Autismo: educazione a scuola e nel tempo libero

«Va bene la scuola, ma la scuola non deve essere sola a educare. I bambini e i ragazzi devono avere esperienze educative, socializzanti e ludiche anche al di fuori della scuola». «La nostra Associazione – scrive Marialba Corona, presidente dell’ANGSA di Bologna, presentando il tradizionale convegno annuale, promosso per domani, 19 maggio, insieme ai Club Lions di Bologna e all’Ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna – ha colto tale esortazione, prima nella prassi e poi nel tema del convegno di quest’anno, che si intitolerà appunto “Autismo: educazione a scuola e nel tempo libero”»

Bimbo con autismo

Un bambino con autismo

Come ormai accade da alcuni anni, i Club Lions di Bologna, insieme all’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e all’ANGSA di Bologna (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), hanno organizzato un convegno dedicato all’autismo, in programma questa volta per domani, 19 maggio, sempre al Teatro Duse del capoluogo emiliano (Via Cartoleria, 42, ore 9-18).
I destinatari saranno soprattutto insegnanti, educatori, genitori e personale sanitario e il tema scelto
Autismo: educazione a scuola e nel tempo libero.
Sui contenuti della giornata cediamo la parola a Marialba Corona, presidente dell’ANGSA di Bologna.

«Il convegno di un’intera giornata al Teatro Duse di Bologna è diventato un appuntamento annuale da molti apprezzato e atteso. Il tema scelto per quest’anno è il seguente: Educazione dentro e fuori dalla scuola. La saggia insegnante Graziella Roda ci aveva più volte detto: “Va bene la scuola, ma la scuola non deve essere sola a educare. I bambini e i ragazzi devono avere esperienze educative, socializzanti e ludiche anche al di fuori della scuola”. Come ANGSA ne abbiamo colto l’esortazione, prima nella prassi e poi nel tema del convegno.
Già da anni, infatti, è in corso un’esperienza di sport per tutti, ma proprio per tutti, anche per i bambini e ragazzi con le disabilità più complesse, che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha programmata e realizzata.
Con l’autismo l’improvvisazione non paga. Pagano la competenza e la specializzazione. Due professionisti che già collaboravano con la nostra Associazione per i “sabati educativi”, Riccardo Nicoletti e Sara Ambrosetto, hanno proposto un programma di sport personalizzato per ogni bambino/ragazzo con disturbo dello spettro autistico. Le discipline scelte sono state il nuoto, l’arrampicata e l’atletica leggera e per ognuna di esse erano disponibili, oltre ai programmatori dell’iniziativa, gli istruttori di quello specifico sport. Ogni partecipante aveva così un programma preparato dalla cabina di regia, un educatore alla persona in rapporto di uno a uno e un istruttore dello sport in questione, per il gruppetto dei ragazzi presenti in quel momento.
Con tali premesse si è intrapresa l’esperienza sportiva in diverse piscine e palestre dislocate in altrettanti punti della Provincia di Bologna. I risultati sono stati superiori alle attese per tutti, nessuno escluso. Tutti i partecipanti, infatti, hanno acquisito abilità ginniche, si sono divertiti e hanno migliorato l’autonomia richiesta per la partecipazione (vestizione, doccia, shampo ecc). Nella programmazione, inoltre, era compresa anche una presa dati, per documentare gli auspicabili miglioramenti nelle diverse aree.
Tutto questo lavoro al quale hanno partecipato diversi operatori, guidati da una singola cabina di regia, verrà presentato sabato 19, durante il convegno, come esperienza di educazione fuori dalla scuola. “Fuori”, anche se in realtà l’iniziativa può dare delle idee pure per l’educazione personalizzata a scuola, soprattutto per riempire di contenuti la scuola a tempo pieno.

Oltre a Nicoletti e ad Ambrosetto, parleranno di attività pomeridiane con grande valenza educativa anche le analiste del comportamento Silvia Cottitto, Erika Leonetti, Monica Mercatelli e Paola Nobile.
Dal canto suo, la docente Simona Cascetti si soffermerà sull’educazione dentro e fuori dalla scuola. L’anno scorso – lo ricordiamo – aveva presentato un ambizioso progetto di volontariato per il tempo libero e quest’anno esporrà quanto realizzato.

La presenza alle nostre attività di numerosi ragazzi con disabilità complesse ci ha stimolato poi ad occuparci di autismo sindromico, del quale parlerà la neuropsichiatra infantile Antonia Parmeggiani, presentando la relazione intitolata Il disturbo di spettro autistico sindromico: dalla diagnosi alla presa in carico riabilitativa.
E ancora, volendo coprire tutto lo spettro, abbiamo voluto affrontare anche il tema dell’autismo cosiddetto “ad alto funzionamento”, affidato a due relatrici di eccezione, quali la neuropsichiatra Paola Visconti e la psicologa Flavia Caretto.

Inutile dire che la relazione di apertura sarà affidata all’onnipresente e sempre disponibile Graziella Roda, ma per rendere accessibili a tutti le buone prassi ci vogliono buone leggi prima, garanzia che vengano applicate poi. La cornice legislativa, dunque, che in questi ultimi anni si è molto arricchita, sarà illustrata da Carlo Hanau, già docente di Statistica Medica e di Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sociali e Sanitari, oggi direttore del Corso di Perfezionamento in Tecniche Comportamentali per Bambini con Autismo all’Università di Modena e Reggio Emilia.

E infine, a parlare di quello che è realmente un punto critico nel percorso di vita, ovvero il passaggio dall’età evolutiva a quella adulta, sarà chi ha il compito di occuparsene istituzionalmente, ovvero Rita di Sarro dell’AUSL di Bologna. Senza dimenticare che l’Università di Bologna, presente da sempre ai nostri convegni con la Scuola di Medicina (Antonia Parmeggiani), lo sarà quest’anno anche con l’importantissima e complementare Scuola di Pedagogia, rappresentata da Elena Malaguti.
Insomma, come sempre, un menù ricchissimo!
Marialba Corona».

A questo link è disponibile il programma completo del convegno di Bologna. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: convegni@autismo33.it.

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