Toscana: il secondo Rapporto sulla Disabilità

Prosegue, con la pubblicazione del secondo Rapporto sulla Disabilità in Toscana, il tentativo di approfondire la conoscenza del fenomeno disabilità in tale Regione, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a programmare in modo consapevole le politiche del settore e di implementare soluzioni capaci di costruire una società realmente inclusiva

Logo della disabilità con carrozzina stilizzata verde su sfondo chiaroNello scorso mese di novembre è stato pubblicato il secondo Rapporto sulla Disabilità in Toscana, a cura dell’Osservatorio Sociale Regionale, proseguendo nell’intento – dichiarato sin dalla prima edizione del documento – di approfondire la conoscenza del fenomeno disabilità, per programmare in modo consapevole le politiche regionali e implementare soluzioni capaci di costruire una società realmente inclusiva.
Il testo fornisce in sostanza un aggiornamento dei dati di contesto e offre una panoramica delle azioni messe in campo dalla Regione Toscana, tra le quali l’attivazione di un Tavolo Permanente Interdirezionale che coinvolge ogni settore dell’Amministrazione Regionale competente in materia, allo scopo di alimentare e rendere sistematico il confronto su politiche, risorse, azioni e iniziative sul tema disabilità.

Sempre in continuità con la precedente annualità, questo secondo Rapporto concentra l’attenzione sulle principali dimensioni che caratterizzano il ciclo di vita di una persona: il percorso scolastico e formativo, l’avviamento e la carriera lavorativa, la domanda e la risposta dei servizi per la non autosufficienza. Ciò nella consapevolezza che si debba lavorare a tutti i livelli per sostenere con continuità i progetti di vita delle persone con disabilità e per creare le condizione affinché ciascuno possa esercitare la propria libertà di scelta tra soluzioni alternative.
In questa direzione, si legge nell’introduzione che in un’ottica generale, per verificare «se la società si stia davvero evolvendo nella direzione di offrire ad ognuno, secondo le proprie esigenze, la possibilità di (almeno) provare ad autodeterminare la propria esistenza, l’unico indicatore attendibile dell’azione di policy non può essere altro che quello relativo a quanti riescono a realizzare le proprie aspettative – non solo a livello lavorativo, ma anche sociale e (non dimentichiamolo mai) affettivo – e, tra questi, quanti sono i disabili. Perché, se le difficoltà sono diverse, le domande sono le stesse per tutti. Così come i diritti».
Anche per il 2016 il Rapporto prende pertanto le mosse dal tentativo di quantificare la numerosità delle persone con disabilità nel contesto regionale, trovandosi di fronte alle medesime difficoltà già riscontrate nella precedente annualità, legate alla definizione stessa che si assume di persona con disabilità e alla selezione degli strumenti e delle fonti utilizzate per la sua rilevazione.
Successivamente, si passa ad affrontare le specificità dei principali àmbiti di vita di una persona: l’inclusione scolastica (sui cui indicatori la Toscana vanta valori più alti della media nazionale), l’inclusione lavorativa, l’inclusione sociale e le politiche regionali (di cui viene dato conto a diversi livelli: normativo, di risorse impiegate, di utenti raggiunti).

I vari temi vengono affrontati considerando sia le misure di carattere nazionale che gli interventi e i servizi attivati dalla Regione, sia i dati statistici ufficiali con dettaglio regionale e locale, sia le informazioni raccolte con altri strumenti e indagini mirate sul contesto regionale.
In particolare, in questa edizione del Rapporto, viene effettuato un approfondimento sul tema Sport e disabilità, che comprende anche un’indagine specifica sulle Associazioni e sui gruppi sportivi presenti nella Regione. (Daniela Bucci)

La presente nota è già apparsa nel portale «Condicio.it – Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità», spazio di comunicazione che è il frutto di un progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Viene qui ripresa – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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