Per una Rete dei Centri Antiviolenza che si occupano di donne con disabilità

L’Associazione MondoDonna di Bologna e l’AIAS del capoluogo emiliano hanno promosso il progetto “Connect”, in tema di contrasto alla violenza di genere, tra le cui attività vi è la creazione di una rete nazionale dei Centri Antiviolenza, che promuovono azioni specifiche rivolte a donne con disabilità. Al fine di raccogliere le esperienze e le buone pratiche esistenti, è stato predisposto un agile questionario di rilevazione online da compilare entro il 12 giugno prossimo

Mani che si stringono

Spesso – sbagliando – gli articoli che trattano di violenza propongono a propria volta immagini di violenza. Forse sarebbe meglio illustrarli con gesti non violenti, come queste mani che accolgono altre mani

Ci siamo già occupati, su queste stesse pagine, dello Sportello CHIAMA chiAMA, servizio di supporto per donne con disabilità vittime di discriminazione e/o violenza inaugurato a Bologna nel 2020 e frutto della collaborazione tra l’Associazione MondoDonna e l’AIAS el capoluogo emiliano (Associazione Italiana Assistenza Spastici). Ora le stesse Associazioni sono le promotrici di Connect, un progetto sostenuto con i fondi dell’8 per mille della Chiesa Valdese, che si inserisce nel quadro delle iniziative di contrasto alla violenza di genere implementate da MondoDonna sul territorio emiliano-romagnolo.

In linea con le raccomandazioni fornite dal GREVIO (l’organismo indipendente del Consiglio d’Europa che monitora l’applicazione della Convenzione di Istanbul in tutti i Paesi che l’hanno ratificata) nel Rapporto di Valutazione sull’Italia, il progetto intende facilitare l’emergere del fenomeno della violenza sulle donne con disabilità, rafforzando le attività di prevenzione, protezione e sostegno a loro rivolte.
In continuità con le azioni implementate nel 2020 e nel 2021 nell’àmbito della Città Metropolitana di Bologna, una delle attività previste dal nuovo progetto è la creazione di una rete nazionale dei Centri Antiviolenza che promuovano azioni specifiche rivolte a donne con disabilità. L’obiettivo è segnatamente quello di facilitare la programmazione di azioni coordinate contro la violenza e la discriminazione multipla sulle donne con disabilità, attraverso il confronto a livello regionale e nazionale, con reti/comitati/tavoli che si occupino in maniera trasversale dei temi della disabilità, per strutturare collaborazioni proficue in un’ottica di condivisione delle competenze e di ottimizzazione delle future progettualità.

In questa fase le due Associazioni stanno raccogliendo le esperienze e le buone pratiche al fine di mettere a punto strumenti operativi condivisi che tengano conto dei bisogni delle donne con disabilità e possano essere utilizzati in diversi contesti operativi e territoriali. A tal fine è stato predisposto un questionario online rivolto a Enti che operano nel settore della disabilità i quali si siano occupati o che intendano occuparsi anche nel contrasto alla violenza di genere, nonché ad Enti impegnati nel contrasto alla violenza di genere.
Disponibile a questo link, il questionario richiede al massimo una decina di minuti per la compilazione e va rispedito entro il 12 giugno prossimo. MondoDonna e l’AIAS di Bologna chiedono anche un supporto a tutti e tutte per divulgarlo ulteriormente. (Simona Lancioni)

Per approfondire ulteriormente la questione riguardante la violenza nei confronti delle donne con disabilità, e in generale il tema Donne e disabilità, oltre a fare riferimento al lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo intitolato Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, suggeriamo la consultazione, nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa), delle Sezioni La violenza nei confronti delle donne con disabilità e Donne con disabilità.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’H e viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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