Non soddisfa quell’accordo europeo sui viaggi in treno

«L’impressione generale è quella di un’occasione mancata per garantire la reale parità di accesso ai viaggi in treno»: lo dichiara Yannis Vardakastanis, presidente del Forum Europeo sulla Disabilità, commentando l’accordo che sta per essere approvato dal Parlamento Europeo sui diritti dei passeggeri europei nel trasporto ferroviario, che risulta carente in diversi punti rispetto alle persone con disabilità, a partire dalle insufficienti disposizioni prescritte per la formazione del personale sulle necessità delle stesse persone con disabilità

Persona in carrozzina in una stazione«Quando è stata avviata la revisione dei diritti dei passeggeri europei nel trasporto ferroviario, nutrivamo grandi speranze. Alla luce infatti della ratifica da parte dell’Unione Europea della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ritenevamo che le Istituzioni dell’Unione e gli Stati Membri si sarebbero impegnati per fornire parità di accesso ai trasporti alle persone con disabilità. Ora, però, di fronte all’accordo sulla materia che il Parlamento Europeo sta per adottare non possiamo certo dirci soddisfatti».
Lo si legge in una nota diffusa dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che nei mesi scorsi aveva anche lanciato su tale questione – come avevamo riferito a suo tempo – la petizione Train travel for all! (“Viaggi in treno per tutti”), sottoscritta da decine di migliaia di persone, per chiedere innanzitutto una migliore assistenza alle persone con disabilità e con mobilità ridotta che viaggiano in treno, nonché la cancellazione dell’obbligo di prenotazione con quarantotto ore di preavviso dei servizi di assistenza.

Ebbene, l’accordo raggiunto dalla Commissione per i Trasporti del Parlamento Europeo non elimina, ad esempio, l’obbligo di prenotare il viaggio con quarantotto ore di preavviso, pur dimezzandolo (ventiquattr’ore), ma nemmeno questo accadrà da subito, poiché gli Stati Membri hanno fatto pressione sul proprio diritto di posticipare tale disposizione fino al giugno 2026.
«Per ottenere la parità di accesso al trasporto ferroviario – commenta Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF – avevamo bisogno di “passi da gigante”. Quanto invece è contenuto nell’accordo raggiunto è all’insegna dei piccoli passi!». «In realtà – aggiunge – alcune disposizioni favorevoli alle persone con disabilità ci sono, quali il diritto ad informazioni accessibili sarà rafforzato, la gratuità per la prenotazione dell’assistenza e una migliore cura per le attrezzature necessarie per la mobilità, ma l’impressione generale è quella di un’occasione mancata per garantire la reale parità di accesso ai viaggi in treno».

I problemi, poi, non riguardano solamente i viaggi in treno, ma anche i servizi di trasporto urbano e suburbano, ignorati dal regolamento che sta per essere approvato. A tal proposito, la consigliera dell’EDF Gunta Anca ha dichiarato: «È deludente vedere che questi servizi di trasporto rimangono esentati, in questo regolamento, dai loro doveri di accessibilità e nel 21° secolo, questo non può essere certo descritto come un progresso».

Altre preoccupazioni espresse dall’EDF riguardano le possibili restrizioni che potrebbero affrontare le persone con disabilità di fronte alle richieste del personale ferroviario di dimostrare la loro disabilità, ad esempio se dovessero salire su un treno senza biglietto. Un problema, questo, che si intreccia strettamente con le insufficienti disposizioni, contenute nell’accordo, relative alla formazione del personale sulla disabilità. «Molte barriere all’accesso ai viaggi – conferma Vardakastanis – sono il risultato diretto della scarsa consapevolezza del personale sulle necessità dei passeggeri con disabilità. Una buona formazione, infatti, può fare un’enorme differenza. In questo àmbito, purtroppo, l’accordo raggiunto è ben al di sotto delle nostre aspettative».
Quel regolamento, tra l’altro, non esclude nemmeno specificamente le richieste di “prova di disabilità”, non tenendo conto che molte forme di disabilità sono “invisibili” e che non tutti dispongono di un documento formale per dimostrare di avere diritto all’assistenza.
E da ultimo, ma non ultimo, il Forum ritiene che «il diritto delle organizzazioni di persone con disabilità ad essere coinvolte nel processo decisionale, nella formazione e nell’applicazione delle norme non sia sufficientemente riconosciuto nel testo».

Per tutte queste ragioni, dunque, l’EDF ha esortato gli eurodeputati del TRAN – il Comitato sui Trasporti e il Tursimo del Parlamento Europeo – ad astenersi durante la votazione sull’accordo, prevista proprio per domani, 29 ottobre. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Carine Marzin (carine.marzin@edf-feph.org).

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