Schedati, perseguitati, sterminati

Verrà inaugurata il 9 marzo e sarà poi aperta fino al 14 maggio, presso la prestigiosa sede del Vittoriano di Roma, la mostra intitolata “Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo”, con la sezione aggiuntiva dedicata al tema “Malati, manicomi psichiatri in Italia. Dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale”. Ed è particolarmente importante registrare una visibilità sempre più ampia su temi quali lo sterminio di migliaia e migliaia di persone con disabilità durante il nazismo, rimasti sepolti per decenni nel buio della Storia

Emmi G., vittima dell'"Aktion T4"

Emmi G., di soli 16 anni, fu una delle migliaia di vittime con disabilità durante il nazismo. Giudicata “schizofrenica”, venne sterilizzata e successivamente inviata a Meseritz-Obrawalde, dove venne uccisa il 7 dicembre 1942 con un’overdose di tranquillanti

Verrà inaugurata giovedì 9 marzo (ore 17.30) e resterà poi aperta dal 10 marzo fino al 14 maggio, presso la prestigiosa sede del Vittoriano di Roma (Sala Zanardelli del Monumento a Vittorio Emanuele II), la mostra intitolata Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo, con la sezione aggiuntiva dedicata al tema Malati, manicomi psichiatri in Italia. Dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale, curata, quest’ultima, dalla SIP (Società Italiana di Psichiatria).

L’iniziativa – che si svolgerà sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Federale di Germania e il patrocinio di quest’ultima – è stata voluta e realizzata dalla Società Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Psicosomatica (DGPPN), in collaborazione con la Fondazione Memoriale per gli Ebrei Assassinati d’Europa e la Fondazione Topografia del Terrore di Berlino.
L’adattamento italiano è stato curato da Netforpp Europa, il Network Europeo per la Ricerca e la Formazione in Psichiatria e Psicodinamica, in collaborazione con il Polo Museale del Lazio. Ha inoltre collaborato all’allestimento anche l’AVI di Roma (Agenzia per la Vita Indipendente), organizzazione impegnata da molti anni – grazie in particolare alla sua presidente Silvia Cutrera – a tenere viva la memoria sullo stermino di migliaia e migliaia di persone con disabilità, da parte del regime nazista. (S.B.)

Segnaliamo che accedendo all’ampia ricognizione storica intitolata Quel primo Olocausto, curata per il nostro giornale da Stefania Delendati, si può anche consultare (nella colonnina a destra del testo) il cospicuo elenco di testi da noi presentati in questi anni sullo sterminio delle persone con disabilità da parte del regime nazista.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti sulla mostra di Roma: segreteria@psichiatria.it.

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