Accolte le istanze della FISH sull’assegno unico universale

Un diverso importo per l’assegno ai figli con disabilità inabili al lavoro, le somme ricevute a titolo risarcitorio e il patrimonio per il “Dopo di Noi” non considerate ai fini dell’ISEE: su tali questioni la Federazione FISH aveva chiesto di introdurre altrettante misure, nella Legge sull’assegno unico universale, per prevenire possibili disuguaglianze nei confronti delle famiglie con disabilità. Ora quelle istanze sono state accolte in sede di Commissione Affari Sociali della Camera, che sta definendo il Decreto Legislativo il quale dovrà portare alla concreta attuazione della norma

Disegno di genitori insieme a figlio con disabilitàProprio ieri avevamo segnalato sulle nostre pagine l’approfondimento dedicato dal Centro Studi Giuridici HandyLex alla Legge Delega 46/21 (Delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale), meglio nota come “Legge sull’assegno unico e universale”, approfondimento nel quale venivano evidenziate alcune criticità del testo approvato, ma anche segnalate le ripetute audizioni in Commissione Affari Sociali della Camera, nel corso delle quali la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva depositato un’ampia memoria, indicando una serie di necessari correttivi per migliorare il testo.
In questi giorni la stessa Commissione Affari Sociali della Camera sta definendo il Decreto Legislativo che dovrà portare alla concreta attuazione della norma e in tal senso la FISH ha accolto con soddisfazione il via libera alla Proposta/Parere del relatore, il deputato Stefano Lepri, con la quale sono state sostanzialmente accolte tutte le istanze presentate dalla Federazione.

Si parla innanzitutto del fatto che l’importo dell’assegno ai figli con disabilità inabili al lavoro dovrà essere rivisto al compimento della maggiore età e risultare più elevato dopo i 21 anni.
Non dovranno inoltre essere considerate negli indicatori della situazione reddituale e patrimoniale fotografata dall’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) le somme ricevute a titolo risarcitorio, «poiché – come si legge nella Proposta/Parere approvata – esse sono riconosciute a causa della menomazione e non devono essere computate nel reddito o nel patrimonio del richiedente».
E ancora, particolarmente significativo è quanto si scrive rispetto al patrimonio destinato al cosiddetto “Dopo di Noi” dalle famiglie che abbiano figli o figlie con disabilità, che non dovrà essere nemmeno questo considerato nell’ISEE e con lo stesso coefficiente previsto per gli altri beni. «Si propone pertanto – è la conclusione – una diversa considerazione di questi beni, purché vincolati allo scopo di proteggere i figli quando non potranno più contare sui loro genitori».

«Durante le nostre audizioni su tale materia – ha commentato il presidente della FISH Vincenzo Falabella – avevamo chiesto di introdurre nel provvedimento alcune misure volte a prevenire le disuguaglianze, potenzialmente presenti nel testo originario. Ancora una volta, dunque, anche in questo àmbito ha pagato l’impegno e il lungo lavoro che la nostra Federazione ha portato avanti tramite una costruttiva interlocuzione con le forze istituzionali e l’attenzione e l’ascolto che la Commissione Affari Sociali della Camera ha voluto riservarci per migliorare una norma tanto importante per le famiglie italiane». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it (Gaetano De Monte).

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