Opinioni

La dualità “noi-loro” tra abili e disabili, e anche tra credenti e non credenti

Dadu Shin, "Disabled Dignity" ("La dignità delle persone con disabilità")

«Ho seguito con attenzione – scrive Simona Lancioni – la recente presentazione del volume collettivo “A Sua Immagine? Figli di Dio con disabilità” e ho deciso di cogliere qualcuna delle sollecitazioni scaturite da tale evento, perché penso che il tema centrale, la dualità “noi-loro”, intesa come distinzione tra abili-disabili, costituisca il perno delle relazioni tra persone con disabilità e non, e che la qualità delle relazioni stesse dipenda proprio dal fatto che le persone coinvolte trovino o meno il modo di superarla»

Se la voglia di vivere di un autistico diventa una colpa

Se la voglia di vivere di un autistico diventa una colpa

«Occorre prendere consapevolezza – scrive Gianfranco Vitale, padre di una persona autistica adulta – che il “sistema autismo” nel nostro Paese è da rifondare e che senza un deciso cambio di passo, senza una sostanziale inversione di tendenza, è giocoforza aspettarsi che i Servizi ripropongano, come un disco rotto, il comodo ritornello secondo cui la colpa dell’assenza di risultati è tutta da ascrivere alla gravosità della sindrome, anziché ai limiti dell’intervento proposto e alle risorse messe in campo, economiche e non. Ma il cambio di passo può partire solo e soltanto dalle famiglie»

Funzioneranno le Linee Guida per il lavoro delle persone con disabilità?

Resta ancora avvolto nella nebbia, secondo Marino Bottà, un reale miglioramento per la situazione lavorativa delle persone con disabilità

«Il console romano Menenio Agrippa – scrive Marino Bottà – disse che nel corpo umano tutti gli organi sono connessi e sopravvivono solo se collaborano. Trasportando tale concetto in àmbito di concreta applicazione delle Linee Guida sul collocamento mirato delle persone con disabilità, si riuscirà ad ottenere tale collaborazione, considerando l’estrema varietà di assetti e soluzioni locali che operano sul collocamento mirato, oltre alla mancata conoscenza del mercato del lavoro e delle stesse persone con disabilità, da parte del personale impegnato in tale settore?»

L’articolo 3 della Convenzione ONU, quello ancora maggiormente ignorato

L’articolo 3 della Convenzione ONU, quello ancora maggiormente ignorato

«L’articolo 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – scrive Salvatore Cimmino – quello che ne detta i “Princìpi generali”, è il più ignorato e tradito della Convenzione stessa. Vi si parla tra l’altro di rispetto per la dignità, di autonomia e indipendenza delle persone, di non discriminazione, di piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società, di parità di opportunità e di accessibilità. Sono queste le direzioni verso le quali non possiamo e non dobbiamo mai smettere di agire, tutti i giorni. Perché migliorare il mondo è possibile, necessario e giusto»

Nuovi PEI: in attesa di ulteriori pronunciamenti

Nuovi PEI: in attesa di ulteriori pronunciamenti

Alcune puntualizzazioni rispetto a quanto scritto da Salvatore Nocera sulle nostre pagine, da parte del Comitato #NoEsonero, cui aderiscono quelle organizzazioni che con il loro ricorso avevano ottenuto la Sentenza del TAR del Lazio di annullamento del Decreto Interministeriale sui nuovi PEI (Piani Educativi Individualizzati) per gli alunni e le alunne con disabilità, Sentenza a sua volta annullata dal Consiglio di Stato. Anche in questo caso diamo spazio di seguito alla risposta dello stesso Nocera

Ai candidati a Sindaco: come lavorerete per eliminare le disuguaglianze?

Osservatorio sull’Accessibilità, servizi sociali e sanitari, contrasto alla povertà, promozione dello sport, co-progettazione e co-programmazione: questi e altri sono i temi sui quali il Coordinamento Provinciale Pro Diritti H di Ragusa e il Forum Provinciale del Terzo Settore della città siciliana rivolgono alcune domane ai candidati a Sindaco di sei Comuni del proprio territorio, pensando alle disuguaglianze, con cui ancora oggi le persone con e senza disabilità devono confrontarsi, ma sono le stesse domande che si potrebbero rivolgere a tanti altri candidati a Sindaco in tutta Italia

Nuovi PEI e Consiglio di Stato: ulteriori riflessioni su quella recente Sentenza

Le prospettive sono diverse e le analisi dissonanti, rispetto alle conseguenze di quella recente Sentenza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Ministero dell’Istruzione e di quello dell’Economia e delle Finanze contro il pronunciamento del TAR del Lazio che aveva bocciato i nuovi PEI (Piani Educativi Individualizzati) e le correlate Linee Guida introdotte dal Decreto Interministeriale 182/20. E tuttavia, sia il Comitato #NoEsonero, sia Salvatore Nocera, che ne commenta le opinioni, puntano l’attenzione sul Ministero dell’Istruzione, chiedendone un urgente intervento

La disabilità raccontata senza alcuna cornice

Si chiama “Senza Cornice” ed è una serie podcast in cui Giovanni Cupidi, attivista per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità, racconta cinque storie di persone con disabilità e di persone detenute, molto diverse tra loro, ma accomunate dall’avere intrapreso tutte un percorso di inclusione, esprimendo se stesse in differenti contesti e con molteplici modalità. «Si tratta di un buon prodotto editoriale – scrive Simona Lancioni – elaborato con professionalità e nel quale si parla di disabilità con vitalità ed equilibrio, senza appunto “cornici prestabilite”»

Politiche sulla disabilità: l’ora di cambiare rotta, in Calabria e in Italia

«Non è una novità che le persone con disabilità della Calabria attendano un vero cambiamento di rotta, una politica proiettata verso i fondamenti della Convenzione ONU e ora anche una concreta applicazione della Legge Delega sulla disabilità. Ma questo cambiamento non è ancora chiaro a chi si arroga il potere di decidere delle nostre vite: la politica, le amministrazioni pubbliche, i gestori di servizi segreganti»: è un brano dell’intervento di Nunzia Coppedé, presidente della FISH Calabria, pronunciato in occasione della visita in Calabria della ministra per le Disabilità Stefani

Peggio ancora che discriminare è non riconoscere la discriminazione come tale

Se un alunno con disabilità si ritrova ad andare in gita scolastica con un mezzo diverso da quello utilizzato dagli amici e dai compagni, questo non è dovuto alla sua disabilità, ma è una responsabilità di chi non ha ancora imparato ad organizzare servizi inclusivi, un aspetto, questo, da sottolineare, in relazione alla vicenda accaduta in una scuola dell’infanzia nella Provincia di Pisa, perché, a valutare dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa locale, i primi a non averlo chiaro sono proprio i soggetti che svolgono una funzione educativa

Ancora una volta si è dovuto ricorrere al Tribunale per un alunno con autismo

«Malgrado un tracciato normativo ineludibile – scrive Claudia Nicchiniello -, il ricorso giudiziario continua ad essere la via maestra per tanti alunni e per le loro famiglie, di fronte a chi fatica a comprendere le necessità di chi convive con il disturbo dello spettro autistico e l’importanza di rendere accessibile “l’ordinario” a partire da quello scolastico. È accaduto ancora con il Tribunale di Lagonegro (Potenza), che ha dato ragione ai genitori di un alunno con autismo, impossibilitato a frequentare la scuola senza il supporto dell’assistente formato sulle tecniche ABA»

Vita indipendente e assistenza personale: le difficoltà e le possibilità

«Ci vuole saggezza e buona volontà – scrive Zoe Rondini – per evitare che un rapporto tra assistito con disabilità e assistente si logori. Ci vorrebbero altresì più aiuti e sostegni per pesare di meno sui familiari e consentire alle persone con disabilità di crearsi una vita piena e soddisfacente, ciò che andrebbe a beneficio dell’intera società, se è vero che una cultura e un livello di civiltà dovrebbero essere valutati anche sulla qualità e quantità degli strumenti che vengono creati al fine di tutelare e di integrare le persone più deboli»

Quel treno di Genova: la voce dei diretti interessati

Avevamo anche noi dato spazio a vari commenti, basati su racconti giornalistici, su ciò che era successo il 18 aprile a Genova, dove, a quanto si era letto, era stato impedito a numerose persone con disabilità di salire su un treno per Milano. L’auspicio, però, era quello di poter disporre anche della versione dell’Associazione e delle persone direttamente coinvolte. Siamo in grado di farlo oggi, dando appunto spazio all’Associazione HACCADE!, che raccontando l’accaduto, scrive tra l’altro: «Non identifichiamo quanto successo come atto discriminatorio nei confronti di persone con disabilità»

L’unico luogo per le persone con disabilità dev’essere il mondo

«È arrivato il momento – scrivono dal Comitato 162 Piemonte, rivolgendosi direttamente alla ministra per le Disabilità Stefani – di spostare l’attenzione e le risorse sui sostegni, dai luoghi speciali al mondo di tutti, prevenendo l’istituzionalizzazione. Vogliamo che i nostri figli/fratelli/sorelle possano scegliere la vita che desiderano e abbiano gli adeguati sostegni che sono loro necessari. Vogliamo che le loro vite siano piene e anche complicate e impegnative, ma libere. Non c’è libertà tra quattro mura. L’unico luogo per le persone con disabilità è, come per tutti noi, il mondo»

E quei cittadini e cittadine con disabilità di Roma continuano a subire!

«I cittadini e le cittadine con disabilità del Municipio Roma XI – scrive Paola Fanbzini – continuano a subire! Non sono bastati, infatti, gli anni di abbandono della precedente Consiliatura, né i due anni di pandemia con gli infiniti strascichi che essa ha portato. Ora, infatti, stiamo assistendo all’azzeramento dell’unico servizio che, con tante battaglie, avevamo ottenuto divenisse puntuale, ovvero il pagamento del SAISH (Servizio per l’autonomia e l’integrazione della persona disabile), del SAISA (analogo servizio rivolto agli anziani) e di quello per le disabilità gravissime»

Quando nasce un bambino o una bambina con disabilità…

«La complessità – scrive Zoe Rondini – è una caratteristica imprescindibile e non eliminabile delle tematiche connesse alla disabilità e alla comunicazione di essa in particolare. Dopo la diagnosi che porterà a una disabilità, le famiglie devono passare attraverso un territorio nuovo, per non sprofondare nella solitudine, nei sensi di colpa e nella rabbia che con il tempo o si superano o le sovrastano. Sarebbe quindi importante fornire a tutto il nucleo familiare un appropriato supporto psicologico che lo aiutasse ad affrontare e a ridurre i vissuti negativi»

Nuovi Piani Educativi Individualizzati: non si può più rimandare o sbagliare!

«Dopo che il Consiglio di Stato è tornato a far rivivere il Decreto sui nuovi PEI (Piani Educativi Individualizzati)per gli alunni e le alunne con disabilità – scrive Roberto Speziale – è il momento di procedere senza indugio e se c’è da correggere qualcosa il Ministero lo faccia subito. Come movimento delle persone con disabilità pretendiamo inoltre che tutti si mettano in posizione proattiva per proporre piccoli correttivi, ma soprattutto per far “vivere” sui territori con competenza e corresponsabilità questa nuova epoca dell’inclusione scolastica. Non si può più rimandare o sbagliare!»

Chiunque creda di essere “nella norma” dovrebbe leggere “Felicemente seduta”

«Chiunque per un qualunque motivo si senta “fuori posto” – scrive Stefania Delendati – o sia convinto di essere “nella norma”, legga “Felicemente seduta. Il punto di vista di un corpo disabile e resiliente” di Rebekah Taussig, scrittrice e docente americana che racconta l’impatto che il suo corpo ha avuto sull’essere bambina, adolescente e poi donna con disabilità. Subbuglio, dolore, rabbia, abbattimento, resa dei conti e guarigione ne hanno contraddistinto la vicenda umana e il suo racconto prezioso aiuta a confrontarsi in modo schietto con la disabilità che la cultura tende a rimuovere»

Perché la formazione dei docenti dev’essere inclusiva

«Nonostante la pluridecennale normativa sull’inclusione generalizzata degli alunni e delle alunne con disabilità – scrive Salvatore Nocera -, non si è avuta in Italia una parallela normativa per l’apposita formazione dei docenti disciplinari sulla pedagogia, sulla didattica generale e speciale, nonché sulla psicologia giovanile, con riguardo agli alunni e agli studenti con disabilità. Per questo sconcerta la totale mancanza di tutto ciò anche nel recente Decreto Legge sulla formazione dei docenti. Ci si augura quindi che in sede di approvazione parlamentare questa grave lacuna venga colmata»

Scuola: le auspicate ricadute di quella Sentenza del Consiglio di Stato

Le considerazioni di Salvatore Nocera e Nicola Tagliani dell’Osservatorio AIPD sull’Inclusione, rispetto alla Sentenza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Ministero contro il pronunciamento del TAR del Lazio che aveva bocciato i nuovi PEI (Piani Educativi Individualizzati) per gli alunni e le alunne con disabilità e le correlate Linee Guida. «Ma quanto sono fondati gli argomenti per nuovi ricorsi? – scrivono Nocera e Tagliani -. Li esaminiamo punto per punto». Sul medesimo tema segnaliamo anche un ampio approfondimento del Centro Studi Giuridici HandyLex