Sempre risposte inadeguate sul trasporto a Torino

«Appare inopportuno – secondo l’UICI di Torino – usare i fondi derivanti da multe per divieto di sosta e permessi della Zona a Traffico Limitato (ZTL), per finanziare il Servizio di Trasporti Sostitutivo Comunale, destinato alle persone con disabilità». Secondo tale Associazione, infatti – che evidenzia altri annosi motivi di insoddisfazione – «queste entrate sono assolutamente incerte e non possono dare stabilità al servizio. Inoltre, il ricorso alle risorse della ZTL rischierebbe di peggiorare ulteriormente la considerazione, già scarsa, che i cittadini hanno delle persone con disabilità»

Accesso alla ZTL (Zona a Traffico Limitato) di Torino

Un accesso alla ZTL (Zona a Traffico Limitato) di Torino. Secondo l’UICI del capoluogo piemontese, sarebbe quanto meno inopportuno finanziare il Servizio Comunale di Trasporto destinato alle persone con disabilità, tramite le multe per divieto di sosta o per accesso alla ZTL

«Le esigenze delle persone con disabilità non possono essere ostaggio della politica»: parte da questa chiara consapevolezza, l’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), nel tornare, una volta ancora, sull’ormai annosa questione della mobilità accessibile nel capoluogo piemontese. «In questi giorni – si legge infatti in una nota dell’Associazione -, il Servizio di Trasporto Sostitutivo del Comune di Torino, destinato alle persone con disabilità, è di nuovo nell’occhio del ciclone: per far fronte a fondi sempre più scarsi, passati, nel giro di pochi anni, da 5 milioni di euro a meno di 2 milioni, l’assessore comunale ai Trasporti Maria Lapietra vorrebbe ricorrere alle voci di entrata derivanti da multe per divieto di sosta e permessi della ZTL (Zona a Traffico Limitato)».
«Di per sé – commenta Franco Lepore, presidente dell’UICI torinese – l’intenzione di ricercare nuove fonti di finanziamento è positiva, ma il ricorso ai proventi di multe e ZTL ci sembra quanto mai inopportuno. Queste entrate, infatti, sono assolutamente incerte e non possono dare in alcun modo stabilità al servizio. Inoltre il ricorso alle risorse della ZTL rischierebbe di peggiorare ulteriormente la considerazione, già scarsa, che i cittadini hanno delle persone con disabilità. Purtroppo in Italia siamo ancora molto lontani da una vera cultura dell’inclusione e pertanto agganciare il servizio alla ZTL potrebbe far pensare a più di un cittadino che, se i disabili “rimanessero a casa loro”, magari il permesso per la Zona a Traffico Limitato sarebbe meno caro. Non vogliamo dunque passare per quelli che chiedono agli automobilisti di finanziarci il servizio di trasporto. Spetta infatti al Comune trovare una soluzione».

Ma i motivi di insoddisfazione, secondo l’UICI, non si fermano qui. «Nell’aprile del 2015 – si legge ancora nella nota – il Consiglio di Stato, accogliendo un ricorso da noi presentato [se ne legga anche nel nostro giornale, N.d.R.], aveva annullato parte del Regolamento Comunale che disciplinava il servizio del trasporto disabili. Il meccanismo di compartecipazione, infatti, era stato ritenuto discriminatorio, perché imponeva un contributo economico solo ad alcune categorie di persone con disabilità. Sono passati due anni da allora, ma non è cambiato quasi nulla».
«Ad oggi – sottolinea in tal senso Lepore – non c’è alcun atto dell’Amministrazione Comunale che stia ottemperando a quella Sentenza del Consiglio di Stato. Nel dicembre del 2015, per altro, la precedente Amministrazione Comunale aveva predisposto una bozza di Delibera con la quale estendeva a tutti i disabili la compartecipazione economica al servizio sulla base delle fasce di reddito ISEE (Indicatore della Situazione Economica equivalente). L’attuale Amministrazione ha poi fatto decadere tale Delibera, ritenendola sbagliata, salvo poi riproporne una del tutto analoga, chiamando in causa, per giustificarsi, la scarsità di fondi. Anche su questo punto la nostra Associazione ha sempre avuto una linea molto ferma, basata sul fatto che le fasce di reddito ISEE, estese a tutti, non sono il criterio corretto per regolamentare l’accesso al servizio». «Noi non ci stiamo battendo per ottenere un servizio di trasporto privilegiato – aggiunge – semplicemente chiediamo un servizio sostitutivo del trasporto pubblico, considerando i vari problemi che una persona con disabilità incontra quando esce di casa (mancanza o malfunzionamento delle sintesi vocali per ciechi a bordo dei mezzi; autobus non attrezzati per le carrozzine; pensiline di altezza non idonea per carrozzine stesse ecc.)».

«In mancanza di una risposta adeguata da parte del Comune – conclude il Presidente dell’UICI di Torino – già da anni  molte persone con disabilità che intendono spostarsi, magari per andare a scuola o al lavoro, sono costrette a spendere cifre ingenti per pagare di tasca loro quegli spostamenti. Si tratta di una situazione inaccettabile che denunciamo da anni e non ci fermeremo finché non avremo ottenuto un trattamento equo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa UICI di Torino (Lorenzo Montanaro), ufficio.stampa@uictorino.it.

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