Per riconoscere e tutelare il lavoro di cura familiare

Arriva finalmente in Tribunale, a Milano, e nei prossimi mesi a Roma e a Palermo, il ricorso collettivo nazionale presentato per ottenere il riconoscimento e la tutela del lavoro di cura dei caregiver familiari, coloro cioè che in àmbito domestico si prendono cura di un congiunto affetto da grave disabilità e non in grado di compiere autonomamente gli atti necessari alla propria sopravvivenza e al proprio benessere

Ombre bianche di persona con disabilità e di assistente che la spingeCome avevamo riferito qualche tempo fa, è arrivato finalmente il giorno, dopo numerosi rinvii, della prima udienza (aperta al pubblico), presso il Tribunale di Milano, riguardante il ricorso collettivo nazionale, intentato nei confronti dell’INPS, per il riconoscimento del lavoro di cura dei caregiver familiari – coloro cioè che in àmbito domestico si prendono cura di un congiunto affetto da grave disabilità e non in grado di compiere autonomamente gli atti necessari alla propria sopravvivenza e al proprio benessere – figure del tutto disconosciute dalla legislazione italiana, come frequentemente si può leggere anche sulle pagine del nostro giornale.
«Dopo quasi vent’anni di richieste rivolte a un Parlamento sordo e distratto – spiegano i responsabili del blog La Cura Invisibile, nato proprio con l’obiettivo di condurre la battaglia giuridica per il riconoscimento in Italia dei diritti del familiare caregiver e del lavoro di cura -, che non è stato in grado di riconoscere con una norma il valore sociale svolto dai caregiver familiari quale sostegno fondamentale per un welfare sempre più assente, questi sono passati alle vie legali per ottenere l’accesso a quei diritti che in tutti gli altri Paesi europei da tempo sono un dato di fatto».

All’udienza di Milano – cui parteciperà una folta delegazione di ricorrenti – seguiranno nei prossimi mesi quelle di Roma e di Palermo. Le rivendicazioni – che tra ricorrenti e sostenitori possono già contare su migliai di aderenti – includono il riconoscimento di tutele previdenziali, sanitarie e assicurative, che consentano al caregiver familiare l’accesso a diritti fondamentali dell’uomo, quali quelli al riposo, alla salute e alla vita sociale, ad essi del tutto negati nel nostro Paese.
Da segnalare infine che a seguire tale azione legale sono alcuni professionisti impegnati sui diritti individuali della persona, come l’avvocato Marco Vorano e il giurista Paolo Cendon, già tra gli artefici, quest’ultimo, delle leggi sul danno esistenziale e sull’amministrazione di sostegno. Rispetto alla questione dei caregiver, ne segnaliamo anche un parere pro-veritate, disponibile nel citato blog La Cura Invisibile. (S.B.)

Per ulteriori approfondimenti sulla materia oggetto della presente nota, oltre ai numerosi articoli pubblicati dal nostro giornale (in particolare a firma di Giorgio Genta, Simona Bellini e Chiara Bonanno), i cui Autori sono rintracciabili nella Sezione Mappa del sito – Ricerca avanzata – Autore, suggeriamo anche la consultazione del blog La Cura Invisibile.
Per informazioni: lacurainvisibile@gmail.com.

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