatarie, quindi, è dedicato l’evento principale di oggi a Messina, ospitato dalla Scuola di riferimento Nazionale per l’Addestramento, il Centro Cani Guida per Ciechi e Polo Nazionale per l’Autonomia Helen Keller, istituito a suo tempo per volontà dall’UICI, con il sostegno anche della Regione Sicilia.
All’incontro, fruibile anche in modalità streaming sulla pagina Facebook dell’UICI, interviene, come detto, Mario Barbuto, insieme a Linda Legname, presidente del Centro Regionale-Scuola e Polo Nazionale Hellen Keller e vicepresidente dell’UICI, oltre ad alcune famiglie affidatarie provenienti da tutta Italia e allo scrittore Matteo Restani, giovane autore del libro Con gli occhi di un cieco, dedicato al cane guida.
L’evento si concluderà con la cerimonia di “rientro a scuola” dei cuccioli affidati alle famiglie che poi completeranno il percorso di addestramento.

«Con questa Giornata – sottolinea Linda Legname – vogliamo soprattutto omaggiare il grande atto di coraggio e forza d’animo di persone che sanno restituire il cucciolo dopo averlo coccolato, visto crescere nella loro casa, tra i loro affetti; averci giocato assieme, averlo accudito, curato e portato a spasso per la città a imparare i primi “trucchi del mestiere” di cane guida. Il loro non è un lavoro, ma l’espressione di un impegno sociale sensibile, ricco di umanità, per il quale non sapremo dire mai grazie a sufficienza. Per questo invitiamo tutti i cittadini, ad accogliere cuccioli che da grandi diventeranno cani guida».

«Oltre però ad essere un momento di celebrazione – aggiunge Legname – l’incontro è anche l’occasione per ribadire il ruolo fondamentale delle Scuole di Addestramento che rappresentano per il Paese un importante patrimonio di competenze e valore sociale, ma che necessitano di essere potenziate in termini di capacità operativa, per poter ridurre i tempi entro i quali sono in grado di consegnare alla persona non vedente il suo prezioso compagno di vita. Per questo ci rivolgiamo alle Istituzioni affinché si adoperino per sostenere queste strutture e siano a fianco dell’UICI anche nel promuovere una cultura del rispetto delle regole. Non si contano, infatti, gli episodi di discriminazione del cane guida e del suo conduttore. È pertanto indispensabile affermare una cultura di accoglienza in cui sia possibile per entrambi convivere e integrarsi nelle comunità e tra la popolazione».

Nel nostro Paese, va ricordato in conclusione, ove si stima che siano circa 360.000 le persone cieche assolute e oltre un milione e mezzo quelle con deficit visivi gravissimi, l’accesso libero dei cani guida è sancito dalla Legge 37/74, integrata e modificata dalle Leggi 376/88 e 60/06, disposizioni, queste, che consentono al non vedente di entrare in tutti i luoghi aperti al pubblico e di salire sui mezzi di trasporto, senza costi aggiuntivi o limitazioni, fatto salvo l’obbligo della museruola. In questo quadro, l’UICI ha anche elaborato un decalogo specifico su come comportarsi in presenza di un cane guida (disponibile a questo link). (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Angela La Terra (angela_laterra@yahoo.com).

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