I Fondi Strutturali Europei e le elezioni di maggio

È stata dedicata all’utilizzo dei Fondi per tutelare i diritti delle persone con disabilità, la conferenza che qualche mese fa, ad Atene, ha coinciso con il Consiglio del Forum Europeo della Disabilità, il cui Presidente ha poi invitato le organizzazioni aderenti a utilizzare nelle campagne nazionali il Manifesto proposto dal Forum stesso, che evidenzia alcuni fondamentali princìpi riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie

Atene, febbraio 2014: Yannis Vardakastanis e Vasileios Kegkeroglou

Il presidente dell’EDF Yannis Vardakstanis (a sinistra), insieme al ministro greco del Lavoro, della Sicurezza Sociale e del Welfare Vasileios Kegkeroglou

Si è aperta con una conferenza centrata sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità attraverso l’applicazione dei Fondi Strutturali Europei, la due giorni di Atene in cui un paio di mesi fa il Consiglio dell’EDF (European Disability Forum) ha riunito i rappresentanti delle proprie organizzazioni associate, provenienti da tutta Europa.
Ospite d’onore, per l’occasione, il ministro greco del Lavoro, della Sicurezza Sociale e del Welfare Vasileios Kegkeroglou, che ha riferito sull’implementazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità nel proprio Paese, a quasi due anni dalla ratifica, avvenuta il 31 maggio 2012.
Dal canto suo, Thomas Kleisiotis, vicepresidente della Confederazione Greca delle Persone con Disabilità, ha sottolineato la vera e propria “battaglia” condotta in questi anni dal movimento della disabilità del proprio Paese, per proteggere le famiglie che ad esso fanno riferimento, dalle conseguenze della crisi e delle severissime misure di austerità.

Segnatamente, poi, il Presidente dell’EDF, Yannis Vardakastanis, si è soffermato sull’importanza di questo 2014 per l’Unione Europea e per i suoi Stati Membri, in vista delle elezioni continentali, in programma dal 22 al 25 maggio.
«Le prossime Elezioni Europee – ha dichiarato Vardakastanis – saranno ancora più importanti del solito perché i risultati di esse avranno un notevole impatto in ogni Stato Membro dell’Unione Europea». In tal senso, il presidente del Forum ha invitato tutte le organizzazioni dei vari Paesi a utilizzare nelle campagne nazionali il Manifesto in sei punti, proposto qualche settimana fa dal Forum stesso – e pubblicato in italiano anche dal nostro giornale – per mettere in piena luce una serie di fondamentali princìpi riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie.

Da ricordare infine le parole pronunciate ad Atene da Wladyslaw Piskorz, capo dell’Unità Crescita Inclusiva, Sviluppo Urbano e Territoriale della Commissione Europea, che dopo avere sottolineato l’importante contributo dell’EDF nel lavoro della Commissione Europea, ha assicurato che la Commissione sta revisionando i vari «“Accordi di Partenariato” [Partnership Agreements] sottoscritti nei diversi Paesi, controllando che essi contengano misure a favore delle persone con disabilità». (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione Luisella Bosisio Fazzi.

I sei punti del Manifesto elaborato dall’EDF (European Disability Forum),
in vista delle Elezioni Europee del 22-25 maggio 2014

1. Promozione di un’Europa inclusiva, sostenibile e democratica
L’EDF insiste per un’Europa che abbandoni le politiche di austerità, rimettendo al centro della propria azione le persone, l’inclusione, la solidarietà, l’uguaglianza e la legittimità democratica. Viene ritenuta questa l’unica strada possibile, per riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni europee.

2. La riforma delle politiche economiche e sociali del Vecchio Continente assicuri la tutela e il godimento dei diritti dei cittadini europei con disabilità
A causa di tagli senza precedenti nella spesa sociale – è l’analisi dell’EDF – milioni di persone con disabilità sono venute a trovarsi in una situazione di povertà ed esclusione sociale. Ma i servizi sociali sono fondamentali per consentire alle persone con disabilità di condurre una vita indipendente e di partecipare pienamente alla società, ciò che è garantito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Unione Europea come organismo a sé stante e anche da venticinque dei ventotto Paesi che ne fanno parte. Come si può vedere negli elenchi qui in calce, mancano ancora all’appello della ratifica la Finlandia, l’Irlanda e l’Olanda.

3. Rendere accessibili per tutti i beni e i servizi
Per ottenere questo risultato, l’EDF indica alcuni strumenti necessari, vale a dire:
– l’European Accessibility Act, norma continentale a dir poco attesa, sull’accessibilità dei beni e dei servizi nel mercato interno europeo;
– la proposta di una Direttiva Europea sull’accessibilità dei siti internet pubblici;
– l’accessibilità dei servizi di trasporto e delle infrastrutture;
– la rimozione di tutti gli ostacoli alla libertà di movimento delle persone con disabilità e dei loro familiari;
– rendere i fondi europei liberamente accessibili anche alle persone con disabilità.

4. L’adozione di una Direttiva, già oggetto di proposta, contro tutte le discriminazioni
È urgente, secondo l’EDF, che l’Unione Europea adotti una Direttiva già oggetto di proposta, così come è stata emendata dal Parlamento Europeo, che rafforzi la tutela delle persone con disabilità (considerate insieme ad altri gruppi) nei confronti delle discriminazioni, in ogni momento della vita e del lavoro.

5. Rapida ratifica da parte dell’Unione Europea e di tutti quegli Stati Membri che non l’abbiamo ancora fatto, del Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità
Il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU consente al Comitato sui Diritti Umani delle Persone con Disabilità di ricevere anche ricorsi individuali – di singoli o di gruppi di individui – e di avviare eventuali procedure d’inchiesta. Si tratta insomma di uno strumento che rafforza certamente l’implementazione della Convenzione stessa. L’EDF chiede pertanto sia all’Unione Europea come organismo a sé stante – che al momento ha solo ratificato la Convenzione – sia agli Stati Membri che non lo abbiano ancora fatto (Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania) di procedere quanto prima.

6. Rivedere i meccanismi istituzionali e normativi europei, in modo tale che tutti tengano conto dei princìpi fissati dalla Convenzione ONU, avvalendosi altresì del contributo diretto delle persone con disabilità
In tal senso l’EDF sottolinea che l’Unione Europea ha l’obbligo di implementare attivamente la Convenzione ONU, sia rispetto ai propri meccanismi interni, sia rivedendo e modificando tutte le leggi e le prassi esistenti che discriminano le persone con disabilità, sia infine elaborando nuove norme, politiche e programmi sempre in linea con la Convenzione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Lila Sylviti (Ufficio Comunicazione dell’EDF), lila.sylviti@edf-feph.org.

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