Continuità didattica e inclusione: bene le ultime novità, ma non bastano

«Nonostante alcune recenti rilevanti novità legislative che vanno finalmente nella sacrosanta direzione di assicurare una maggiore continuità didattica agli studenti con disabilità – scrive Gianluca Rapisarda – ci sono almeno tre condizioni “strutturali” che dovrebbero essere realizzate, per garantire un’effettiva continuità didattica e realizzare a pieno l’inclusione scolastica degli alunni/studenti con disabilità del nostro Paese»

In primo piano mani alzate di alunni, sullo sfondo immagine sfuocata di un'insegnanteNei giorni scorsi, su queste stesse pagine, chi scrive ha espresso profondo apprezzamento per l’approvazione in Consiglio dei Ministri del “Decreto Semplificazioni”, che potrà avere importanti ricadute anche sul sostegno agli alunni e alle alunne con disabilità e sulla loro continuità didattica.
Il predetto Decreto Legge, in pratica, prevede all’articolo 16 la priorità per i docenti con specializzazione nell’attribuzione delle cattedre di sostegno. I docenti in possesso del titolo di specializzazione per il sostegno che abbiano svolto una supplenza annuale o fino al 30 giugno, infatti, avranno la precedenza assoluta nella conferma sul medesimo posto l’anno successivo.
Inoltre, il medesimo “Decreto Semplificazioni”, al fine di garantire la continuità didattica, dispone che, su richiesta delle famiglie, i docenti precari, anche senza specializzazione, che abbiano svolto almeno tre anni di servizio su posto di sostegno o che siano stati chiamati da GaE/GPS [Graduatorie a Esaurimento/Graduatorie Provinciali di Supplenza, N.d.R.], potranno essere confermati nelle supplenze al 30 giugno, potendo usufruire di un punteggio aggiuntivo.
Si tratta di importanti modifiche che incideranno certamente in modo significativo sulla continuità didattica e sul processo di inclusione scolastica degli allievi con disabilità, rendendolo più efficace e di qualità.

Ma non finisce qui. Proprio la notte scorsa, infatti, in sede di conversione del Decreto Legge 19/24 (Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza), in Commissione Bilancio in Parlamento, è stato approvato un emendamento all’articolo 14 che, se confermato in aula, consentirebbe di prorogare le assunzioni dei docenti per il sostegno inseriti nella prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).
In particolare il citato emendamento dispone che «in caso di esaurimento delle graduatorie dei concorsi per il personale docente indetti ai sensi dell’articolo 59, comma 10, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, al fine dell’immissione in ruolo dei docenti di sostegno, fino al 31 dicembre 2025, le facoltà assunzionali annualmente autorizzate per la predetta tipologia di posto sono utilizzate per le assegnazioni dalle graduatorie provinciali per le supplenze del biennio 2024/2026 con la procedura di cui ai commi da 5 a 12 dell’articolo 5 del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2023, n. 74».

E purtuttavia, nonostante queste recenti rilevanti novità legislative vadano finalmente nella sacrosanta direzione di assicurare una maggiore continuità didattica agli studenti con disabilità, a mio modesto avviso, senza il definitivo passaggio dei docenti per il sostegno nell’organico di diritto e un piano “a lungo termine” di assunzione degli insegnanti specializzati, che non sia limitato solo al 31 dicembre 2025 e che sia destinato soprattutto alle Regioni del Sud, risulterà impossibile ottenerla pienamente.
Per non parlare dell’istituzione di classi di concorso per il sostegno e dell’obbligo di permanenza dell’insegnante specializzato di ruolo per l’intero ciclo d’istruzione seguito dal suo alunno con disabilità (infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado), obiettivo da sempre inseguito e non ancora raggiunto dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), malgrado la presentazione già nel 2021 di un’apposita Proposta di Legge in merito.

Solo realizzando concretamente le tre condizioni “strutturali” di cui sopra, pertanto, sarà possibile garantire un’effettiva continuità didattica e realizzare a pieno l’inclusione scolastica degli alunni/studenti con disabilità del nostro Paese.

Dirigente scolastico del Convitto Nazionale G. Piazzi di Sondrio (dirigente.gpiazzi@cnpiazzisondrio.edu.it).

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