Opinioni

Sull’aggiornamento della Linea Guida n. 21 (autismo in età evolutiva)

Sull’aggiornamento della Linea Guida n. 21 (autismo in età evolutiva)

A fine novembre l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato la proposta di aggiornamento della Linea Guida n. 21 per bambini e adolescenti con autismo. Dall’esame di tale proposta è scaturita una lettera-appello, coincidente con i contenuti del contributo qui presentato, a firma del FIDA (Forum Italiano Diritti Autismo) e dell’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale), con una dettagliata analisi dei contenuti, sottolineando quelle che vengono ritenute le criticità, insieme ad alcune proposte operative

Altre riflessioni sulle supplenze svolte dai docenti per il sostegno

Un alunno con disabilità insieme a un'insegnante di sostegno

«Si sentiva un grande bisogno – scrive Salvatore Nocera – di un contributo come quello di Giuseppe Simone, pubblicato nei giorni scorsi da “Superando.it”, perché in un grandissimo numero di scuole i Dirigenti Scolastici dispongono che i docenti per il sostegno vengano allontanati dalla propria classe per effettuare supplenze in altre classi, talora per numerosi giorni di assenza di altri docenti curricolari, in aperta violazione del diritto costituzionalmente e internazionalmente garantito al sostegno didattico degli alunni e delle alunne con disabilità»

I docenti di sostegno, le supplenze e l’obbligo di non svilire l’inclusione

Un alunno insieme all'insegnante di sostegno

«L’impiego del docente di sostegno nelle supplenze – scrive l’insegnante Giuseppe Simone – vanifica la programmazione didattica ed educativa individualizzata, da attuare sin dal primo giorno di scuola, e rischia di compromettere l’efficacia degli interventi finalizzati alla realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione degli alunni e delle alunne con disabilità, sancito quale diritto soggettivo dalla normativa nazionale e internazionale»

Non confondere l’uguaglianza formale con l’uguale accesso alle opportunità

Non confondere l’uguaglianza formale con l’uguale accesso alle opportunità

«Credo che spesso si confonda il concetto di uguaglianza formale con l’uguale accesso alle opportunità che invece deve essere garantito proprio nel rispetto delle differenze»: lo scrive Simonetta Cormaci, proponendo alcune riflessioni sulla recente integrazione della Legge Regionale Umbra sulle pari opportunità di genere, con una serie di misure volte al contrasto delle discriminazioni multiple che colpiscono le donne con disabilità. «Noi donne con disabilità – scrive ancora – non possiamo accettare di nasconderci dietro princìpi solo formalmente egualitari che ci mettano ancora in ombra»

Gli argentini hanno vinto il Mondiale, ma Martina ha vinto l’argento!

Martina esibisce con orgoglio la medaglia d'argento vinta a Quartucciu (Cagliari)

«Martina – racconta la mamma Marisa -, la nostra scricciola di 39 chili, ha conquistato meritatamente il secondo posto e la medaglia d’argento nella categoria “Seniores femminile cinture nere”, esibendosi con il Kata/Karate al Palazzetto dello Sport di Quartucciu (Cagliari), per il 4° Trofeo Regionale Sardo di Natale ENDAS. Grazie piccolina, per tutto quello che riesci a fare nonostante il tuo “importante” problema, la tua grave malformazione cerebrale che ti limita in tante cose»

L’inclusione scolastica è un problema di qualità e non di quantità del sostegno

«Quel che meraviglia di più – scrivono dall’Osservatorio AIPD sull’Inclusione Scolastica – è la motivazione di quella Sentenza del TAR della Campania, che ha assegnato ad un alunno con disabilità grave un numero di ore pari alla durata della frequenza di tutte le lezioni. Secondo tale pronuciamento, infatti, sembra che per realizzare una buona qualità dell’inclusione sia necessaria la “copertura” totale di tutte le ore di lezione con un docente per il sostegno. Ma la buona inclusione scolastica non si realizza con la “quantità” delle ore di sostegno, bensì con la loro “qualità”»

Finalmente una Legge Regionale esemplare e seria sulla vita indipendente

«Ritengo – scrive Salvatore Nocera, analizzando la Legge Regionale della Lombardia 25/22 (“Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità”) – che si debba dare atto alla Federazione LEDHA di avere offerto ai cittadini con disabilità della propria Regione uno strumento prezioso e anche assai stimolante per le Associazioni di altre Regioni aderenti alla Federazione FISH e non solo, per un ulteriore traguardo nella lunga via della qualità di vita inclusiva delle persone con disabilità»

Poveri noi: una “gabbia dorata” come segnale di integrazione…

«Un moto di indignazione – scrive Giovanna Spinuso – mi ha scosso alla notizia che era stata allestita una spettacolare “gabbia d’oro” con vista su alcuni stadi del Qatar, per raccogliere persone con autismo, con disabilità cognitive e con altre tipologie beneficiarie di un progetto “speciale”. Il tutto raccontato ai media come un innovativo esperimento di integrazione. Poche le voci critiche, ma come è possibile? Si tratta di un salto nel passato remoto, quando la risposta alla disabilità era la segregazione di ognuno dal suo contesto di vita». Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Niente libertà senza giustizia sociale e niente giustizia sociale senza libertà

«L’inclusione sociale delle persone con disabilità continua a restare una ferita aperta e mi riferisco ai diritti inalienabili di milioni di persone alle quali occorre, urgentemente, assicurare l’assistenza sanitaria e sociale, il diritto a una vita indipendente e, più in generale, ad essere inclusi nella società, con tutte le opportunità di cui godono gli altri cittadini e cittadine»: lo scrive Salvatore Cimmino, commentando la notizia della condanna a quattro mesi di otto persone con disabilità, per avere manifestato in difesa dei propri diritti

Quotidiani e periodici: quanto sono accessibili? (E non si parla di disabilità)

«Uno strumento di informazione – scrive Nicola Rabbi – è accessibile quando viene capito; i giornali e i periodici sono troppo difficili per una gran parte della popolazione italiana. E non solo per le persone con disabilità. Ci vorrebbe la consapevolezza, da parte di chi scrive, dell’importanza di essere chiari, per essere capiti. Da parte di chi legge, invece, la consapevolezza del diritto a essere informati e di capire quello che si legge. Si può fare!»

Non solo una Legge Regionale, ma un’impegnativa assunzione di responsabilità

«Questa non è solo una nuova Legge Regionale – scrive Giovanni Merlo, parlando del Progetto di Legge “Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità”, approvato in Lombardia – ma una grande e impegnativa assunzione di responsabilità verso migliaia di persone con disabilità che ancora oggi, anche in Lombardia, vivono in condizioni di isolamento e discriminazione. Una responsabilità che è in prima battuta delle Istituzioni Pubbliche, ma che chiama in causa tutta la Società Civile»

Solo reali impegni concreti possono dare senso alla Giornata del 3 Dicembre

«Una Giornata come quella del 3 Dicembre – scrive Roberto Speziale – ha senso solo se seguita da concreti impegni, per far sì che si arrivi al più presto a scuole realmente inclusive, a servizi costruiti basandosi sul Progetto di Vita, a percorsi accessibili nelle cure sanitarie, con personale dotato di adeguate conoscenze e competenze, a un effettivo accesso al mondo del lavoro, a un’uniformità di diritti su tutto il territorio nazionale, nonché alla corresponsione di pensioni, indennità e contributi che consentano una vita dignitosa in qualsiasi modalità si scelga di vivere»

La solidarietà che vince l’amarezza: abbiamo capito che non siamo soli!

Dopo avere riferito sulle nostre pagine dell’odiosa violazione e del furto subiti dalla Fondazione Alba dell’ANFFAS di Crema, presso il proprio Centro Socio Educativo delle Villette e il Polo di Neuropsichiatria Infantile Il Tubero, diamo spazio a un nuovo contributo proveniente dal Consiglio Direttivo delle stesse organizzazioni, all’insegna del messaggio “La solidarietà che vince l’amarezza”. «Anche in questo momento difficile – vi si scrive tra l’altro – abbiamo capito che non siamo soli e la tanta solidarietà che abbiamo ricevuto ci dà la forza di continuare»

“Dopo di Noi”: considerazioni, valutazioni, proposte

I dati ISTAT sulla “Legge del Dopo di Noi” sono alla base di alcune considerazioni critiche espresse da Guido Trinchieri. La parte propositiva del suo contributo riguarda invece le Fondazioni di Comunità (o di Partecipazione), modello «praticato con successo in diverse realtà del territorio nazionale con soddisfazione delle famiglie e dei soggetti pubblici e privati coinvolti». Illuminante la conclusione, che parte da una citazione illustre («Non c’è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra disuguali»). «Si c’è! – scrive Trinchieri -, quando nel fare le parti alcuni vengono esclusi»

Cari ladri, fa più male al cuore che al portafoglio!

Nel manifestare tutta la nostra solidarietà alla Fondazione Alba dell’ANFFAS di Crema, per la grave violazione e il furto subiti presso il proprio Centro Socio Educativo delle Villette e il Polo di Neuropsichiatria Infantile Il Tubero, ne riceviamo il seguente messaggio rivolto direttamente a chi si è reso protagonista del gesto, ove si scrive tra l’altro: «Davvero dormirete tranquilli pensando che quel guadagno lo avete fatto sulla pelle di persone con disabilità? Noi, ancora una volta, affronteremo questo scempio sapendo che, nonostante tutto, fa più male al cuore che al portafoglio»

È urgente riformare l’istituto dell’amministrazione di sostegno

«Con sempre crescente intensità veniamo a conoscenza di prassi relative all’attuazione della Legge 6/04 sull’amministrazione di sostegno, che sono fonte di disappunto e preoccupazione per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e per i loro familiari, da noi rappresentati e tutelati»: lo scrivono dall’ANFFAS, ponendo quattro precise richieste direttamente ai Ministri per le Disabilità e della Giustizia, a partire da un’urgente riforma della stessa Legge 6/04

Solo insieme potremo costruire un Paese davvero a misura di tutti

«Soprattutto in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre – scrivono dalla Federazione FAND -, il ruolo delle Associazioni delle persone con disabilità diventa ancor più importante e decisivo: solo insieme, infatti, potremo far sentire la nostra voce. Solo insieme i cittadini con disabilità (per nascita, incidente o malattia), o gli anziani non autosufficienti (che spesso divengono disabili per età) potranno riuscire a costruire un Paese migliore. Un Paese che sia davvero a misura di tutti, coniugando insieme coesione ed equità sociale»

Perché manifesteremo davanti al Consiglio del Municipio XI di Roma

La chiusura della Consulta per la Disabilità, pagamenti in ritardo dei contributi dovuti, cattiva gestione dei Centri Ricreativi Estivi, mancato servizio di trasporto scolastico e altro ancora: per tutto ciò, anticipando la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il Collettivo Disabilità Municipio Roma XI ha indetto per domani, 1° dicembre, una manifestazione di protesta contro il Governo dello stesso Municipio Roma XI

Scienza e tecnologie avanzano, ma in troppi ne sono ancora esclusi

«Oggi le disabilità non sono più un limite – scrive Salvatore Cimmino -, grazie ai grandi traguardi raggiunti dalla bioingegneria della riabilitazione e dai risultati talora sorprendenti che gli scienziati continuano ad ottenere in tutto il mondo. Ci sono però ancora tanti bambini, bambine e adulti che non possono beneficiare di questo enorme patrimonio tecnologico e scientifico, perché è distribuito male, generando una forte disuguaglianza sociale. Ed è inaccettabile che ancora così tante persone debbano versare in situazione di emarginazione, un “killer silenzioso” che sarebbe prevenibile»

Quell’interessante proposta per il “Dopo di Noi” a partire dal “Durante Noi”

«A proposito dell’ipotesi di applicazione in modo “cooperativistico” della Legge sul “Dopo di Noi” a partire dal “Durante Noi”, proveniente dalla Fondazione Zancan e contenuta in un articolo pubblicato su queste stesse pagine, la ritengo importante e interessante – scrive Salvatore Nocera -, ma intendo proporre alcune precisazioni che, a mio avviso, la renderebbero pienamente comprensibile e accettabile da parte delle nostre famiglie, da sempre angosciate dal pensiero dell’incertezza del “Dopo di Noi”»