Campania: serve chiarezza sull’assistenza domiciliare, per la sicurezza di tutti

«Un incontro urgente, indifferibile, per confrontarsi sulla gestione dei servizi di assistenza domiciliare gestiti dagli Enti del Terzo Settore»: è questa la richiesta dell’Alleanza delle Cooperative (Settore Sociale), delle organizzazioni sindacali e della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), inoltrata al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ritenendo la recente Ordinanza prodotta in tale àmbito dalla Giunta Regionale ancora «non chiara e risolutrice per i servizi di assistenza domiciliare»

Mano di un assistente domiciliare che stringe quella della persona assistita«Un incontro urgente, indifferibile, per confrontarsi sulla gestione dei servizi di assistenza domiciliare gestiti dagli Enti del Terzo Settore»: è questa la richiesta dell’Alleanza delle Cooperative Settore Sociale (AGCI Solidarietà-Associazione Generale Cooperative Italiane, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali), dai Sindacati (Funzione Pubblica CGIL, CISL e UIL) e della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), inoltrata al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
«La richiesta di confronto – si legge nella nota prodotta congiuntamente da tali organizzazioni – giunge all’indomani dell’Ordinanza della Giunta Regionale n. 16 del 13 marzo scorso, Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, che lascia ancora troppe zone d’ombra nella gestione dei servizi di assistenza domiciliare. Il cuore dell’appello è che si dia il via a un coordinamento centrale tra Regione, ASL e Distretti, coinvolgendo la Protezione Civile per la distribuzione e il reperimento dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuali), di cui gli operatori sono ormai sforniti per mancanza sul mercato».

«Pur apprezzando il primo punto dell’Ordinanza* – dichiarano dall’Alleanza delle Cooperative, Settore Sociale della Campania -, la riteniamo non chiara e risolutrice per i servizi di assistenza domiciliare. Le imprese che gestiscono i servizi non sono più in grado di fornire i Dispositivi di Protezione Individuali – in particolare le mascherine – agli operatori e alle operatrici. Alla luce di ciò, non è immaginabile che gli Enti si assumano la responsabilità di ingaggiare il proprio personale per garantire la continuità dei servizi, mettendo a repentaglio la salute degli utenti e dei lavoratori».
«Auspichiamo una maggiore attenzione – aggiunge Daniele Romano, presidente della FISH Campania – per rispondere alle esigenze delle persone con fragilità, garantendo loro, però, la maggior sicurezza possibile».
Preoccupazione viene espressa anche dalle organizzazioni sindacali, secondo le quali «i lavoratori di questo settore non possono essere lasciati soli, sono indispensabili alla tenuta delle comunità e allo svolgimento delle attività a cui sono chiamati. Però devono essere messi in condizioni di poter svolgere le proprie attività in piena sicurezza, altrimenti porrebbero essere strumento inconsapevole di diffusione dell’infezione in atto. Questo può avvenire solo con una corretta e puntuale informazione e con la fornitura di adeguati presìdi di protezione e non come avvenuto finora. Abbiamo assistito, infatti, a una totale solitudine e totale abbandono, con direttive e istruzioni non sempre puntuali». (S.B.)

*Il primo punto dell’Ordinanza recita: «Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio regionale le attività sanitarie e assistenziali di tutti i servizi sanitari e sociosanitari territoriali semiresidenziali pubblici e privati (Riabilitazione estensiva, Centri Diurni per anziani e per disabili non autosufficienti, pazienti psichiatrici minori e adulti) nonché tutti i servizi sociali a regime diurno attivati dagli ambiti sociali».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.

Stampa questo articolo