Persone con disabilità e accesso alle cure: una questione da risolvere subito

«Il diritto alla salute è un diritto fondamentale che non può essere calpestato: è necessaria una nuova concezione di Sanità che sappia prendersi cura e carico in maniera adeguata dei pazienti con disabilità, comprendendone appieno le reali necessità. Chiediamo dunque alla Ministra per le Disabilità e a quello della Salute di aprire un tavolo di confronto sul tema al fine di risolvere questa grave problematica»: lo dichiara il presidente dell’ANFFAS Speziale, commentando gli sconfortanti risultati di un recente studio riguardante sull’accesso alle cure delle persone con disabilità in Italia

Stanza di ospedale con un malato e un medico«Sono a dir poco sconfortanti i dati dello studio condotto dall’Istituto Serafico di Assisi sull’accesso alle cure delle persone con disabilità in Italia. Come ha dichiarato infatti Francesca Di Maolo, presidente della struttura umbra, “pensare che il 63,3% delle persone con disabilità sia costretto ad uscire dalla propria Regione per effettuare delle semplici visite di routine o che il 79,6% debba rivolgersi a più di una struttura sanitaria per poter ricevere un’assistenza adeguata non è accettabile»: così dall’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) vengono commentati gli esiti di un’indagine cui nei giorni scorsi abbiamo dedicato ampio spazio anche sulle nostre pagine.
«Si tratta di una situazione – proseguono dall’ANFFAS – che denunciamo da tempo e che riguarda anche e soprattutto le persone con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo, persone con disabilità spesso multiple, che hanno difficoltà a comunicare i loro bisogni specifici o ad adattarsi ad un ambiente sanitario spesso poco comprensivo e pronto ad accogliere nella modalità adeguata chi ha queste determinate problematicità. Ed è una situazione purtroppo ormai nota ed evidenziata ad esempio nel volume Accessibilità e adesione ai servizi e alle pratiche sanitarie. Strategie e interventi psicoeducativi nei Disturbi del Neurosviluppo, a firma di Fabrizio Giorgeschi, Simone Zorzi e Laura Berteotti, che descrive proprio le difficoltà delle persone con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo relativamente all’accesso al pronto soccorso, al fare un prelievo ematico, al sottoporsi ad una risonanza magnetica, o anche al solo assumere dei farmaci: azioni semplici che però, per chi ha una disabilità intellettiva o disturbi del neurosviluppo, rappresentano invece una sfida e un ostacolo quasi insormontabile».

«Non è concepibile – dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS – il persistere di una situazione simile in un Paese che si definisce civile e che da tredici anni [Legge 18/09, N.d.R.] ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità in cui è scritto chiaro e tondo, all’articolo 25 dedicato alla salute, che le persone con disabilità hanno il diritto di godere del migliore stato di salute possibile, senza discriminazioni fondate sulla disabilità e che gli Stati Parti devono adottare tutte le misure adeguate a garantire loro l’accesso a servizi sanitari che tengano conto delle specifiche differenze di genere, inclusi i servizi di riabilitazione. Il diritto alla salute, infatti, è un diritto fondamentale che non può essere calpestato: è necessario un cambio di rotta, una nuova concezione di sanità che sappia prendersi cura e carico in maniera adeguata dei pazienti con disabilità, comprendendo appieno le loro reali necessità».
«Per questo motivo – prosegue Speziale – chiediamo alla Ministra per le Disabilità e a quello della Salute di aprire il prima possibile un tavolo di confronto sul tema al fine di risolvere questa grave problematica che si aggiunge alle tante altre con cui quotidianamente si devono confrontare le persone con disabilità e i loro familiari».

«Le tante parole spese in occasione del 3 Dicembre – conclude il Presidente dell’ANFFAS -, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, non devono cadere nel vuoto, ma devono invece concretizzarsi con la risoluzione di criticità gravi come questa e, come fatto per il 3 Dicembre, ribadiamo che vi è una stringente necessità di un’azione concreta da parte di tutti, soprattutto delle Istituzioni preposte, per mettere in atto un cambiamento concreto, che abbia come obiettivo primario il benessere e il miglioramento della Qualità della Vita delle persone con disabilità e dei loro familiari». (S.B.) 

Per ulteriori informazioni: comunicazione@anffas.net.

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