Nel segno della varietà

“Il mondo è bello perché è vario” è il nome di un progetto partito inizialmente da un’idea dell’ANFFAS Alto Friuli e successivamente riproposto dal Servizio Sociale dei Comuni della Carnia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Itaca di Pordenone, che nel corso del 2009 ha garantito a un gruppo di ragazzi e giovani-adulti con disabilità una serie di uscite in contesti, manifestazioni e realtà territoriali non “riservate” o “previste” per disabili, ma frequentabili e fruibili da parte di tutti. Un’iniziativa, quindi, all’insegna della “varietà” e non della “diversità”, la cui festa finale si terrà il 19 dicembre a Tolmezzo (Udine)

È stato un gruppo via via sempre più affiatato e coeso, quello che ha dato vita al progetto «Il mondo è bello perché è vario»Il Servizio Sociale dei Comuni della Carnia apre la disabilità al territorio e viceversa, portando verso la conclusione con notevole successo l’annata 2009 di un progetto rivolto a ragazzi e giovani-adulti con disabilità dell’Alto Friuli, finalizzato a garantire loro opportunità socializzanti attraverso una serie di uscite sul territorio.

Partito inizialmente grazie a un’idea dell’ANFFAS Alto Friuli (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), la cui sede è a Tolmezzo (Udine), l’iniziativa – denominata Il mondo è bello perché è vario – è stata successivamente riproposta prima nell’ambito di un progetto finanziato dalla Provincia di Udine ai sensi dell’articolo 5 della Legge Regionale 41/96 e poi dal Servizio Sociale dei Comuni della Carnia, in via sperimentale nel 2008 e in modo più mirato e strutturato nel 2009, anche tenendo conto del rimando positivo avuto dai ragazzi partecipanti e dai loro genitori.
Oltre al coinvolgimento di un gruppo di volontari, già attivi con l’ANFFAS, il Servizio Sociale dei Comuni ha previsto la partecipazione al progetto di un’educatrice della Cooperativa Sociale Itaca di Pordenone, che si occupasse di coordinare la programmazione delle varie uscite e che vi prendesse poi parte per garantire un ulteriore supporto ai volontari.

Denominatore comune dell’iniziativa è stato quello di accompagnare le persone in contesti, manifestazioni e realtà territoriali che non fossero in qualche modo già riservate o previste appositamente per persone con disabilità, ma che fossero invece fruibili e frequentabili in maniera aperta da tutti. L’obiettivo condiviso era dunque quello di garantire reali occasioni di integrazione sociale, perseguendo l’ottica della “varietà” e non della “diversità”.
Ecco allora che l’operatrice di Itaca e alcuni volontari si sono messi all’opera per contattare enti, associazioni, strutture, comitati, musei, parchi e fattorie didattiche, strutturando un programma realizzatosi tra il mese di maggio e quello di ottobre di quest’anno, che hanno visto ad esempio un’uscita alla diga del Vajont, una visita all’area avifaunistica di Andreis e all’ex centrale idroelettrica di Malnisio, un’uscita a Comeglians per visitare in particolare il laboratorio di maglieria, una gita al mare a Lignano Sabbiadoro, la partecipazione alla Festa degli Aquiloni a Cercivento, la due giorni al Parco delle Prealpi Giulie in occasione della Festa della Transumanza e la  visita alla Fattoria Didattica La Pecora Nera di Ovaro.

I ragazzi, di cui solo alcuni sono già inseriti in contesti residenziali o semiresidenziali, hanno partecipato con discreta continuità alle varie uscite proposte, dimostrando di apprezzare le esperienze e il piacere di condividerle, formando un gruppo con il tempo sempre più affiatato e coeso. Degno di nota il fatto che alle gite non abbiano preso parte genitori o familiari, proprio per permettere alle persone di essere direttamente protagoniste nella scoperta di nuovi luoghi e nuove relazioni, in maniera il più possibile autonoma da quella rassicurante mediazione che può garantire qualcuno di famiglia.
Fortemente voluta è stata l’uscita di due giorni, durante la quale è stato così possibile trascorrere una notte fuori casa. A posteriori è possibile affermare che questa esperienza si è dimostrata davvero emozionante e gradita, vissuta con spensieratezza e in un clima di collaborazione reciproca, nonostante la maggior parte dei ragazzi non avessero mai dormito fuori casa, soprattutto senza familiari.

A degna conclusione di questo ricco programma è prevista anche una festa finale che si terrà il 19 dicembre presso la sede dell’ANFFAS Alto Friuli di Tolmezzo, per ripercorrere le giornate trascorse insieme. Infatti, in tale occasione sarà consegnato ai ragazzi un video ricordo con le immagine più belle e significative delle varie uscite.
L’auspicio è che il progetto possa avere seguito anche il prossimo anno ed è doveroso a questo punto concludere con un ringraziamento particolare a Lorena, Paolo, Giada e Alice, che hanno saputo pensare e proporre una serie di esperienze interessanti e coinvolgenti, dimostrandosi sempre disponibili e sorridenti, stando attenti alle esigenze dei singoli e rassicurando le famiglie. (Fabio Della Pietra)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Cooperativa Sociale Itaca di Pordenone, f.dellapietra@itaca.coopsoc.it.
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