Sinceramente buon lavoro, Professoressa Guerra!

Toccherà infatti proprio al nuovo sottosegretario al Welfare Maria Cecilia Guerra – che solo poche settimane fa aveva duramente criticato la temuta Legge Delega sulla riforma dell’assistenza, tuttora in discussione alla camera – trovare qualcosa di veramente diverso

Maria Cecilia Guerra, nuovo sottosegretario al WelfareVogliamo interpretare positivamente la nomina della professoressa Maria Cecilia Guerra quale sottosegretario al Welfare. Avrà la “patata bollente” della delega assistenziale che la Camera sta discutendo ancora in questi giorni e di cui temiamo fortemente gli effetti [Disegno di Legge n. 4566, N.d.R.].
Ma quello che pensa a proposito di tale delega, Guerra l’ha già messo nero su bianco in occasione di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera, del 4 ottobre scorso, e dire che è stata “critica” è usare un eufemismo. In tal senso ci piace rammentare soprattutto l’incipit del suo commento alla parte assistenziale della delega: «Ci si chiede allora come sia possibile ricavare da interventi di razionalizzazione della spesa sociale e di riduzione di eventuali sovrapposizioni fra interventi di spesa e agevolazioni fiscali in quest’ambito 20 miliardi. Si tratterebbe del taglio di un terzo della spesa complessiva (già sotto stress per la parte erogata dagli Enti Locali). Una spesa, quella in campo sociale, in cui, in tutte le declinazioni possibili, le statistiche di Eurostat (che hanno il vantaggio di essere comparabili fra Paesi) ci pongono agli ultimissimi posti».

E ancora, a proposito di indennità di accompagnamento da rivedere e da trasferire alle Regioni, il nuovo Sottosegretario affermava: «Questo trasferimento di responsabilità è invece molto pericoloso, se non è inquadrato entro una definizione dei Livelli Essenziali, configurati anche come diritti esigibili, se non viene cioè accompagnata da una chiara identificazione delle prestazioni a cui il non autosufficiente ha diritto (che possono anche essere liberamente scelte dall’utente entro un mix di analogo valore di prestazioni monetarie o in natura, come nel modello tedesco, e riflettere l’articolazione dei servizi che ogni Regione intende autonomamente garantire). In caso contrario la riforma proposta rischia di costituire un arretramento, anziché un avanzamento, nelle politiche a sostegno dei non autosufficienti. Dal momento che, oggi, l’indennità di accompagnamento è, almeno in linea di principio, un diritto esigibile».

Professoressa, ora tocca a lei realizzare qualcosa di davvero diverso. Sinceramente: buon lavoro!

*Direttore editoriale di Superando.it.

Il testo integrale dell’audizione di Maria Cecilia Guerra il 4 ottobre scorso alla Commissione Finanze della Camera, è disponibile cliccando qui.
Ricordiamo poi che con i testi disponibili cliccando qui e qui, il nostro sito ha fornito nei giorni scorsi l’elenco dei Ministri, Viceministri e Sottosegretari del nuovo Governo Monti, presentando anche alcuni profili riguardanti quelli con cui più direttamente dovrà confrontarsi il mondo della disabilità.
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