Per garantire sempre più pari opportunità agli studenti universitari con DSA

Avviata due anni fa, “Univers@lità” è una piattaforma formativa gratuita online, sviluppata dall’AID (Associazione Italiana Dislessia), per garantire pari opportunità di successo ai circa 16.000 studenti con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) presenti nelle Università. Recentemente si è arricchita di nuovi contenuti, tra slide, video e interviste a docenti universitari e delegati dei rettori

Giovane studente universitario con DSA

Un giovane studente universitario con DSA

Avviata due anni fa, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, Univers@lità è una piattaforma formativa gratuita online, sviluppata dall’AID (Associazione Italiana Dislessia), per garantire pari opportunità di successo ai giovani con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), anche all’interno delle Università. Recentemente si è arricchita di nuovi contenuti, tra slide, video e interviste a docenti universitari e delegati dei rettori.

Come ricordano dall’AID, «secondo una recente indagine di ANVUR (Agenza Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario) e CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità e i DSA), sono oggi circa 16.000 gli studenti con DSA iscritti all’università, con una crescita esponenziale negli ultimi anni. È questo un segnale importante su come sia cambiata l’accoglienza da parte degli Atenei, anche se resta ancora molta strada da fare. Come creare dunque un’università davvero inclusiva? Come informare in modo diffuso e adeguato i docenti sui disturbi specifici di apprendimento e sulla necessità (oltre che sul diritto) degli studenti con DSA di usufruire degli strumenti compensativi e del tempo aggiuntivo nei test di ingresso e negli esami? Come guidare, infine, gli studenti ad acquisire un metodo di studio funzionale e a scoprire i servizi a loro dedicati?».
La piattaforma Univers@lità è nata proprio per rispondere a queste domande, rivolgendosi appunto sia agli studenti universitari con DSA, sia ai docenti che ai tutor, e al personale amministrativo dei servizi dedicati alla disabilità e ai DSA.

I contenuti di Univers@alità, cui si sono iscritti finora 2.857 utenti, sono interamente curati da docenti universitari e la formazione si svolge in cosiddetta modalità asincrona, ovvero ogni utente può scegliere in autonomia quando collegarsi alla piattaforma e negli orari che preferisce. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: Gabriele Brinchilin (comunicazione@aiditalia.org); Alessandro Fiesoli (afiesoli@aiditalia.org).

La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)
Il più diffuso DSA (disturbo specifico di apprendimento) è la dislessia, cioè il disturbo specifico della lettura, che si manifesta e si evolve in concomitanza dell’inizio dell’attività scolastica, quando emergono le prime difficoltà nell’attivare in maniera fluente e senza affaticamento tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere, quali riconoscere le lettere singole, le sillabe e quindi le parole, associandole ai suoni corrispondenti. Frequenza degli errori e lentezza nella decodifica ne sono i tipici aspetti: il bambino può, per esempio, presentare difficoltà nel riconoscere, scambiandoli tra loro, grafemi che differiscono visivamente per piccoli particolari quali: “m” con “n”, “c” con “e”, “f” con “t”, “a” con “e”.
La persona con disortografia, invece, evidenzia la difficoltà a tradurre correttamente le parole in simboli grafici e a confondere il suono delle lettere (per esempio “f/v”, “t/d”, “p/b”, “c/g”, “l/r”).
Un terzo disturbo che impedisce alla persona di esprimersi nella scrittura in modo fluido è la disgrafia, caratterizzata da una grafia spesso illeggibile, da una pressione eccessiva sul foglio e dallo scarso rispetto degli spazi sul foglio.
C’è infine la difficoltà a comprendere simboli numerici e a svolgere calcoli matematici, conosciuta con il nome di discalculia. Stando ai dati, circa il 3% della popolazione studentesca è affetta da tale disturbo, che complica la lettura e la scrittura dei numeri e soprattutto l’elaborazione delle quantità. Gli errori collegati a questa problematica molto spesso non vengono riconosciuti nell’immediato. Diversi, infatti, sono i casi di discalculia erroneamente diagnosticati come dislessia.

L’AID (Associazione Italiana Dislessia)
È nata con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità in particolare verso il disturbo della dislessia evolutiva, che in Italia si stima riguardi circa 2 milioni di persone.
L’Associazione conta oltre 18.000 soci e 93 Sezioni attive distribuite su tutto il territorio nazionale. Essa lavora per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate a questi disturbi. È aperta ai genitori e familiari di bambini con DSA, alle persone adulte con DSA, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).

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