Bocciate le nuove Tabelle di Invalidità

La bocciatura dello schema di Decreto con le nuove Tabelle di Invalidità Civile, da parte della Commissione Affari Sociali della Camera, viene accolta con soddisfazione dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che solo pochi giorni fa ne aveva appunto chiesto il ritiro. Ora l’augurio è che questa stroncatura sia solo l’inizio di una riflessione più profonda sulle modalità di valutazione della disabilità

Pollice recto«Ci auguriamo che questa stroncatura sia il punto di partenza di una riflessione più profonda sulle modalità di valutazione della disabilità, più funzionale all’inclusione sociale, alle pari opportunità e ai diritti di tanti Cittadini italiani. Ora la palla torna al ministro Balduzzi!».
È particolarmente soddisfatto il primo commento a caldo di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo che su proposta della deputata Margherita Miotto, la Commissione Affari Sociali della Camera, ha bocciato, praticamente all’unanimità, lo schema di Decreto con le nuove tabelle per la valutazione dell’invalidità civile (Schema di Decreto Ministeriale concernente l’approvazione delle nuove tabelle indicative delle percentuali di invalidità per le menomazioni e le malattie invalidanti, Atto della Camera n. 507), rinviandolo con parere negativo al Ministro della Salute.
«È esattamente quello che la FISH aveva chiesto durante l’audizione», aggiunge Barbieri, riferendosi alla recente audizione alla Camera – di cui avevamo dato ampia notizia – durante la quale la Federazione aveva ritenuto «inemendabile» quel testo, chiedendone appunto l’immediato ritiro.

Secondo la FISH, infatti, in quel documento era stata ravvisata «una patente violazione dei princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – ratificata dall’Italia con la Legge 18/09 -, dal momento che ci si basava su una visione puramente sanitaria, senza alcuna attenzione alle difficoltà e agli ostacoli all’inclusione e alle pari opportunità. Le nuove procedure, poi, a causa delle numerose ulteriori certificazioni specialistiche previste, avrebbero prodotto un aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e del Cittadino. Una complicazione e un sovraccarico che mal si coniugano con le recenti tendenze alla semplificazione amministrativa e alla spending review».
Sempre la Federazione, infine, aveva contestato «la debolezza, l’inadeguatezza e l’arretratezza scientifica dello strumento di valutazione», senza che per altro lo schema di Decreto, «fornisse, incredibilmente, alcuna indicazione per la valutazione specifica degli atti quotidiani della vita, cioè del requisito principale per accedere all’indennità di accompagnamento, preferendo, su questo, lasciare carta bianca all’INPS». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.

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