Non solo biscotti, ma anche un vero e proprio laboratorio di inclusione

Diciotto giovani con le mani in pasta! Pastafrolla, per la precisione, che trasformano in biscotti venduti e gustati nel bar annesso al laboratorio, spediti grazie all’e-commerce e distribuiti nelle Marche con un bus dedicato. In estrema sintesi è questo “Frolla Microbiscottificio”, un progetto d’impresa per l’inclusione lavorativa di persone con diverse disabilità, nato nel 2018 ad Osimo (Ancona), realtà che guarda lontano e che crea valore per l’intero territorio, configurandosi come un vero e proprio laboratorio d’inclusione, riconosciuto e premiato anche dal Parlamento Europeo

Laboratorio di Frolla

Si impasta e si cuoce, nel laboratorio di Frolla

Diciotto giovani con le mani in pasta! Pastafrolla, per la precisione, che trasformano in biscotti venduti e gustati nel bar annesso al laboratorio, spediti grazie all’e-commerce e distribuiti nelle Marche con un bus dedicato. In estrema sintesi è questo Frolla Microbiscottificio, un progetto d’impresa per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, nato nel 2018 ad Osimo (Ancona), diventato Cooperativa Sociale l’anno successivo, e oggi una realtà che guarda lontano e crea valore per l’intero territorio.
Gli ingredienti sono farina, zucchero, uova e frutta, uniti alla passione che fin dal principio ha animato Jacopo Corona e Gianluca Di Lorenzo, rispettivamente pasticciere e operatore sociale, i due amici che hanno avuto l’idea del biscottificio, ai quali si è aggiunta Silvia Spegne, mamma di un ragazzo con disabilità che ha deciso di entrare nel team.
La Cooperativa non è un microcosmo che offre un’opportunità occupazionale isolando le persone dal contesto circostante, le immette invece nel tessuto sociale della zona, crea alleanze con le aziende, i servizi e il mondo della scuola, combatte i pregiudizi con i fatti, perché la disabilità è un limite soltanto se l’ambiente non è strutturato per accoglierla. Questo è un passaggio cruciale che Jacopo, Gianluca e Silvia premettono non appena si chiede loro di descrivere il progetto. Nel laboratorio i ragazzi impastano, infornano e confezionano i biscotti, il lavoro è condiviso con operatori sociali e pasticcieri.

«Abbiamo scelto di non categorizzare ma lasciare aperta una porta per tutti»: così Jacopo Corona racconta la scelta di assumere dipendenti con disabilità diverse, sia fisiche che cognitive, che lavorano a rotazione su turni di quattro ore, dal martedì alla domenica.La ricetta è stata modificata con un giusto bilanciamento di materie prime e qualche modifica nei procedimenti produttivi, in modo da rendere l’impasto più morbido da mescolare per coloro che hanno poca forza nelle braccia.
I principali consumatori dei prodotti Frolla sono gli habitués del bar aperto accanto al laboratorio, famiglie con bambini soprattutto, servite ai tavoli dai giovani della Cooperativa. Sempre loro si occupano dell’invio dei biscotti e degli oggetti di merchandising in tutta Italia; ricevute infatti le ordinazioni dallo shop on-line, i pacchi vengono preparati con un tocco di personalità: «Indichiamo sempre all’interno della spedizione con un cartoncino chi dei nostri ragazzi prepara il pacco», prosegue Jacopo.

Sono circa 150 i sacchetti confezionati ogni giorno. Infatti, sebbene Frolla non viva dei classici processi di industrializzazione, l’attività si è ampliata e lo ha fatto durante la pandemia, quando la Cooperativa ha acquistato un pulmino per consegnare le colazioni a domicilio. Terminata l’emergenza sanitaria, il FrollaBus ha continuato a muoversi e con i ragazzi a bordo si sposta in giro per piazze, spiagge, fiere e mercati marchigiani. È anche un gesto di riconoscenza per una terra che dall’inizio ha accolto il biscottificio con grande sostegno popolare, supportando l’operazione di raccolta fondi nel web (crowdfunding) che ha consentito l’apertura dell’attività, e partecipando con immutato entusiasmo alla seconda raccolta fondi per l’acquisto del pulmino.
L’eco del progetto è arrivata anche al Parlamento Europeo che lo scorso anno ha assegnato al Microbiscottificio il Premio del Cittadino Europeo, su segnalazione dell’europarlamentare Pietro Bartolo, il medico divenuto famoso per il soccorso ai migranti sbarcati a Lampedusa. Si tratta di un riconoscimento che viene assegnato ogni anno a cittadini o gruppi di persone che incoraggiano i valori dell’Unione Europea la cui Carta dei Diritti Fondamentali, all’articolo 26, «riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità».

Intanto nel forno cuociono biscotti e idee. «Siamo in costante movimento anche in fase di progetti futuri per far crescere sempre di più l’attività e ovviamente l’inserimento di nuovi ragazzi», racconta ancora Jacopo Corona, riferendosi alla convenzione con l’Istituto Alberghiero di Loreto, che permette di realizzare un’alternanza scuola-lavoro, mentre il rapporto con varie realtà che offrono servizi sociali nei Comuni dell’Anconetano intercetta le richieste di altre persone da includere nel contesto lavorativo.
In prospettiva si spera che i giovani, acquisite le competenze necessarie, possano essere assunti dalle aziende locali con cui sono già in atto collaborazioni, a partire dalla fornitura delle materie prime rigorosamente “made in Marche”. L’iniziativa più ambiziosa in corso d’opera è l’incubatore d’impresa rivolto al Terzo Settore, promosso da Frolla Microbiscottificio e finanziato dalla Fondazione Cariverona, che prevede l’opportunità per quindici giovani in possesso di un titolo di laurea triennale o magistrale, a partire dal mese di febbraio del 2023, di seguire un percorso formativo per sviluppare almeno tre startup indirizzate ad un’economia sostenibile e socialmente responsabile le quali, una volta avviate, prevedano l’assunzione di persone con disabilità.
Frolla, insomma, non è soltanto biscotti, ma è anche un laboratorio di inclusione, un’idea di impresa che si vuole replicare in modo che il lavoro diventi sinonimo di indipendenza per tutti.

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “I ragazzi di Frolla, che cuociono biscotti e idee per l’inclusione”). Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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