Quei “voucher di consolazione”

«Non basta una vita perennemente fragile per le persone con disabilità, ma ci propongono anche un lavoro perennemente precario. Ma una Legge di Stato voluta proprio per riconoscere il diritto al lavoro delle persone con disabilità, non si può cancellare con proposte irricevibili come questa, che condannerebbe le persone con disabilità al precariato e alla discriminazione»: è questo il duro commento di Nina Daita, esponente del Sindacato CGIL, alla proposta di retribuire con dei voucher i lavoratori con disabilità, avanzata dal ministro Poletti, durante un incontro con le parti sociali

Disegno di omino che segna lo stop«In Italia ci sono almeno 800.000 iscritti al collocamento obbligatorio in attesa di lavoro. Esiste una legge di Stato che impegna i datori di lavoro pubblici e privati ad assumere persone con disabilità [Legge 68/99, N.d.R.], e il Governo propone di retribuirli con i voucher*. Oserei definirli “voucher di consolazione”, come i premi di consolazione. Aberrante»: è questo il duro commento di Nina Daita, responsabile nazionale delle Politiche per le Disabilità della CGIL, a una proposta avanzata ieri dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, durante un incontro con le parti sociali.
Secondo Daita, «non basta una vita perennemente fragile per le persone con disabilità, ma ci propongono anche un lavoro perennemente precario. Ma una Legge di Stato, che è stata fortemente voluta proprio per riconoscere il diritto al lavoro delle persone con disabilità, non può essere cancellata con proposte irricevibili come questa, che condannerebbe le persone con disabilità al precariato e alla discriminazione».
«Se questa proposta dovesse essere confermata – conclude l’esponente sindacale – ci attiveremo con tutte le nostre forze». (S.B.)

*Dal sito dell’INPS: «I voucher o “buoni lavoro” servono a pagare quelle particolari modalità di prestazione lavorativa definite “accessorie”, perché non riconducibili a contratti di lavoro, in quanto svolte in modo saltuario. Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considera il contratto di riferimento».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: politiche disabilita@cgil.it.

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