Opinioni

Disabilità: tutte le criticità e le debolezze che la pandemia ha fatto emergere

Disabilità: tutte le criticità e le debolezze che la pandemia ha fatto emergere

«Ci aspettiamo che Milano ci ascolti e collabori con noi per costruire un approccio differente alla disabilità, che prenda il progetto sulla persona come punto di riferimento. Per farlo, però, occorre ammettere che non si può pensare di ripristinare lo “status quo ante bellum”, perché la pandemia non ha creato una nuova emergenza, ma ha fatto emergere con cruda evidenza le criticità e le debolezze di un sistema che già indicavamo come inadeguato»: lo ha scritto il Presidente della Federazione LEDHA di Milano, in una lunga lettera inviata ai rappresentanti istituzionali della propria città

Persone con disabilità: “fragili” per definizione oppure no?

Persone con disabilità: “fragili” per definizione oppure no?

«In una recente Ordinanza del Ministero dell’Istruzione – scrive Salvatore Nocera – si dice che la disabilità di per sé non costituisce fragilità. In un punto, invece, già più volte contestato, del Protocollo tra Governo e CEI (Conferenza Episcopale Italiana), sulla partecipazione alle celebrazioni religiose in tempo di coronavirus, le persone con disabilità vengono ritenute “fragili” in quanto tali. Il Governo, quindi, entra in contraddizione con il suo stesso Ministero dell’Istruzione, e anche alla luce di questo, torno a chiedere l’abolizione di quel passaggio del Protocollo con la CEI»

Le strutture residenziali non possono diventare “un parcheggio verso il nulla”

Un giovane adulto con disturbo dello spettro autistico

«Per chi vive nelle RSD (Residenze Sanitarie Disabili) – scrive Benedetta Demartis – e nello specifico per le persone con autismo, si deve continuare a mantenere un rapporto con la famiglia: non possiamo permettere il verificarsi di nuovi “giorni dell’abbandono” e non possono essere negate le visite a un figlio o a una figlia residente in una RSD. Le risorse da impiegare in queste situazioni forse sono maggiori, ma per continuare a costruire un progetto di vita, è necessario un finanziamento adeguato, altrimenti queste strutture diventano una sorta di “parcheggio verso il nulla”»

Così si continuano a disattendere i diritti di tanti caregiver familiari

Una madre-caregiver insieme al proprio figlio, persona con grave disabilità

«Non si può continuare a disattendere le legittime aspettative dei tanti caregiver familiari conviventi di persone con disabilità che si sono fatti carico, da marzo ad oggi, di tutte le mancanze del sistema dei servizi»: così il Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 commenta il parere favorevole espresso nei giorni scorsi dalla Conferenza Unificata su uno schema di decreto di riparto del cosiddetto “Fondo Caregiver”, dei cui contenuti ci siamo già occupati in altra parte del giornale

L’educazione affettiva e sessuale: un passaggio fondamentale per migliorarsi

L’educazione affettiva e sessuale: un passaggio fondamentale per migliorarsi

«In generale – scrive Zoe Rondini – si può notare oggi una generale maggiore apertura sull’amore, l’affettività e la sessualità delle persone con disabilità e un crescente interesse da parte dei media, ma dietro questa apparenza rimangono ancora molte paure e censure. Bisognerebbe puntare di più sul contesto e la formazione di tutta la società, anche se è più facile abbattere le barriere architettoniche che quelle culturali»

Più che un film sull’autismo, “The Specials” è una strada tracciata nel futuro

«Il bel film francese “The Specials – Fuori dal comune” – scrive Marisa Prete – non è uno dei “soliti film sull’autismo”, perché racconta un’umanità in cui tutti gli stereotipi cadono miseramente ad uno ad uno. E forse non è nemmeno un film sull’autismo, ma piuttosto una guida, una strada tracciata nel futuro, perché il futuro di questo mondo è proprio nella cura degli altri, con gli “Specials” del titolo che non sono solo i ragazzi autistici, ma soprattutto gli uomini e le donne che si fanno carico di loro, perché fanno ciò che distingue la nostra specie umana: si prendono cura degli altri»

Servono piani di rimodulazione a domicilio dei servizi per la disabilità

«Dal 5 marzo scorso – scrivono dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 – siamo stati lasciati soli e nessun servizio per le persone con disabilità ha mai ripreso a regime. Nuovi lockdown non possono verificarsi in assenza di piani di rimodulazione a domicilio dei servizi per la disabilità, sia adulta che dell’età scolastica. Chiediamo un impegno e un intervento del Governo perché l’inefficienza del sistema basato solo sui servizi non continui a pesare interamente ed esclusivamente su noi caregiver familiari»

Ma il “tutto e subito” è funzionale all’inclusione?

«Viviamo nell’era dell’accelerazione del tempo, del “tutto e subito”. Ma solo se riconosco all’alunno con Bisogni Educativi Speciali il tempo necessario, gli posso permettere di fare le varie sequenze operative, cioè un’azione alla volta, per raggiungere il suo personale obiettivo. Tutti amano apprendere e imparare, ma necessita fornire innanzitutto tempo, ascoltando e ascoltandosi»: lo scrive l’insegnante Giovanni Maffullo, in questa sua lunga riflessione sui tempi e i modi attuali della scuola, con un occhio particolarmente attento alle esigenze degli alunni e delle alunne con disabilità

La discrezionalità e l’arbitrio

«In un pomeriggio di ottobre – scrive Gianfranco Vitale – il coordinatore della comunità residenziale dove vive mio figlio con autismo mi ha comunicato che con effetto immediato era stata decisa l’interruzione dei rientri di mio figlio a casa nei fine settimana, decisione “discrezionale” della Direzione Sanitaria. In questo modo si pone bruscamente fine a una preziosa esperienza di recupero psicologico e fisico, senza tenere conto dei benefìci che mio figlio stava pian piano conseguendo. Denuncerò in tutte le sedi scelte come queste, in cui la “discrezionalità” diventa arbitrio»

Ogni persona deve prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità

Ci rifacciamo, nel nostro titolo, a quanto scritto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, per presentare le preziose riflessioni di Alberto Arenghi, docente dell’Università di Brescia, sull’accessibilità dell’arte e della cultura in generale. Riflessioni che prendono spunto da quanto segnalato nei giorni scorsi dallo stesso Arenghi, rispetto a un settore inaccessibile all’interno di un’importante mostra bresciana, problema rispetto al quale, tuttavia, sembra si stiano realizzando le condizioni per arrivare a soluzioni che entro breve potrebbero risolvere la situazione

Il senso di responsabilità, contro la violenza e l’indifferenza

«Ci vorrebbe responsabilità, senso di responsabilità – scrive Antonio Giuseppe Malafarina, riflettendo sui casi di violenza nei confronti delle persone con disabilità -, contro la violenza e l’indifferenza. La violenza è andare contro la dignità della persona, e l’indifferenza è la veste silenziosa, e becera, della violenza. Quante persone non autosufficienti subiscono violenza senza che altri se ne accorgano? E quelli che se ne accorgono dopo, siamo sicuri che non avrebbero potuto accorgersene prima?»

Coma, stato vegetativo e cerebrolesioni: verso una nuova Conferenza di Consenso

«Per noi che ci occupiamo di coma, stato vegetativo e gravi cerebrolesioni acquisite, è fondamentale dare visibilità agli invisibili, riaprendo un dialogo con le Regioni e il Ministero della Salute. E nell’incontro di domani rimarcheremo la necessità di garantire un corretto modello sanitario verso persone particolarmente fragili, ma anche un adeguato approccio sociale e familiare»: lo dice Fulvio De Nigris degli Amici di Luca di Bologna, presentando il convegno di domani, 10 ottobre, che dovrà portare alla seconda Conferenza Nazionale di Consenso delle Associazioni impegnate in questo àmbito

Nemmeno i militari hanno “messo in sicurezza” quella donna con disabilità

Nel marzo scorso i militari avevano saputo mettere in sicurezza dal virus i tanti contagiati dell’Istituto Oasi Maria Santissima di Troina (Enna), «ma quale sicurezza? – chiede Luisella Bosisio Fazzi – Ora, infatti, scopriamo che in quei giorni nulla e nessuno mise in sicurezza dallo stupro chi in quell’Istituto avrebbe dovuto trovare accoglienza, protezione e dignità. Scopriamo che un’ospite con disabilità è stata violentata e la scoperta è ancora più drammatica, perché la donna è rimasta incinta e sono dovute passare 25 settimane o 6 mesi di gravidanza perché il fatto emergesse»

Ma esiste in Sicilia una programmazione sulla disabilità?

«La gestione dell’emergenza Covid – scrive Giovanni Provvidenza – mi porta a concludere che in Sicilia una programmazione sulla disabilità non esiste. Speriamo quindi che l’emergenza sanitaria porti a un cambiamento radicale della politica siciliana nel modo di programmare i servizi per la disabilità, ma per questo servirà un maggiore dialogo tra l’Assessorato Regionale alla Famiglia e quello alla Sanità, e anche tra essi e il mondo dell’associazionismo e della cooperazione. Lo si diceva già nel 2000, con la Legge 328, e ora, a sottolinearlo ancor di più, vi è la riforma del Terzo Settore»

La Fondazione Brescia Musei e l’accessibilità della mostra dedicata a Baldeweg

A proposito di un nostro articolo pubblicato qualche giorno fa (“Fino a quando verrà negata la bellezza alle persone con disabilità?”), ove riportavamo le critiche espresse dall’esperto di accessibilità Alberto Arenghi sull’impossibilità, da parte delle persone con disabilità motoria, di accedere a una sezione della mostra dedicata all’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, presso il Museo di Santa Giulia a Brescia, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo la seguente nota da Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei

Roma “città dell’attesa eterna”?

«Roma è una città stupenda – scrive Maddalena Botta -, davvero eterna, ma ancora decisamente perfettibile, per quel che riguarda la fruibilità da parte delle persone con disabilità motoria»: il racconto di una breve vacanza a Roma in sedia a rotelle, fatto di bei momenti passati nei musei, ma anche di grandi disagi vissuti a causa dei trasporti, cercando ad esempio un taxi attrezzato in ora serale. «Spero dunque – conclude Botta – che la Capitale garantisca una flotta di mezzi attrezzati anche alla sera, prenotabili al momento, per non diventare la “città dell’attesa eterna”…»

Disabilità complesse: i tamponi vanno svolti senza traumi

«La Regione Lazio – scrivono alcune organizzazioni romane – ha disposto l’apertura di un drive-in dedicato allo svolgimento dei tamponi necessari a stabilire l’eventuale contagio da Covid-19. Riteniamo però che tale soluzione sia lontana dalle possibilità di molte persone con disabilità, soprattutto da quelle con una disabilità psichica o neuroatipiche come le persone con autismo. Proponiamo quindi di affidare la procedura ai reparti di Odontoiatria specializzati per persone non collaboranti oppure di eseguire i tamponi a domicilio delle persone con quelle forme di disabilità»

Lavoro e disabilità: crisi finale o svolta per ripartire?

«Di fronte alla crisi del lavoro delle persone con disabilità – scrive Marino Bottà – non resta che un’attesa impotente oppure cercare una nuova via che ridia fiducia e prospettive a centinaia di migliaia di persone con disabilità disoccupate. Ma per farlo, bisogna ritornare al principio del lavoro inteso come bisogno personale, sociale ed etico, uscendo dal silenzio complice e vittimistico, per promuovere una rinnovata cultura inclusiva e nuovi servizi. E anche il tessuto associativo italiano dovrà a dare il proprio contributo di elaborazione, di proposta e di concreta e fattiva iniziativa»

Luciano Paschetta, un esperto di grande competenza, che sapeva anche ascoltare

«Per me è stato e rimane un esempio di uomo impegnato, ammirevole per il suo squisito tratto umano e la preparazione che non faceva pesare, ma che aiutava a meglio comprendere i diversi punti di vista sugli argomenti dell’istruzione dei ciechi»: lo scrive Salvatore Nocera, nel suo ricordo di Luciano Paschetta, scomparso oggi dopo una lunga malattia, che fu a lungo dirigente nazionale e piemontese dell’UICI, e una “firma” spesso presente in «Superando.it», ove ha sempre suscitato un dibattito quanto mai costruttivo, in particolare riguardo all’inclusione scolastica delle persone con disabilità

In ricordo di Antonio Frau, un lottatore instancabile

Ben volentieri diamo spazio oggi al testo con cui Carlo Loiodice – che lo affiancò nelle sue battaglie contro l’emarginazione e l’esclusione – ricorda Antonio Frau, scomparso ieri in Sardegna, uomo dal multiforme ingegno, cieco dall’eta di cinque anni, conosciuto per la sua grande abilità manuale e per la sua grande sensibilità verso i temi sociali. «Ho il ricordo – scrive Loiodice – di un lottatore instancabile, sempre pronto a raccogliere sfide di ogni tipo anche all’apparenza impossibili»