Lesioni midollari: cruciale l’organizzazione dei servizi

Lo hanno decisamente confermato i vari interventi dell’importante convegno organizzato a Imola (Bologna) dall’Istituto Riabilitativo Montecatone, la nota struttura specializzata nella cura e nella riabilitazione di persone con lesione midollare e/o grave cerebrolesione: l’organizzazione dei servizi è cruciale, per aumentare la speranza di vita e soprattutto la qualità di vita delle persone con lesione midollare

Novembre 2014: convegno di Imola sulle lesioni midollari

L’affollata platea del convegno di Imola

Sono state oltre duecento le persone, pervenute da tutta Italia, al convegno scientifico organizzato dall’Ospedale di Montecatone di Imola (Bologna) – la nota struttura specializzata nella cura e nella riabilitazione di persone con lesione midollare e/o grave cerebrolesione -, che con lo slogan Misurare, comunicare, collaborare, per accompagnare, ha voluto dare voce a tutti gli attori coinvolti nel complesso percorso di cura delle persone con lesione midollare [se ne legga anche la presentazione nel nostro giornale, N.d.R.].

Dopo che in apertura Jacopo Bonavita, primario dell’Unità Spinale di Montecatone e curatore dell’evento, ha voluto ringraziare tutti i partner che hanno collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa, a partire dalla SACMI, che ha ospitato l’evento nella propria Sala Congressi, si sono alternati più di trenta relatori, per offrire una panoramica completa delle problematiche cliniche, socio-assistenziali e umane correlate alla lesione midollare, la quale comporta una disabilità che va ben oltre il dato visibile della carrozzina, investendo in modo traumatico la persona e il suo nucleo familiare.
Ad aprire poi le diverse sessioni del programma, sono state alcune persone direttamente colpite da una lesione midollare, ovvero Massimiliano Ferraresi, William Boselli e Loredana Teofilo, vicepresidente, quest’ultima, dell’AUS (Associazione Unità Spinale) Montecatone.

«I contenuti di questa giornata – ha ricordato nelle sue concolusioni Andrea Rossi, direttore sanitario dell’Azienda USL di Imola – hanno confermato in pieno quanto emerso proprio quest’anno da una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità insieme alla Società Internazionale per le Lesioni Midollari ISCOS: l’organizzazione dei servizi è cruciale per aumentare la speranza di vita e soprattutto la qualità di vita delle persone con lesione midollare». «Come Regione Emilia Romagna – ha aggiunto – non abbiamo probabilmente niente da invidiare a nessuno, per quanto riguarda la fase dell’emergenza, ma soprattutto mi piace ricordare che anche le ricerche internazionali confermano che è importante lavorare, come la nostra Regione ha scelto di fare, curando continuamente tutti i punti della rete territoriale, e dando enfasi ai percorsi dei pazienti, a partire da Unità Ospedaliere dedicate e di eccellenza come è oggi Montecatone. Sicuramente, invece, possiamo migliorare nel garantire a tutte le persone con lesione midollare, sia di origine traumatica che non traumatica, l’accesso tempestivo alle Unità Spinali, dove sono presenti tutte le competenze che oggi sono state evidenziate, e adeguare i servizi territoriali in un’ottica di rete integrata».

Dal canto suo, Roberto Piperno dell’Azienda USL di Bologna, chiamato a sintetizzare le conclusioni dal punto di vista clinico-assistenziale, ha sottolineato che tutte le presentazioni hanno evidenziato come i recenti cambiamenti a livello epidemiologico stiano costringendo a un cambio di paradigma nell’affrontare i problemi. «La rete multispecialistica del domani – ha affermato – non può fermarsi a una semplice relazione di aiuto tra l’Unità Spinale e i servizi territoriali: dovremo infatti diventare più capaci di considerare tutte le risorse di una comunità territoriale e non solo i servizi istituzionali, di organizzare servizi innovativi di telemedicina o altre forme di avvicinamento tra i servizi specialistici e i pazienti, e soprattutto di migliorare nella valorizzazione delle competenze degli utenti».
E proprio al rappresentante degli “utenti” dei servizi di cura per la lesione midollare, ovvero a Vincenzo Falabella, presidente della FAIP (Federazione Italiana Associazioni Paratetraplegici) e della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) è stato affidato l’intervento che ha concluso la giornata. «Oggi – ha dichiarato Falabella – abbiamo avuto contributi di livello eccellente, che hanno dimostrato come in Italia ci sia la cultura scientifica per affrontare la lesione midollare con capacità pari ai migliori centri europei. E tuttavia non è abbastanza, perché oggi, grazie alle cure, di lesione midollare non si muore più, ma quello che è veramente a rischio, in questo momento di crisi e di tagli alla spesa pubblica (non solo quella destinata ai fondi sociali, ma anche e soprattutto agli Enti Locali) è la possibilità che le persone con lesione midollare possano costruirsi una Vita Indipendente, come è loro diritto. Né voglio dimenticare che c’è un grandissimo problema di equità, visto che la forbice tra Nord e Sud del Paese è evidente nei numeri delle risorse sanitarie ed è ancora più evidente se contiamo ad esempio quante persone arrivano a Montecatone perché al Sud non esiste la possibilità di trovare una cura, e quando tornano a casa si trovano ad affrontare un vero e proprio “deserto”».
«Sono però contento di poter dire – ha concluso il Presidente di FAIP e FISH – che insieme a Montecatone e ad altre Unità Spinali, con la collaborazione di alcune Regioni, stiamo portando a termine un importante studio finanziato a livello nazionale dal Centro Controllo Malattie (CCM), che ha l’ambizione di ideare nuovi e più efficaci percorsi per la cura della lesione midollare: spero dunque che l’anno prossimo potremo ritrovarci, per darvi l’esito di questo impegno corale».
In tal senso, l’invito a organizzare un nuovo appuntamento nel 2015 è stato subito accolto positivamente, come occasione di incontro e di consolidamento della rete regionale dei servizi per la cura della lesione midollare. (V.C. e C.C.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Vito Colamarino (vito.colamarino@montecatone.com); Claudia Corsolini (corsolini@montecatone.com).

Stampa questo articolo