Fotografia sociale, fotografia terapeutica

Sono queste le due sezioni previste per il nuovo concorso promosso dal PSPF (Perugia Social Photo Fest), il primo festival biennale di fotografia sociale e terapeutica, organizzato dall’Associazione LuceGrigia del capoluogo umbro. La partecipazione è aperta fino al 30 novembre, a tutti coloro che usano il mezzo fotografico come strumento di comunicazione, indagine e riflessione e si può concorrere sia individualmente che in coppie o gruppi già costituiti

Logo del "PSPF" ("Perugia Social Photo Fest")

Il logo del PSPF (Perugia Social Photo Fest)

La partecipazione è aperta fino al 30 novembre, a tutti coloro che usano il mezzo fotografico come strumento di comunicazione, indagine e riflessione e si può concorrere sia individualmente che in coppie o gruppi già costituiti.
Si parla del nuovo bando (Call for Entry) lanciato dal PSPF (Perugia Social Photo Fest), il primo festival biennale di fotografia sociale e terapeutica, organizzato dall’Associazione LuceGrigia del capoluogo umbro.
Due sono le sezioni previste, ovvero la Fotografia sociale, di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive, come mezzo per dar voce agli “esclusi” e quindi come strumento di inclusione sociale; e la Fotografia terapeutica, intesa come strumento di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale, soprattutto laddove ci sia una difficolta di comunicazione, per attivare quindi un processo di autocoscienza e di esplorazione del sé.
Il tema è quello della pelle, «da interpretare – spiegano i promotori dell’iniziativa – come un organo interattivo che reagisce al mondo interno come a quello esterno. Pelle come identità, come confine, come comunicazione, come relazione». (S.B.)

Tutti gli approfondimenti sull’iniziativa sono nel sito del Perugia Social Photo Fest. Per ulteriori informazioni: 6glab@seigradi.com (Valeria Volpato).

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