Ma allora ditelo!

Nello scorso mese di luglio, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) avevano nuovamente sollevato l’annosa questione dell’inaccessibilità informatica di alcuni importanti documenti presenti nei siti di Camera e Senato. In particolare, trattandosi degli Atti del Governo sottoposti all’esame delle Camere, la comunicazione era stata diretta al Presidente del Consiglio e al Ministro per i Rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, che ora ha risposto (con una lettera in formato inaccessibile…)

Maria Elena Boschi

Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento

Io li conosco. Conosco sia Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), sia Mario Barbuto, presidente dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Persone molto diverse fra loro, ma che hanno in comune una notoria mitezza. Mitezza che, bene inteso, non li priva di rigore e determinazione. Non credo però che si possa impunemente abusare della pazienza delle persone miti, in ispecie quando sono anche rappresentanti di istanze ben più ampie delle loro singole persone.

Nel luglio scorso, dunque, come aveva riferito anche il nostro giornale, i due hanno deciso un’azione comune e significativa, rivolgendosi civilmente al Presidente del Consiglio e al Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento.
Esiste una norma in Italia che impone l’accessibilità dei documenti e dei siti pubblici; ci sono standard, regolamenti, indicazioni nazionali e internazionali. C’è addirittura un’autorità che vigila su questo: l’Agenzia per l’Italia Digitale. Eppure nei siti di Camera e Senato, che pure hanno investito risorse per l’accessibilità, continuano ad essere pubblicati atti “vietati” alle persone non vedenti e assai poco pratici per qualunque utente.
L’aspetto più grave, anche da un punto di vista simbolico ed educativo, è che si tratta degli atti che provengono dal Governo. Documenti assai rilevanti: schemi di decreti legislativi, disegni di legge, legge di stabilità… Non robetta, quindi. Dalla loro lettura vengono esclusi una parte di cittadini e viene complicata la vita di molti altri.
Questi documenti vengono caricati nei siti come immagini scannerizzate. Ne risultano dei pdf che non solo sono grafici, dunque non leggibili, ma addirittura protetti, e quindi con l’impossibilità del ripiego di decodificarli con i software OCR, quali FineReader e lo stesso ScreenReader.
Eppure la soluzione sarebbe semplice e poco costosa: pdf accessibili, come tutti quelli già pubblicati nei due siti. Invece no.

Allora la FISH e l’UICI segnalano dapprima il problema all’Agenzia per l’Italia Digitale che però – evidentemente – non riesce a smuovere l’elefantiaca e ottocentesca prassi governativa.
A questo punto i due Presidenti si armano di carta e penna, formalizzano la richiesta ai vertici del Governo e ne danno giusto risalto a mezzo stampa. Molto rapidamente – forse troppo – Maria Elena Boschi, responsabile del Ministero per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, risponde formalmente accusando ricevuta e rassicurando: «Al riguardo – scrive -, vi informo di aver attivato i competenti uffici della Presidenza del Consiglio di Ministri, al fine di addivenire nel più breve tempo possibile e di intesa con le Camere, alla trasmissione alle stesse oltre che dei documenti ufficiali in formato cartaceo […] anche in formato leggibile con software OCR».
Prego? Software OCR? Nessuno ha chiesto di dover ricorrere a un software OCR, cioè all’ultimo degli strumenti che si possono usare. Si è chiesta l’accessibilità dei documenti: pubblicateli normalmente come qualsiasi altro documento leggibile. È meno complicato e costoso pubblicarli normalmente che non scannerizzarli e importarli in un documento come immagine.
E passi… nella fretta e nella calura estiva gli uffici della Boschi non sono stati tanto a sottilizzare su software, accessibilità (per tutti), standard, digital divide ecc., archiviando l’affaire fra “proteste dei ciechi”.
Passi tutto e perdoniamo: la Boschi ha risposto e questo è un risultato.
Passi tutto, ma non il grottesco: la lettera giunta via mail dal Ministero è in formato inaccessibile.
Ma allora ditelo…

Direttore editoriale di «Superando.it».

Ricordiamo ancora il link che rinvia alla lettera spedita dal ministro Boschi ai Presidenti di FISH e UICI.

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