Mantenere la detraibilità fiscale del 75% sull’abbattimento delle barriere

«La Legge di Bilancio per il 2022 – scrivono 13 diverse organizzazioni – ha introdotto la norma che riconosce alle opere finalizzate all’abbattimento delle barriere la detraibilità fiscale del 75% della spesa in 5 anni, con la possibilità della cessione del credito e conseguente sconto in fattura da parte del fornitore. Chiediamo ora al Parlamento di mantenere e rinnovare la validità di quella norma, continuando in tal modo a favorire il mantenimento a domicilio, la sicurezza in casa e uno stile di vita in grado di preservare l’integrazione sociale delle persone con problemi di mobilità»

Omino in carrozzina davanti a una scalinataLo scorso anno, in occasione della Legge di Bilancio per il 2022 [Legge 234/21, N.d.R.], il Parlamento ha introdotto, all’unanimità, la norma che riconosce alle opere finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche la detraibilità fiscale del 75% della spesa in 5 anni, con la possibilità della cessione del credito e conseguente sconto in fattura da parte del fornitore.
Grazie allo sconto in fattura del 75%, questi interventi sono diventati più accessibili, in particolare alle persone meno abbienti, permettendo a molte famiglie di acquistare i prodotti necessari per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle proprie abitazioni, con evidenti benefìci sia per l’individuo sia per la collettività.
Infatti, riguadagnare una piena mobilità in casa favorisce l’integrazione sociale e il diritto alla mobilità per le persone con disabilità e ridotte capacità motorie; agevola, in particolare per le persone anziane, il mantenimento a domicilio in condizioni di sicurezza, riducendo di conseguenza anche il rischio di incidenti domestici.

La norma introdotta lo scorso anno ha dato quindi una prima risposta ai bisogni degli oltre 5 milioni di concittadini e concittadine che hanno problemi di mobilità e per i quali le barriere architettoniche rappresentano spesso un ostacolo insormontabile. C’è però ancora molta strada da fare: la popolazione italiana invecchia e saranno sempre di più in futuro le persone che si troveranno di fronte alla dolorosa alternativa di abbandonare la propria casa a causa di una scala che con l’età è diventata insormontabile. Ecco perché chiediamo al Parlamento di mantenere e rinnovare la validità della norma introdotta lo scorso anno, continuando in tal modo a favorire il mantenimento a domicilio, la sicurezza in casa e uno stile di vita in grado di preservare l’integrazione sociale delle persone afflitte da problemi di mobilità.

Prorogare la norma che riconosce alle spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche la detraibilità fiscale del 75% in 5 anni con la possibilità della cessione del credito e lo sconto in fattura non solo ha dei benefìci diretti per le persone interessate e le loro famiglie, alleviando le difficoltà e i costi che si devono affrontare quando ci si confronta con la disabilità, ma ha anche altri vantaggi, ovvero contribuisce a migliorare la qualità dello stock abitativo del nostro Paese, rendendolo più adeguato ad affrontare in futuro l’evoluzione demografica; stimola lo sviluppo di un mercato, con evidenti ricadute positive dal punto di vista economico. Tutto ciò rende il costo dell’agevolazione fiscale, abbondantemente compensato dai benefìci che non solo i singoli beneficiari, ma l’intera collettività ne può trarre.

Siamo certi che i nostri Legislatori sapranno valutare positivamente questi aspetti: l’abbattimento delle barriere architettoniche è una giusta battaglia da affrontare, nell’interesse delle tante persone anziane e con disabilità alla ricerca di una soluzione per continuare a vivere a casa propria in autonomia e sicurezza.

Ringraziamo la UILDM Nazionale per la segnalazione.

I firmatari del presente contributo, diffuso in forma di lettera aperta, sono: FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità); Cittadinanzattiva; CERPA Italia (Centro Europeo per la Ricerca e la Promozione dell’Accessibilità); UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap); Centro per l’Autonomia MICHELE IACONTINO; CNAPPD (Comitato Nazionale Antidiscriminatorio per Persone con Disabilità); ENIL Italia (European network on Independent Living), aderente alla FISH; Disability Pride Network; Obiettivo Famiglia Federcasalinghe; FederCentri; Salutequità; UNIEDA (Unione Italiana di Educazione degli Adulti); ANMIC (Associazione Nazionale per la Tutela delle Persone con Disabilità, già Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili).

Stampa questo articolo