Covid Life

Una persona sorda e una udente costrette a convivere rinchiuse in un appartamento ventiquattr’ore su ventiquattro, durante il momento peggiore della pandemia: sapranno adattarsi e reinventarsi? Andrà davvero tutto bene?: è la storia di “Covid Life”, il nuovo spettacolo in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e in italiano, nato da un’idea originale di Dario Pasquarella, regista, attore sordo e anche fondatore del Teatro Sordo LIS, che verrà portato in scena dal 19 al 21 novembre a Roma da Arte&Mani Deaf Italy, compagnia che si occupa ormai da anni di Teatro Sordo LIS

Manifesto di "Covid Life"«Rinchiusi nel loro appartamento e risultati positivi al Covid, Dario e Davide ripercorrono e si confrontano su quello che è stato (ed è) vivere al tempo di una pandemia mondiale. Una panoramica da due differenti punti di vista, quello sordo e quello udente. Aneddoti di vita quotidiana che rappresentano i lati positivi e negativi di questa situazione. Senza poter uscire di casa e costretti ad una convivenza ventiquattr’ore su ventiquattro, i due coinquilini mal si sopportano e ogni pretesto è utile ad accendere la miccia di una nuova discussione. Sono da poco terminate le festività natalizie e la pigrizia da sindrome “della capanna” si contrappone alla voglia di uscire, evadere e tornare ad essere finalmente liberi. Le difficoltà con il lavoro, legato all’altalenante funzionamento della rete, sono spunto di riflessione sul futuro globale e dei giovani studenti con i quali Dario e Davide lavorano quotidianamente. I due protagonisti sapranno adattarsi e reinventarsi? Andrà davvero tutto bene?»: viene presentato così Covid Life, il nuovo spettacolo in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e in italiano, nato da un’idea originale di Dario Pasquarella, regista, attore sordo e anche fondatore del Teatro Sordo LIS.

Covid Life verrà rappresentato da venerdì 19 a domenica 21 novembre a Roma (Teatro Il Cantiere, Via Gustavo Modena, 92). A produrlo e a metterlo in scena sarà Arte&Mani Deaf Italy, compagnia che si occupa ormai da anni del già citato Teatro Sordo LIS, forma espressiva che promuove rappresentazioni nate da drammaturgie originali, in cui la LIS e l’Italiano vengono utilizzate con uno stesso registro linguistico.
«Questo – spiegano dalla compagnia stessa – permette tanto a un pubblico sordo quanto udente di abbracciare le emozioni del racconto teatrale, di capire più facilmente i personaggi e di essere quindi compartecipi della “macchina teatrale”».
In base a tale progetto, quindi, vengono messi in scena sia testi classici che contemporanei, basandosi appunto su una drammaturgia originale nata direttamente tanto in LIS quanto in Italiano, il tutto con l’obiettivo di veicolare anche aspetti della cultura sorda segnante e di contribuire all’arricchimento della letteratura sorda LIS. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: artemani.italystampa@gmail.com.

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