Nuova Legge lombarda sulle Unità Spinali: uno strumento utile per ogni Regione

È stata approvata alla fine di novembre una nuova Legge della Lombardia che punta a riconoscere e incrementare le Unità Spinali regionali, identificandole come “modello Hub” e che propone di realizzare una rete di servizi socio-sanitari in grado di rispondere alle esigenze delle persone con lesione al midollo spinale. Secondo il Coordinamento Regionale per le Unità Spinali, si tratta di una norma che apre prospettive importanti per la cura e la riabilitazione globale delle persone con lesione midollare, potendo anche diventare uno strumento utile per tutto il territorio nazionale

Riabilitazione all'Unità Spinale del Niguarda di Milano

Riabilitazione presso l’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda di Milano

È stata approvata il 29 novembre scorso e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione il 6 dicembre successivo, la Legge Regionale della Lombardia 27/22 (Definizione e funzionamento delle unità spinali del servizio sociosanitario regionale lombardo), norma che ha l’obiettivo di riconoscere e incrementare le Unità Spinali lombarde, identificandole come “modello Hub” e che propone la realizzazione di una rete di servizi socio-sanitari in grado di rispondere alle esigenze delle persone con lesione al midollo spinale.
Era del resto da molti anni che il Coordinamento Regionale per le Unità Spinali della Lombardia denunciava la drammatica situazione delle persone con lesione la midollo spinale che in Regione non riescono tuttora ad essere ricoverate e seguite in modo adeguato, sia nella fase acuta, sia per i bisogni sanitari che si presentano negli anni. La causa principale di tutto ciò è la riduzione dei posti letto nelle Unità Spinali esistenti nel territorio lombardo, riduzione dovuta alla carenza del personale sanitario.

In Lombardia esistono tre Unità Spinali che da tanti anni hanno sviluppato competenze professionali eccellenti e rappresentano il modello organizzativo rispondente alle Linee Guida Nazionali per le Unità Spinali del 2004 e del 2015, che vedono le Unità Spinali stesse all’interno o funzionalmente collegate ad un Presidio Ospedaliero con DEA di II Livello (Dipartimenti d’Emergenza e Accettazione) e presenza del Centro Trauma ad Alta Specialità. Tali strutture si trovano presso l’Ospedale Niguarda di Milano, a Mozzo (Bergamo) e a Sondalo (Sondrio).
Il Coordinamento Regionale per le Unità Spinali, dunque, ha avviato una proficua collaborazione con la Vicepresidenza del Consiglio e con la Commissione Sanità e Politiche Sociale del Consiglio Regionale stesso, proponendo tra l’altro la realizzazione appunto di un nuovo testo di legge, in linea con gli obiettivi di quello approvato a fine novembre.
Si è pertanto arrivati a questo risultato molto importante, perché la nuova Legge Regionale, oltre ad identificare le Unità Spinali, si rifà a un notevole spirito di democrazia e partecipazione.
Essa, infatti, prevede innanzitutto un Tavolo Regionale composto dai rappresentanti del welfare, dagli operatori delle Unità Spinali e dai rappresentanti delle Associazioni degli utenti, organismo che dovrà vigilare sul funzionamento delle strutture sanitarie e attivare la Rete Unità Spinali e Territorio (RUST).
Sempre la Legge Regionale 27/22 prevede anche l’istituzione di un Registro Regionale, per poter finalmente arrivare a una stima epidemiologica della lesione midollare, sulla quale stabilire le risposte in funzione dei bisogni sanitari e socio-sanitari. E da ultima, ma non ultima, viene sancita l’importanza della partecipazione all’interno delle Unità Spinali delle Associazioni degli utenti.

Il Coordinamento Regionale per le Unità Spinali ha espresso piena soddisfazione per l’approvazione di questa norma che apre prospettive importanti per la cura e la riabilitazione globale delle persone con lesione al midollo spinale. In tal senso il testo verrà entro breve inviato a tutte le altre Regioni, potendo diventare uno strumento utile per tutto il territorio nazionale.

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