Energie da liberare: il Festival del Volontariato 2014

Sarà infatti proprio “Energie da liberare” il filo conduttore dei tanti eventi culturali e di animazione in programma a Lucca, dal 10 al 13 aprile, per il Festival del Volontariato 2014, organizzato dal Centro Nazionale per il Volontariato e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, evento che renderà la città toscana un “teatro a cielo aperto” e che prevede anche, in chiusura, la partecipazione del presidente del Consiglio Renzi

Presentazione del Festival del Volontariato di Lucca, 10-13 aprile 2014

Un’immagine della conferenza stampa di presentazione del Festival del Volontariato di Lucca

Sono ormai ore di vigilia per l’edizione 2014 del Festival del Volontariato di Lucca che da giovedì 10 a domenica 13 aprile animerà la città toscana con un colorato popolo di volontari e associazioni: saranno loro, infatti, i protagonisti della manifestazione organizzata dal CNV (Centro Nazionale per il Volontariato) e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, che sta per ritornare al Real Collegio, dopo il grande successo del 2013 (oltre 23.000 presenze), con una nuova edizione ancora più ricca e piena di ospiti importanti.
«Il Festival del Volontariato – ha dichiarato Edoardo Patriarca, presidente del CNV, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento – cresce ogni anno e l’edizione dei prossimi giorni si annuncia ricca e densa di appuntamenti e di iniziative da non perdere. E questa grande ricchezza è resa possibile da tutte le realtà, istituzioni, associazioni, reti, entità locali e nazionali, che contribuiscono al Festival con sostegni, idee e proposte».

Energie da liberare: sarà questo il filo conduttore che legherà tutti gli eventi culturali e di animazione della quattro giorni di Lucca, un tema che interpellerà il volontariato sulle sue potenzialità espresse e inespresse e sui condizionamenti: le energie da liberare, appunto, togliendo i blocchi e gli ostacoli dovuti anche al riconoscimento non adeguato da parte delle istituzioni pubbliche e della società in generale. Un tema che verrà declinato in ogni appuntamento del Festival, con grande attenzione al lavoro, principale urgenza nell’Italia della crisi.
E in ogni caso, il vero protagonista sarà il volontariato, che renderà l’intera città di Lucca, oltre alle decine di iniziative dentro al Real Collegio, un vero e proprio “teatro a cielo aperto” di cittadinanza e accoglienza con attività per tutti.
Ogni giorno, ad esempio, sarà possibile iscriversi per il volo vincolato con la mongolfiera promosso dal Comune di Capannori. Sempre dentro al Real Collegio, ci sarà poi uno spazio giochi gestito dalle Associazioni il Filo D’Arianna e Sahaja Yoga (protagonista, quest’ultima, anche di due flash mob sabato 12), così come in Piazza San Michele, domenica 13, a cura della Cooperativa Sociale L’Impronta.
Ritornerà inoltre, dopo il successo del 2013, la Staffetta della Solidarietà organizzata da diversi Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI cui parteciperanno anche associazioni e scuole, mentre sabato 12 vi sarà la Convention 2014 del Team Toscana Special Olympics Italia, oltre alle cacce al tesoro alla scoperta della “Lucca Sociale”.
Ed è in programma anche tanta musica, con vari concerti che coinvolgeranno i ragazzi del Liceo Musicale Passaglia, l’Associazione Laboratorio Brunier, il Tributo a Fabrizio De André degli Amici del Perù, Vox Alia Ensemble Cantori Lucca e gli eventi dell’Associazione Musicale Lucchese.
Sabato 12, quindi, in Piazza San Michele, la Giornata Nazionale dei Lions Club e Leo Club, con la fanfara dei Bersaglieri e gli sbandieratori della Garfagnana.
E ancora, da venerdì a domenica in Cortile degli Svizzeri, le Giornate della Prevenzione Sanitaria, con ambulatori medici e consigli sanitari gratuiti per tutti, promossa dall’Associazione Don Baroni e altre realtà dell’associazionismo socio-sanitario. In Piazza San Frediano, quindi, sempre da venerdì a domenica, il Ludobus dell’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) e nella stessa sede, sabato e domenica, l’animazione con i bambini, che occuperà anche Piazza San Michele con l’Orso Dado.
Domenica 13, infine, la visita guidata dell’Associazione La Ruota alla chiesa romanica di San Leonardo in Treponzio.

Simbolo del Festival saranno le girandole rosse che verranno distribuite a migliaia nei giorni della manifestazione, composte tutte dai detenuti del Carcere San Giorgio, che nei quattro giorni dell’evento diventerà protagonista attivo: infatti, trenta ragazzi delle scuole superiori di Lucca faranno visita alla casa circondariale la mattina di venerdì 11, mentre giovedì 10 i detenuti stessi parteciperanno a un momento formativo sulla Protezione Civile, con Luca Calzolari («Ilgiornalediprotezionecivile.it») ed Elvezio Galanti (geologo ed esperto di Protezione Civile).
Uno spazio a sé merita poi la ricca rassegna teatrale denominata Il Teatro dei Perché, organizzata in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lucca. Gli spettacoli andranno in scena alle 21 nell’auditorium della Fondazione e saranno Fratelli di sangue di Ingvar Ambjørnsen, con Nicolò Giacalone, Alessio Praticò, Valentina Badaracco, Mauro Parrinello e la regia di Mauro Parrinello (giovedì 10) e Avevamo tutti le converse, scritto e interpretato da Francesco Brandi per la regia di Riccardo Sinibaldi (sabato 12). L’attore Giobbe Covatta, poi, grazie alla collaborazione con Le Buone Notizie del «Corriere della Sera» – primo media partner della manifestazione -, chiuderà la rassegna con uno spettacolo dedicato all’AMREF (African Medical and Research Foundation).

E veniamo al programma culturale, che prevede più di cento eventi, organizzati sia dal Centro Nazionale per il Volontariato che dalle varie associazioni locali e nazionali partecipanti al Festival.
Giovedì 10 è prevista la presentazione dell’applicazione (App) Inforischio da parte del CNV e della Provincia di Lucca. Quindi Raffaele Luise, vaticanista del GR RAI, racconterà i tratti del primo anno di pontificato di Papa Francesco, mentre alle 18 l’evento inaugurale ospiterà il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che insieme alla madrina della manifestazione, l’attrice Maria Grazia Cucinotta, a Luca Mattiucci della nuova sezione sociale del «Corriere della Sera» e al citato presidente del CNV Edoardo Patriarca, darà il via alle giornate. In particolare, il ministro Giannini sarà intervistato da Marco Gasperetti, giornalista del «Corriere della Sera».
Durante le prime due giornate, il Real Collegio ospiterà anche duecento studenti del Campus della Solidarietà organizzato dal Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) e dalla Regione Toscana.

Protagonista di venerdì 11 sarà poi la Protezione Civile con il Capo Dipartimento Franco Gabrielli che parteciperà a una giornata in cui associazioni e volontari si misureranno anche sulle buone pratiche della comunicazione delle emergenze.
Ma la seconda giornata del Festival di Lucca sarà anche quella dedicata al lavoro, con la tavola rotonda del mattino intitolata Liberare il lavoro. Dal servizio civile all’impresa sociale: le azioni possibili, durante la quale il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba si confronterà con esperti e protagonisti a livello nazionale, come Luigino Bruni, Paolo Venturi, Gianfranco Marocchi e Nereo Zamaro.
Sempre venerdì 11, nel pomeriggio, vi sarà l’appuntamento denominato Macroidee e Microstorie. Il microcredito per lo sviluppo sociale, in collaborazione con il Banco Popolare, che vedrà tra gli altri ospiti il presidente dello stesso Banco Popolare Carlo Fratta Pasini.
Nelle medesima giornata, la presidente della Camera Laura Boldrini visiterà il Festival e verrà intervistata dal vicedirettore del «Corriere della Sera» Giangiacomo Schiavi in un momento pubblico intitolato La cittadinanza che rigenera la politica.
A seguire sarà il giornalista Alan Friedman, insieme Al sociologo Luca Ricolfi, a presentare il suo libro Ammazziamo il gattopardo.

Per quanto poi riguarda sabato 12, vi saranno eventi dedicati alla comunicazione sociale, con la presentazione ad esempio del manifesto L’Italia che fa bene (in tale contesto il cantante Francesco Guasti, ex concorrente di The Voice e ora in tour con Piero Pelù, presenterà il videoclip Scintilla contro scintilla girato nel Carcere di Sollicciano) e il convegno Ogni periferia è un centro: le nuove frontiere della comunicazione sociale.
Ospiti alle due sessioni, vi saranno personalità note del giornalismo italiano, come Luca De Biase, Giovanna Rossiello, Antonio Polito, Susanna Petruni, Gianni Riotta, Riccardo Bonacina, Luca Calzolari e Luca Mattiucci.
A seguire, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, insieme all’europarlamentare Silvia Costa, all’economista Stefano Zamagni e alla direttrice del CEV (Centro Europeo del Volontariato) Gabriella Civico, parleranno sul tema L’Europa sociale: giovani e lavoro.

Matteo Renzi

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà presente alla giornata conclusiva del Festival del Volontariato

Sempre sabato 12, nel pomeriggio, spazio al lavoro di tutela legale (advocacy) che il CNV sta realizzando con il mondo del volontariato della giustizia, che verrà sintetizzato e rilanciato nel corso del convegno Carcere, la certezza del recupero, cui parteciperanno, fra gli altri, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri e don Virginio Colmegna della Casa della Carità di Milano. E ancora, sempre nel pomeriggio di sabato, la presentazione del libro Bioresistenze, con il presidente di Slow Food Roberto Burdese e il giornalista di Altreconomia Luca Martinelli.

Infine, domenica 13, il convegno dedicato alle nuove frontiere comunicative della donazione, intitolato Ritorno a Babele. Oltre le diversità, strumenti per una comunicazione condivisa, che verrà moderato e introdotto dal giornalista Alan Friedman e potrà contare sull’intervento dei presidenti delle associazioni nazionali della donazione, della sociologa Gaia Peruzzi e dello storico Franco Cardini.
E quindi la chiusura, con uno dei momenti più attesi, quello cioè che vedrà Edoardo Patriarca e Riccardo Bonacina dialogare sui temi emersi nella quattro giorni insieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Proprio alla presenza del premier, il «Corriere della Sera» lancerà la citata sezione dedicata al sociale e saranno presenti anche il vicedirettore della testata Giangiacomo Schiavi e l’altro giornalista Aldo Cazzullo.

Da ultimo, ma non certo ultimo, va segnalato che durante le giornate di Lucca verranno anche presentati i dati di una rilevazione realizzata dal CNV e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, svolta nei primi mesi di quest’anno su un campione di 1.900 presidenti di organizzazioni di volontariato, sul tema Ecco come il volontariato ha reagito alla crisi. A tale indagine dedichiamo uno spazio a sé nel box qui in calce. (Ufficio Stampa CNV e Redazione di «Superando.it»)

Il programma completo di tutte le iniziative del Festival del Volontariato di Lucca è consultabile nel sito specificamente dedicato all’evento. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@centrovolontariato.net.

Ecco come il volontariato ha reagito alla crisi: un’indagine
Sono dati positivi quelli che emergono dalla recente rilevazione del CNV e della Fondazione Volontariato e Partecipazione sulle organizzazioni di volontariato.
La ricerca è stata svolta nei primi mesi di quest’anno su un campione di 1.900 presidenti di organizzazioni di volontariato intervistati tramite un articolato questionario. Ne è emerso un quadro in cui il volontariato italiano riesce ancora non solo a reggere i colpi della crisi, ma anche a crescere, pur fra le criticità date dai ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e dalla difficoltà del volontariato nel collaborare con gli altri soggetti del Terzo Settore.
«Sono dati positivi – commenta Edoardo Patriarca, presidente del CNV – che forniscono spunti di riflessione e di azione a tutto il volontariato. Da una parte osserviamo che si rafforza l’autonomia di questo mondo dal settore pubblico, in un’ottica sussidiaria sempre più matura. Dall’altra si comprende come il volontariato abbia ormai già reagito in maniera decisa alla crisi, cercando nuove risorse, economiche e umane, per portare avanti la sua imprescindibile opera di solidarietà. Anche per questo è fondamentale che a tutti i livelli, dal locale al nazionale, venga sempre più riconosciuto il valore del volontariato, favorendone l’azione e liberando le energie che al suo interno si sprigionano».
«Questi dati – sottolinea dal canto suo Alessandro Bianchini, neopresidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione – dimostrano che il volontariato italiano è un fenomeno maturo e consolidato, una colonna portante del nostro sistema democratico. Dal punto di vista delle risorse prosegue una tendenza che osserviamo da anni: lo stato di salute economica delle associazioni presenta una sostanziale tenuta, anche per loro capacità di fare affidamento su risorse proprie, differenziando le fonti di entrata. Ma osserviamo anche che le associazioni operanti in alcuni settori di intervento, sopratutto la Protezione Civile, hanno maggiori difficoltà. Influisce sicuramente anche la crescente pressione del pubblico a cui sono sottoposte».

Una buona salute economica
Nonostante la congiuntura negativa, lo stato di salute economica delle organizzazioni di volontariato (d’ora in poi OdV) nel 2013 è buono. Più della metà dei presidenti intervistati, infatti (56,6%), ritiene «stabile o equilibrata» la situazione economico-patrimoniale della propria OdV.
Il 29,2% la definisce in termini positivi e solo il 14,1% la ritiene difficile. A conferma, il giudizio espresso dai presidenti sui livelli delle entrate delle OdV nel biennio 2011-2013 è complessivamente incoraggiante.

La Protezione Civile soffre di più
Una conferma ulteriore giunge considerando il giudizio sulla sostenibilità delle spese correnti. Per due OdV su tre (63,6%) non sussistono particolari difficoltà ad affrontare le spese correnti per la gestione delle attività. Solo il 2,1% delle OdV mostra gravi problemi di sostenibilità e circa un terzo (34,3%) dichiara di avere qualche difficoltà al proposito.
Se da una parte, però, le OdV italiane mostrano complessivamente una buona salute economica, dall’altra esistono settori e aree che soffrono più di altri, come quella della Protezione Civile e, in misura minore, le OdV delle Regioni dell’Italia Centrale.
Diversamente poi che nel 2011, lo scorso anno si sono registrati stati di sofferenza anche per le OdV del settore dei Beni Culturali e del Volontariato Internazionale. Per tutti questi casi è comunque da rilevare che le difficoltà economiche riguardano sempre una minoranza delle organizzazioni.

Pubblica Amministrazione in ritardo nei pagamenti
A ulteriore conferma della buona salute economica delle OdV nel 2013, solo una quota minima di organizzazioni (tra lo 0,6% e il 2,2%) dichiara di avere difficoltà a saldare i debiti contratti verso terzi. D’altra parte, i problemi nella riscossione di crediti verso privati riguardano il 2,6% delle OdV intervistate. Il 13,8% del campione ha invece difficoltà a riscuotere i crediti verso la Pubblica Amministrazione, ciò che al momento dell’intervista creava problemi di liquidità al 39,2% delle OdV che erano in posizione di creditrici.
Anche qui le organizzazioni della Protezione Civile sembrano essere quelle in maggiore difficoltà: in questo settore, infatti, pressoché tutte le OdV in posizione creditoria (circa una su cinque) hanno difficoltà di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, elemento che crea seri problemi alla maggioranza assoluta delle organizzazioni (56,7%).

Soci e volontari in crescita
Nell’opinione dei presidenti intervistati, le OdV italiane sono caratterizzate da una base di soci e di volontari che nel 2013 risulta consolidata o in espansione in pressoché tutti i settori e in tutte le Regioni, con leggeri scostamenti.
Riguardo poi ai dati, nel 2013 il numero dei soci risultava stazionario in poco più della metà delle OdV (51,9%) e in crescita in una OdV su tre (33,6%). Nel complesso, quindi, circa 85 OdV su 100, lo scorso anno, hanno confermato o allargato la propria base associativa, mentre il 14,5% ha sperimentato una diminuzione del numero dei soci.
Dati analoghi riguardano il numero dei volontari, che tuttavia sperimenta variazioni più contenute. Oltre 6 OdV su 10 (63,9%), infatti, hanno confermato nel 2013 il numero dei volontari dell’anno precedente, mentre poco più di un’OdV su 4 (25,6%) ha visto crescere il numero. Esiste comunque un 10,5% di OdV in cui nel 2013 i volontari sono diminuiti.

I giovani continuano a impegnarsi, nonostante la crisi
Nelle OdV italiane, in media, il 25,3% dei volontari ha meno di 35 anni, dato identico a quello registrato nel 2011. Solo il settore della Protezione Civile – che ha il corpo di giovani volontari più consistente (in media il 31,9% under 35) – si avvicina ad avere una base volontaria simile alla struttura della popolazione italiana al 1° gennaio 2013 (gli under 35 sono il 35,5% secondo i dati Istat).
Nel 2013, poi i cittadini stranieri sono stati in media il 3,7% dei volontari delle OdV.
In concomitanza con la grave crisi occupazionale italiana, è anche da osservare che il monte ore speso dai volontari nelle OdV – sempre secondo i presidenti delle stesse – sembra complessivamente stabile o in aumento nel 2013. La stabilità delle ore dedicate dai volontari all’OdV caratterizza infatti il 60% delle organizzazioni; l’aumento il 29,5%. Meno di una OdV su 10, infine, ha visto nel 2013 diminuire la quantità di impegno profuso dai propri volontari.

Gli effetti della crisi
I presidenti delle OdV hanno opinioni diverse sugli effetti delle difficoltà occupazionali nei confronti della quantità di tempo dedicata alle attività di volontariato. Il 46,7% ritiene infatti che la crisi occupazionale abbia un’influenza sul monte ore dedicato dai cittadini alle attività di volontariato, mentre il 45% ritiene che non vi sia un’influenza diretta.
Tra coloro che ritengono esistere un legame tra crisi e impegno volontario, prevale l’opinione sull’impatto negativo della crisi stessa. Considerando tutto il campione interpellato, il 29,7% ritiene che la crisi abbia contribuito a generare una diminuzione della quantità di tempo dedicata alle attività di volontariato.

Il volontariato colonna del welfare locale
Dall’indagine risulta confermata la propensione delle OdV italiane a operare su scala locale. Comuni, Comunità Montane e Aziende Sanitarie Locali risultano gli Enti Pubblici con cui le OdV si relazionano consistentemente, sia nel quadro di accordi convenzionali, sia per la realizzazione di altri progetti.
Circa la metà delle OdV non operanti nel campo della donazione (51,3%) risulta nel 2013 titolare di una o più Convenzioni con Enti Pubblici. La comparazione sincronica (anno 2013, differenti settori) mostra che le OdV della Protezione Civile ricorrono con maggiore frequenza ai rapporti convenzionali (in questo settore sono titolari di Convenzioni il 71,7% delle OdV al netto delle non risposte), seguite da quelle del Sanitario, che non operano nel campo della donazione (65,9% al netto delle non risposte).
Rispetto infine alla rilevazione condotta nel 2011, il numero di OdV titolari di Convenzioni con Enti Pubblici è in leggera crescita (+6 punti percentuali) e va anche segnalato che nel quadro di rapporti convenzionali con Enti Pubblici, nel 2013 circa la metà delle OdV ha progettato l’attività in modo condiviso con l’Ente Pubblico e ha contribuito a realizzarla (co-progettazione), mentre l’altra metà ha svolto l’attività che l’Ente Pubblico ha richiesto (esecuzione).

Ma si stenta ancora a fare rete
La pratica della collaborazione significativa con altri soggetti non profit riguarda invece ancora una minoranza delle OdV: solo il 23,3% di esse ha collaborato infatti nel 2013 con altre OdV o con associazioni di mutuo-aiuto, il 14,4% con associazioni di promozione sociale, centri sociali e centri socio-ricreativi, il 9,4% con strutture ecclesiali. Percentuali ancora più esigue di OdV hanno all’attivo nel 2013 collaborazioni significative con altri soggetti non profit.
(a cura dell’Ufficio Stampa CNV)

Stampa questo articolo