Chiudere gli ultimi OPG e avviare una nuova fase

«Come ha insegnato l’esperienza della chiusura degli Ospedali Psichiatrici – dichiarano dal Comitato Stop OPG – il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) dovrà accompagnarsi alla costruzione di concrete alternative alla logica manicomiale, affermando il diritto alla salute mentale e alla piena e responsabile cittadinanza delle persone sofferenti». Nel frattempo, però, vi sono ancora due OPG aperti, quelli cioè di Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino e sarà a quest’ultimo che arriverà in visita domani, 23 dicembre, una nutrita delegazione del Comitato Stop OPG

Persona internata in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario (foto di Franco Guardascione)

Una persona internata in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario (foto di Franco Guardascione)

«Con la loro chiusura, il processo di superamento degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) si trova in una nuova fase: ora, infatti, è cruciale dimostrare, con le pratiche, che le stesse REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), ovvero le strutture destinate a sostituirli, possono essere ridimensionate e forse del tutto superate. E questo implica ragionare su cosa si costruisce “intorno e prima delle REMS”, per evitare che diventino i “nuovi contenitori”, certo più decorosi degli OPG, ma destinate a riprodurne la funzione, per fare cioè in modo che il superamento degli OPG, come ha insegnato l’esperienza della chiusura degli Ospedali Psichiatrici, sia accompagnato dalla costruzione di concrete alternative alla logica manicomiale, affermando il diritto alla salute mentale e alla piena e responsabile cittadinanza delle persone sofferenti».
Lo si legge in una nota del Comitato Stop OPG, l’organismo che conduce ormai da anni una dura battaglia per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ancora presenti nel nostro Paese, quelle strutture che ancora nel 2011 una Commissione d’Inchiesta del Senato definì come una sorta di “inferno in terra”.
Per realizzare tali obiettivi, il Comitato punta a organizzare una serie di eventi che mettano a confronto voci ed esperienze di vari Dipartimenti di Salute Mentale e REMS, oltreché rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali, a partire presumibilmente da Trieste, a fine gennaio.

Nel frattempo, però, a oltre due anni dalla data fissata nella Legge 81/14 per la cessazione degli OPG, sono stati chiusi quelli di Aversa (Caserta), Napoli, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (Mantova) – quest’ultimo, per altro, divenuto una vera “mega-REMS”, con un semplice cambiamento di targa – ma ve ne sono ancora due aperti, quelli di Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), pur con poche persone e prossimi alla chiusura.
Domani, venerdì 23 dicembre, una nutrita delegazione di Stop OPG arriverà in visita proprio a Montelupo Fiorentino, per incontrare le persone internate e gli operatori, insieme alla direttrice Antonella Tuoni, a conferma del costante impegno per una chiusura che avvenga rispondendo da una parte ai bisogni di cura dei pazienti, dall’altra ai diritti dei lavoratori della struttura.
A comporre la delegazione saranno Stefano Cecconi (CGIL Nazionale), Denise Amerini (Funzione Pubblica CGIL nazionale), Cesare Bondioli (Psichiatria Democratica), Vito D’Anza (Forum Salute Mentale), Giovanna Del Giudice (CoperSam Basaglia), Mauro Fuso (CGIL Toscana) Maria Grazia Giannichedda (Fondazione Basaglia), Donato Petrizzo (Funzione Pubblica CGIL Toscana), don Armando Zappolini (CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Maria Grazia Antoci e Chiara Fusi (Cittadinanzattiva), Paolo Grasso e Antonio Fortarezza, video maker e Rita Filomeni, poeta e autrice teatrale.
Sarà presente anche il commissario unico per il superamento degli OPG Franco Corleone. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@stopopg.it.

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