Quale futuro nel Lazio per le persone con disabilità incontinenti e stomizzate

«La Regione Lazio ha recepito l’Accordo della Conferenza Stato Regioni del 2018, attivando il Tavolo di Lavoro sull’Incontinenza, ma non ha reso operativa la proposta del Tavolo stesso, attivando i Centri di Primo, Secondo, Terzo Livello e altro ancora»: lo dicono dalla Federazione FINCOPP, che per elaborare le “giuste pratiche” da attivare nel Lazio, rispetto ai percorsi riabilitativi delle persone che soffrono di incontinenza urinaria, fecale, stomale e piaghe da decubito, ha organizzato un convegno a Roma per il 20 gennaio prossimo, in collaborazione con PSCPP FINCO e FINCOPP Lazio

Ombra di donna disegnata di spalle

L’incontinenza colpisce in Italia 5 milioni di persone il 60% delle quali sono donne

«Gli Stati Membri adottano misure efficaci e adeguate, in particolare facendo ricorso a forme di mutuo sostegno, al fine di permettere alle persone con disabilità di ottenere e conservare la massima autonomia, le piene facoltà fisiche, mentali, sociali e professionali, ed il pieno inserimento e partecipazione in tutti gli ambiti della vita. A questo scopo, gli Stati Parti organizzano, rafforzano e sviluppano servizi e programmi complessivi per l’abilitazione e la riabilitazione, in particolare nei settori della sanità […]. Gli Stati Membri promuovono l’offerta, la conoscenza e l’utilizzo di tecnologie e strumenti di sostegno, progettati e realizzati per le persone con disabilità, che ne facilitino l’abilitazione e la riabilitazione»: sono alcune parti dell’articolo 26 (Abilitazione e riabilitazione) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, alle quali si rifà la FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico), nel presentare il convegno regionale intitolato La Convenzione ONU sulle persone con disabilità, LEA e PDTA, quale futuro nella Regione Lazio per le Persone disabili, fragili, incontinenti e stomizzate, programmato per la mattinata del 20 gennaio prossimo a Roma, presso la Sala Tevere della Regione Lazio.

«Le norme in vigore – sottolineano dalla FINCOPP – sanciscono i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), le Linee Guida e l’attuazione dei PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali), ma nell’applicazione i Cittadini con disabilità, i fragili e i pazienti oncologici (disabilità oncologica) che soffrono di incontinenza urinaria, fecale, stomale e piaghe da decubito, spesso incontrano mille difficoltà riabilitative, burocratiche e operative. Dal canto suo, la Regione Lazio ha recepito l’Accordo della Conferenza Stato Regioni del 24 gennaio 2018, attivando il Tavolo di Lavoro sull’Incontinenza, ma non ha reso operativa la proposta del Tavolo stesso, attivando i Centri di Primo, Secondo, Terzo Livello e altro ancora. Quando si parla di incontinenza, è bene per altro ricordare, si parla di 5 milioni di persone colpite in Italia, che per il 60% sono donne. I costi globali tra pubblico e privato ammontano a 2 miliardi e mezzo di euro, dei quali un miliardo a carico dello Stato (Regioni – ASL). In riferimento inoltre al costo dei dispositivi medici monouso (pannoloni, traverse, cateteri, condom ecc.), va fatto rilevare che il “pannolone” è la sconfitta dell’incontinenza, non la soluzione, e quando dev’essere dato dev’essere di ottima “qualità”».

Al fine dunque di elaborare le “giuste pratiche” da attivare nella Regione Lazio, rispetto ai percorsi riabilitativi, la FINCOPP, in collaborazione con PSCPP FINCO (ove l’acronimo sta per Professionisti Sanitari per la Continenza. e per il Pavimento Pelvico) e con FINCOPP Lazio, ha organizzato l’incontro del 20 gennaio, per il cui programma completo rimandiamo a questo link. (S.B.) 

Per ogni ulteriore informazione: finco@finco.org.

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