Il viaggio in moto di Marika, verso la maggiore autonomia possibile

Certi incontri che possono sembrare del tutto casuali sono quelli che cambiano radicalmente la vita ed è quello che è successo a Marika, giovane con tetraparesi spastica in carrozzina che sognava di fare un viaggio in moto. Quel viaggio in Sardegna c’è stato, si è svolto senza grandi difficoltà e oggi i pensieri negativi di Marika hanno lasciato il posto a progetti molto ambiziosi e alla volontà di diventare autonoma il più possibile

Marika insieme a Simone Zignoli, durante il suo viaggio in moto in Sardegna

Marika insieme a Simone Zignoli, durante il suo viaggio in moto in Sardegna

È possibile per una ragazza con tetraparesi spastica in carrozzina realizzare il sogno di andare in moto? La storia di Marika, raccontata recentemente nel programma televisivo Le Iene, ci dimostra che è possibile. La giovane, 22 anni, fin da piccola ha sempre desiderato andare in moto per sentirsi libera, “sbarazzandosi” del vincolo della carrozzina.
Nata prematura a causa del distacco della placenta, Marika è rimasta molto tempo in rianimazione, lottando tra la vita e la morte. Crescendo si è dimostrata sin da bambina con un’intelligenza e una sensibilità particolari. Che la fanno soffrire. Nonostante, infatti, abbia una grande voglia di vivere, non nasconde la rabbia per la sua condizione, si sente inutile, un peso, soprattutto per mamma Cinzia, che deve provvedere da sola per lei, in tutto e per tutto. Spesso Marika si lascia prendere anche da brutti pensieri, e confessa che a volte ha pensato di farla finita.

Poi, come accade spesso, certi incontri che possono sembrare del tutto casuali sono quelli che cambiano radicalmente la vita. È successo a Marika, che un giorno con la mamma in un autogrill di Vicenza ha incrociato Simone Zignoli, un motociclista che avevano visto tempo prima in una puntata delle Iene.
La storia aveva colpito subito Marika perché il centauro aveva fatto un viaggio in moto insieme con un ragazzo tossicodipendente per cercare di farlo uscire dal tunnel da quella situazione. Mamma e figlia prendono coraggio e si presentano a Simone. Marika non perde tempo per parlargli del suo sogno. Diventano amici, iniziano a frequentarsi, ma il motociclista sembra non considerare minimamente il desiderio della ragazza di voler fare un viaggio in moto.
E invece, in poco tempo Simone decide di portare Marika a fare un giro in Sardegna. Non la rende subito partecipe del progetto. Le cose da valutare e da pianificare sono molte, non la vuole illudere prima del tempo necessario. Sicuramente un grosso scoglio è costruire un sellino apposito.
Si rivolge a Nicola Dutto, motociclista affermato che in seguito a un grave incidente è rimasto in sedia a rotelle e che da allora si dedica alle persone con disabilità che vogliono andare in moto. L’esperto gli suggerisce di rivolgersi a un centro specializzato, dove fanno accorgimenti e ausili su misura.

A questo punto Simone è stato costretto a svelare a Marika il viaggio perché le dovevano prendere l’impronta per il calco della seduta della sella. Alla notizia la ragazza ha reagito con tutto l’entusiasmo possibile, senza dimostrare la minima paura o perplessità.
Al momento della partenza, a Marika e Simone si è unita la motociclista Francesca Gasperi, per provvedere alla pulizia personale della ragazza, dal momento che Marika non è autonoma.

Il viaggio si è svolto senza grandi difficoltà; ogni giorno che trascorreva, Marika era sempre più contenta e il legame con i suoi due compagni di viaggio, Simone e Francesca, diventava sempre più stretto. Con loro si è aperta molto, confidando i propri pensieri e le paure più grandi, come quella di un domani, quando la mamma non ci sarà più.
Durante il viaggio la ragazza fa la conquista più importante: impara a provvedere ai propri bisogni fisiologici in bagno, poiché fino ad allora aveva sempre usato il pannolone. Una conquista enorme di autonomia.

Il giro in moto in Sardegna è stata sicuramente un’esperienza che ha cambiato la vita di Marika. Una volta ritornata a casa, la ragazza non è più la stessa. Dal punto di vista caratteriale è diventata molto più aperta, si confida maggiormente con la mamma e i suoi pensieri negativi hanno lasciato il posto a progetti molto ambiziosi e alla volontà di diventare autonoma il più possibile.
Spesso si cimenta a voler mangiare o a scrivere da sola, ma la mamma si oppone perché teme che si affatichi troppo ed è sempre pronta a voler fare le cose per lei. Questo crea contrasti tra madre e figlia, ma Marika è molto ostinata e dopo il viaggio ha ora un nuovo traguardo da raggiungere: frequentare l’università, anche se prima dovrà conseguire il diploma. Dal lato sportivo, invece, vuole provare l’ebbrezza d buttarsi con il paracadute. «Scriverò tutto in un’autobiografia», dice.

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Marika e quel viaggio in moto che le ha cambiato lo sguardo sulla vita”). Viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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