Quanta frammentazione negli interventi sulla disabilità!

È ad esempio quella che emerge dal “Primo rapporto sulla Disabilità in Toscana. Dal percorso scolastico al ‘Dopo di noi’”, esaminando il quale si ripropone ancora una volta l’esigenza di costruire percorsi di supporto alle realizzazioni dei progetti vita delle singole persone, attraverso un approccio integrato e unitario, centrato sul protagonismo della persona stessa e sulla collaborazione tra i tanti soggetti coinvolti (scuola, servizi sociali e sociosanitari, servizi per il lavoro, famiglie, associazioni, comunità locali)

Giorgio Pirrotta, "Frammentazione", 2008

Giorgio Pirrotta, “Frammentazione”, 2008

Nello scorso mese di dicembre è stato pubblicato, a cura dell’Osservatorio Sociale Regionale, il Primo rapporto sulla disabilità in Toscana. Dal percorso scolastico al “Dopo di noi”, documento che persegue l’obiettivo di conoscere e analizzare il fenomeno, per programmare le politiche e implementare soluzioni capaci di costruire una società realmente inclusiva.

Il primo scoglio affrontato riguarda la possibilità di quantificare la numerosità delle persone con disabilità nel contesto regionale. Come ormai è ben noto, infatti, si tratta di un’operazione assai più complessa di quanto potrebbe apparire, poiché ha a che fare con la definizione che si assume di persona con disabilità e con la scelta degli strumenti e delle fonti da utilizzare per la sua rilevazione. Il risultato è di ottenere variazioni consistenti nelle stime, in relazione all’approccio e alla disponibilità degli strumenti e delle fonti informative.

La scelta adottata nella stesura di questo rapporto – pur nella consapevolezza di poter trascurare l’analisi di alcuni àmbiti di vita – è dichiaratamente quella di fornire un quadro evolutivo della storia di una persona con disabilità: dall’inclusione scolastica all’età anziana.
Nel dispiegarsi di tale percorso, i vari temi vengono affrontati considerando sia le misure di carattere nazionale, sia gli interventi e i servizi attivati dalla Regione Toscana, sia i dati statistici ufficiali con dettaglio regionale e locale, sia infine le informazioni raccolte con altri strumenti e indagini mirate relativamente al contesto regionale.
Un esempio è la ricerca ad hoc sui servizi di collocamento mirato, finalizzata a delinearne modelli, caratteristiche, aspetti positivi e criticità. O quella sui soggetti – in particolare Associazioni e Fondazioni di Partecipazione – che in Toscana operano sui temi del cosiddetto “Durante” e “Dopo di Noi”.

Dalla lettura del Rapporto emerge l’attuale frammentazione degli interventi rivolti alla disabilità. E ancora una volta si ripropone l’esigenza strategica di costruire percorsi di supporto alla realizzazione dei progetti di vita delle singole persone, attraverso un approccio integrato e unitario che si centri sul protagonismo della persona stessa e sulla collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti: scuola, servizi sociali e sociosanitari, servizi per il lavoro ecc., famiglia, associazioni, comunità locali. In altre parole, una coerente progettualità che consideri i passaggi di vita di una persona e l’accompagni favorendone la capacitazione e l’inclusione sociale: dalla scuola al lavoro, all’età adulta – e indipendente dalla famiglia di origine -, fino alla terza età, con gli aspetti più tipici della senescenza. (Daniela Bucci)

La presente nota è già apparsa nel portale «Condicio.it – Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità», spazio di comunicazione che è il frutto di un progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Viene qui ripresa – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.
Sul documento di cui si parla nella nota stessa (Primo rapporto sulla disabilità in Toscana. Dal percorso scolastico al “Dopo di noi”), suggeriamo caldamente anche la consultazione dell’ampio approfondimento curato da Simona Lancioni nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa).

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