Inclusione, Sport, Istruzione: un progetto per minori con sindrome di Down

Inclusione, Sport e Istruzione, ovvero le tre parole che compongono l’acronimo “ISI” e che caratterizzeranno il progetto triennale “ISI (Inclusione, Sport, Istruzione) – facile così!”, promosso dall’AIPD di Pisa (Associazione Italiana Persone Down), ma frutto della collaborazione con molti altri soggetti, istituzionali e non. Si tratterà di un vero e proprio laboratorio di integrazione sociale, rivolto a minori con sindrome di Down, ma che coinvolgerà anche le famiglie, la comunità educante e tutti coloro che vorranno partecipare ai vari eventi divulgativi previsti

Bimba con sindrome di Down

Una bimba con sindrome di Down

Promosso e coordinato dall’AIPD di Pisa (Associazione Italiana Persone Down), è stato pubblicamente presentato il Progetto ISI (Inclusione, Sport, Istruzione) – facile così!, rivolto ai bambini/e e ai ragazzi/e con sindrome di Down, ma che coinvolgerà anche le famiglie, la comunità educante e tutti coloro che vorranno partecipare agli eventi divulgativi previsti nello stesso.

L’iniziativa, che avrà una durata di tre anni, potrà contare sulla collaborazione di molti soggetti: il Comune di Pisa e la Società della Salute della Zona Pisana (per la parte relativa ad istruzione e concessione del suolo pubblico a titolo gratuito), la Cooperativa sociale Alzaia (per la grafica e comunicazione), l’Associazione La Nave di Carta (per il progetto Vela solidale), il Centro Universitario Sportivo di Pisa (per i progetti di avvio allo sport), l’AIPD Nazionale (come sostegno istituzionale), l’Università di Pisa (quale soggetto valutatore), e Percorsi con i bambini (impresa sociale e soggetto attuatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che ha fornito una copertura economica di 315.000 euro).
L’acronimo ISI mette in risalto i tratti caratterizzanti del progetto che si connota come un laboratorio di integrazione sociale: Inclusione, Sport e Istruzione. Spiega infatti Jacqueline De Muro, coordinatrice dell’AIPD Pisa, che tutte le attività previste nel progetto sono finalizzate a «offrire concrete opportunità di coinvolgimento e inclusione dei minori con sindrome di Down in attività educative, culturali, sportive e scolastiche».

Puntano certamente sull’inclusione le Storie in movimento, la Vela solidale, le rassegne cinematografiche, i giochi, le mostre fotografiche, le letture, i video racconti e le cene in mezzo agli orti. In particolare, le Storie in movimento sono volte ad insegnare a mettersi nei panni e nelle scarpe degli altri, non solo in senso figurato: ai/alle partecipanti è richiesto infatti di percorrere un miglio calzando un paio di scarpe di uno sconosciuto e ascoltandone la storia in cuffia.
Il progetto Vela solidale, invece, è rivolto giovani con sindrome di Down ed altri a rischio di abbandono scolastico che avranno la possibilità di navigare a bordo della goletta Oloferne. «Nell’esperienza di navigazione – spiega Marco Tibiletti, presidente della Nave di Carta – gli equipaggi ISI saranno impegnati in attività nautiche, ma anche di apprendimento di nozioni generali sulla navigazione e sull’ambiente marino. In attesa di prendere il largo, i nostri istruttori hanno preparato una serie di video lezioni di avvicinamento al mare».
Anche gli aspetti della comunicazione e della grafica prevedono il coinvolgimento di giovani con sindrome di Down. Lo ha spiegato Alessandro Carta, presidente della Cooperativa Sociale Alzaia, chiarendo che si tratta di «un settore specifico della nostra Cooperativa, in cui impieghiamo anche giovani con sindrome di Down e che abbiamo intenzione di sviluppare e rafforzare».
Obiettivo dei progetti di avvio allo sport è invece quello di «introdurre i giovanissimi con disabilità intellettiva alla pratica sportiva e guidarli con gradualità fino alla scelta della “loro” disciplina evitando la specializzazione precoce, e seguendoli nella crescita», come ha sottolineato Claudia Magaudda, responsabile degli stessi, in occasione della presentazione pubblica.
Infine, sul fronte dell’istruzione sono previsti interventi rivolti a insegnanti, educatori, genitori, alunni e alunne con disabilità e i loro compagni/e di classe.

All’evento di presentazione del progetto era presente anche Gianna Gambaccini, presidente della Società della Salute della Zona Pisana e assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pisa, che ha osservato: «Con questo intervento diventiamo un laboratorio d’innovazione in favore dell’integrazione sociale delle persone con sindrome di Down. Grazie infatti alle capacità dell’AIPD di Pisa e degli altri soggetti, istituzionali e non, della rete che sostiene il progetto, siamo stati capaci di intercettare risorse importanti per rendere un territorio, quello pisano, sempre più inclusivo». (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: isifacilecosi@gmail.com.
La presente nota è già apparsa nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripresa, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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