Marche: un Difensore Civico che non sia “decorativo”

In vista dell’imminente nomina del nuovo Difensore Civico Regionale delle Marche, ben ventisette organizzazioni del Terzo Settore – tra le quali molte impegnate specificamente sul fronte della disabilità – chiedono in una lettera-appello ai Consiglieri Regionali che tale organo non sia «meramente “decorativo”, ma rappresenti realmente un argine alla fatale erosione dei diritti che in questa congiuntura sociale ed economica finisce per colpire soprattutto i soggetti deboli»

Martelletto del giudice, libri di codici e bilancia della giustizia«Nella scelta del Difensore Civico la Regione manifesta l’attenzione per la promozione della trasparenza e della correttezza dei rapporti tra la Pubblica Amministrazione e la cittadinanza, come singoli e nelle associazioni. Non deve essere organo dalle funzioni meramente “decorative”; deve pertanto essere anche espressione della società civile, oltre che ovviamente avere comprovata competenza in campo giuridico ed esperienza nelle funzioni specifiche che sarà chiamato a svolgere».
A scriverlo in una lettera-appello inviata a tutti i componenti del Consiglio Regionale delle Marche sono state ben ventisette organizzazioni del Terzo Settore, tra cui varie federazioni locali e regionali in rappresentanza di altre decine di associazioni, molte delle quali impegnate specificamente sul fronte della disabilità, in vista della prossima nomina del nuovo Difensore Civico Regionale, d’ora in poi anche Garante per l’Infanzia e per i Detenuti.

Come rende noto in un comunicato la Campagna Regionale Trasparenza e diritti – la nota iniziativa nata per vigilare sui servizi sociosanitari e per ottenere l’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza nelle Marche – «nella lettera si auspica che il Difensore Civico sia un tramite, un “canale di comunicazione” tra società civile e amministrazione, complementare rispetto alla politica e ai partiti. Con i poteri assegnati di segnalazione, indagine e verifica, egli deve infatti contribuire a responsabilizzare l’amministrazione nei confronti dei cittadini e i cittadini nei confronti di quest’ultima. Rappresenta pertanto un argine alla fatale erosione dei diritti che in questa congiuntura sociale ed economica finisce per colpire soprattutto i soggetti deboli».

La lettera inviata ai Consiglieri Regionali si conclude con la richiesta di «individuare per l’importante funzione una persona il cui profilo corrisponda alle caratteristiche indicate, ovvero competenza, autonomia e legame con la società civile, senza mai cedere alla tentazione di operare la nomina secondo spartitorie logiche politiche». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: trasparenzaediritti@gmail.com.

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