Indifferenza

Ogni regola ha le sue eccezioni, avevamo scritto tempo fa, e pur dando spazio di rado ai componimenti in versi, quando le poesie sono belle e profonde come quelle di Laura Bonanni, lo facciamo ben volentieri. È successo con “Chiari e vari”, che ci ha anche consentito di tenere alta l’attenzione sul tema dell’albinismo e sulle discriminazioni subite da chi vi è coinvolto, ed è successo con “Risorsa limitata”. Questa volta diamo spazio a “Indifferenza”, scritta sempre in romanesco, e dedicata a un certo tipo di atteggiamento nei confronti della vita, purtroppo ancora assai diffuso…

Roberta Di Gregorio, "Indifference" (©Saatchi Art)

Roberta Di Gregorio, “Indifference” (©Saatchi Art)

Ogni regola ha le sue eccezioni, avevamo scritto qualche tempo fa, e pur dando spazio di rado ai componimenti in versi, quando le poesie sono belle e profonde come quelle della psicoterapeuta romana Laura Bonanni, persona con albinismo, lo facciamo ben volentieri.
È già successo con Chiari e vari, che ci ha anche consentito di tenere alta l’attenzione sul tema dell’albinismo e sulle discriminazioni subite da chi vi è coinvolto e lo è stato anche per Risorsa limitata.
Oggi, invece, diamo spazio a Indifferenza, scritta sempre in romanesco, e dedicata a un certo tipo di atteggiamento nei confronti della vita, purtroppo ancora assai diffuso…

Sei bello, alto e pure palestrato,
vestito molto bene e raffinato,
te guardi intorno, quasi un po’ scocciato,
ciai un orologio tanto ben pregiato.

Sembri  in attesa de qualcuno,
ma invece stai lì e nun te se fila proprio nessuno.

Te passano vicino du vecchietti,
che stanno pe inciampa’ a uno scalino,
ma tu te giri e te rivolti, da “birillo”,
come se fossi proprio un sacco brillo,
così distratto e pur così tanto svagato, nel tuo stato.

Poi all’improvviso te se avvicina un non vedente ben garbato
che con gran tatto e bona educazione,
te chiede una certa informazione…

Ma tu, tranquillo e “tonto” nel tuo stare,
lo guardi e te metti ad ascoltare, quel tuo cellulare che è gigante,
quasi pe’ faje vede’ quanto sei importante.
Ora riprendi a camminare per la via,
indifferente de ogni cosa che ce sia.

E nun te rendi conto, perché tanto vivi nel tuo mondo,
che c’è quella signora co un bambino,
che spinge a fatica un passeggino
e tu la strada le hai tagliato,
rischiando de falla cascare in quel fossato!

Ora te siedi dentro al tuo ampio macchinone,
passando anche col rosso, con furore.

Presuntuoso e sempre più superficiale,
parcheggi sulle strisce pedonali,
bloccando quello scivolo de via,
pensato per chi cerca autonomia,
con la sua carrozzella dignitosa
e che te chiede soltanto una cosa…

Abbi rispetto pei bisogni altrui!
Perché sta vita che te vede un po’ narciso,
distratto e assai poco in relazione,
gira veloce e te chiederà ragione!

Perché quello che oggi capita al vicino,
domani potrà esse’ il tuo destino!

Psicoterapeuta, persona con albinismo (bonsailaur@gmail.com).

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